"Se non mettiamo mano alla riscossione dei tributi avremo grosse difficoltà economiche”. È quanto dichiarò il sindaco di Calvizzano nel marzo 2024, nel corso di un Consiglio comunale, rispondendo a un intervento del consigliere di opposizione Francesco Ferrillo. Un passaggio netto, registrato anche in un video, che lasciava intendere la volontà dell’amministrazione di procedere senza indugi verso una riorganizzazione del servizio, attraverso una procedura di esternalizzazione.
Il video: ascoltate attentamente le parole del sindaco
Ferrillo è tornato sul
tema della gestione e della riscossione dei tributi comunali durante l’assise
cittadina del 30 settembre 2025, in occasione dell’approvazione del bilancio
consolidato. In quella sede, il consigliere, già capogruppo di Reset e oggi del
gruppo Insieme, ha ricordato che l’amministrazione aveva scelto di affidare il
servizio mediante un project financing, ma che l’iter risultava ancora fermo
alle fasi preliminari.
Secondo quanto dichiarato
da Ferrillo, infatti, la selezione del soggetto promotore non era ancora
conclusa e solo successivamente si sarebbe potuti passare alla vera e propria
gara per l’affidamento del servizio. Un rallentamento che, di fatto, sposterebbe
l’avvio della lotta all’evasione fiscale al 2026, con risultati concreti che
ricadrebbero sulla prossima amministrazione comunale.
Nel corso dello stesso
Consiglio comunale, Ferrillo ha ribadito questo concetto, sottolineando come,
nonostante le premesse e le dichiarazioni iniziali, il procedimento non avesse
prodotto atti concreti.
Alle sollecitazioni
dell’opposizione, il sindaco ha risposto spiegando che, per la gara di
esternalizzazione tramite progetto di finanza, erano stati effettuati mesi di
trattative con il promotore individuato. Pur rivendicando la legittimità
dell’intero procedimento, il primo cittadino ha evidenziato la necessità di
rivedere i costi richiesti, ritenuti non del tutto adeguati per l’ente. Il
sindaco aveva inoltre dichiarato che, qualora le trattative fossero andate a
buon fine, l’atto sarebbe stato portato in giunta entro la fine di ottobre.
Circostanza che, tuttavia, non si è verificata.
Resta dunque aperta la questione politica e amministrativa. Se, come affermato dal sindaco, la procedura era legittima, perché non si è andati avanti? E perché non si è proceduto a una revoca formale? Considerando che lo stesso sindaco ha parlato di una frattura politica “profonda e insanabile” con il gruppo dell’ex maggioranza, dovuta a un diverso modo di concepire la politica e il governo cittadino, e che tale frattura sarebbe legata a una procedura di gara ritenuta dannosa per l’ente, il riferimento non può che ricadere sulla gestione dei tributi.
Alla luce delle
precedenti dichiarazioni di Francesco Ferrillo, che evidenziavano come per il
sindaco fosse “tutto regolare”, resta il nodo centrale: se la procedura era
considerata regolare, per quale motivo non è stata portata a termine né
formalmente revocata? Una domanda che, a oggi, continua a non trovare una
risposta amministrativa chiara.