Social e istituzioni: una riflessione aperta dopo la sfiducia al sindaco di Calvizzano

 

Dopo la sfiducia al sindaco di Calvizzano, avvenuta lo scorso 5 febbraio, la sua pagina Facebook personale risulta ancora attiva e continua a riportare nell’intestazione il titolo di “sindaco”. Nulla di irregolare, sia chiaro: si tratta di un canale privato e non istituzionale, che l’ex primo cittadino è libero di gestire come ritiene opportuno.

Tuttavia, in questi giorni, in molti, tra cittadini e anche alcuni consiglieri dimissionari, hanno sollevato una semplice osservazione: forse sarebbe più opportuno aggiornare la denominazione della pagina, eliminando il riferimento all’incarico non più ricoperto. Una considerazione che abbiamo ritenuto corretto riportare per dovere di cronaca, senza alcuna intenzione polemica.

Allo stesso tempo, riteniamo positivo che l’ex sindaco continui a dialogare con la comunità attraverso un proprio canale social. Il confronto e la comunicazione diretta, se mantenuti su toni corretti e trasparenti, contribuiscono a rendere l’informazione più pluralista e accessibile.

Proprio partendo da questa riflessione, si apre un tema più ampio: non sarebbe utile che anche il Comune di Calvizzano si dotasse di una pagina social ufficiale? Uno strumento istituzionale potrebbe rappresentare un punto di riferimento chiaro per i cittadini, facilitando la diffusione di comunicazioni, avvisi e informazioni di pubblico interesse, soprattutto in una fase delicata come quella attuale.

Una proposta che non nasce da critiche, ma da una semplice constatazione: oggi i social sono parte integrante della vita civica e possono diventare, se ben utilizzati, un ponte efficace tra amministrazione e comunità. Una riflessione aperta, nel segno del dialogo e della trasparenza.

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