Sindaco di Calvizzano sfiduciato: non è la prima volta. Tutte le sfiducie ai Primi cittadini di Calvizzano dal 1946 a oggi
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Il 6 febbraio scorso si è conclusa la consiliatura del dott. Giacomo Pirozzi, sfiduciato da 11 consiglieri su 16. La notizia suscitato reazioni sgomente e accuse tra i vari protagonisti della politica calvizzanese; tuttavia non è la prima volta che avviene uno scioglimento del Consiglio comunale per sfiducia da parte della maggioranza dei consiglieri. Vediamo quindi, a partire dal 1946, quando è avvenuto.
Il primo sindaco sfiduciato: Alfredo Revenaz
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Il primo sindaco sfiduciato nella storia repubblicana è stato Alfredo Revenaz, uno dei sindaci più apprezzati della storia recente di Calvizzano.
Fuoriuscito dalla DC negli anni 60’, nel novembre 1964 con la sua lista civica
“La Campana” vince le elezioni. Il suo è il primo mandato a durare 5 anni,
a seguito della riforma della legge elettorale avvenuta quell’anno.
A raccontarci quali erano gli equilibri politici, vi è
un documento presente sul sito del Patrimonio dell’Archivio Storico del Senato
della Repubblica, presente nei documenti della “Fondazione Turati”, la
fondazione storica che raccoglie moltissimi documenti storici della Direzione
Nazionale del PSI e del PSDI.
Tra i documenti, infatti, c’è una lettera scritta alla
Direzione Nazionale del PSI da parte del circolo calvizzanese del PSI,
il 12 maggio 1976. In quel periodo, infatti, il PSI stava assorbendo il
Movimento Unitario di Iniziativa Socialista, il movimento fondato da Paolo
Pillitteri (cognato di Bettino Craxi), che da marzo 1976 al XL Congresso del
PSI fu deciso di assorbire aprendo la strada alla corrente craxiana; e per
questo si avviò in tutta Italia l’adesione dei membri di quel movimento al
partito. Tra questi elementi, a Calvizzano vi era un personaggio chiamato Lorenzo
Grasso (omonimo del vicesindaco dell’ultima giunta Salatiello),
accusato dal circolo PSI locale di essere un trasformista e un affarista; e per
questo il PSI calvizzanese inviò appunto questa lettera a Roma per dichiararsi
contrari alla sua adesione al partito.
In questa lettera, viene descritta, nel descrivere il comportamento del Grasso, qual era la formazione politica della maggioranza nel 1965: la lista di Revenaz prese ben 6 seggi; la DC 3 seggi, il PCI almeno 3 seggi, il PSI 1seggio.
Revenaz ottenne l’appoggio, nonostante la contrarietà della Direzione napoletana, dei 3 membri della DC (di cui faceva parte anche come Segretario politico locale Lorenzo Grasso) e di 3 membri del PCI, creando una giunta definita dai membri del PSI “milazziana”, poiché indicano la lista di Revenaz come “clerico-fascista” (non ci sono conferme ulteriori su ciò, oggi a noi è risaputo solo che la lista era di destra e che il padre di Alfredo Revenaz, suo omonimo, fu podestà fascista). Fino al 1969, la maggioranza fu così composta e solida, e rimase intatta anche e soprattutto perché vi fu l’espulsione dei democristiani e dei comunisti che appoggiarono Revenaz (e che andarono a rimpinguare la lista di quest’ultimo). Lorenzo Grasso, per questa “fedeltà”, fu eletto vicesindaco. Nel 1969, le elezioni riconfermarono Revenaz, ma comparve sulla scena politica per la prima volta Giulio Di Donato, allora 21enne, studente di Giurisprudenza e consigliere comunale per il PSI.
Giulio Di Donato, il terzo da sinistra, ai
festeggiamenti per l’elezione del sindaco dott. Carlo Di Somma (1975). Fonte
Wikipedia
Secondo quanto riportato anche qui su Calvizzanoweb,
dalle testimonianze raccolte alla morte di Alfredo Revenaz, pare che fu
proprio il PSI che causò il crollo di Revenaz: a quanto pare, vi fu infatti
un accordo tra “La Campana” e il PSI per dare al sindaco l’appoggio
necessario a continuare; questo accordo però venne meno, e per questo, nel
maggio 1973, la giunta Revenaz finì, con quella che si potrebbe definire
un’autentica sfiducia per il sistema elettorale del tempo (fino al 1993, il
sindaco non era eletto direttamente, ma veniva eletto il Consiglio comunale e
nel Parlamentino comunale poi andava trovata la maggioranza, come avviene in
Parlamento).
La sfiducia avvenne a un anno e mezzo dalle successive
elezioni, che si sarebbero dovute svolgere a fine 1974. Per questo, nei 18 mesi
successivi, a Calvizzano arrivò un Commissario, il dott. Giuseppe
Giordano.
Alfredo Revenaz, dentista odontotecnico, ritornò alla sua professione ma si
trasferì a Napoli.
A memoria del fu Paolo Agliata, la gestione commissariale fu particolarmente
critica, motivo per cui, quando alle successive elezioni del gennaio 1975, con
la nuova maggioranza DC-PSI, fu eletto sindaco l’avv. Carlo Di Somma
(DC), questi rimase in carica solo nove mesi, per poi abbandonare.
Avv. Carlo
Di Somma, all’inaugurazione della sua nomina a sindaco (1975). Fonte Wikipedia
La seconda sfiducia: Celestino Ferraro
Sindaco dott. Celestino Ferraro. Fonte
Wikipedia
Dall’abbandono dell’avvocato Di Somma, fu eletto
sindaco Celestino Ferraro, ai tempi nel PSI.
A darci informazioni sugli equilibri politici, sempre la lettera che fu inviata
dal circolo PSI nel 1976.
Dopo Di Somma, il PCI non ne voleva sapere di appoggiare la maggioranza; e in
aggiunta a questo – ci racconta Paolo Agliata – una nuova bega si scatenò sul
fronte: venne meno un consigliere socialista. Non ci è dato sapere per
ora se venne a mancare o semplicemente si dimise, ma c’era una persona in meno
in campo, e al PSI toccava andare ai ripari. Andarono a ripescare i non eletti,
e il primo di questi fu un farmacista noto in città: Celestino Ferraro.
Fu così che, dal 1975 al 1981, Celestino Ferraro fu Sindaco di Calvizzano, e
divenne ufficialmente il primo Sindaco socialista della città; come
raccontato anche nella lettera inviata a Roma.
Nel 1980, vi furono nuove elezioni, e Celestino
Ferraro passò nella DC. La sua precedente amministrazione fu tale da
garantirgli una nuova elezione a sindaco, e il suo secondo mandato ebbe anche
l’appoggio del MSI.
A raccontarcelo, una intervista fatta nel 2008 a un protagonista del tempo:
il cav. Giuseppe Vittorio Agliata, funzionario INPS a Giugliano,
missino di ferro, fascista orgoglioso (come dichiarava quando veniva accusato
di ciò), uomo intransigente che tra gli anni 70’ e 80’ come consigliere comunale
fece denunciare molte volte le irregolarità del Comune di Calvizzano in
Parlamento, mediante il deputato missino Antonio Parlato; e che sfiorò
per poco l’elezione all’Europarlamento nel 2004.
| Il Cav. Giuseppe Vittorio Agliata |
Il cav. Agliata, pur contrario ai democristiani, nel
1980 entrò nella Giunta comunale come Assessore ai Lavori Pubblici, e fu
proprio lui a far cadere la giunta Ferraro: nel novembre 1981, a causa degli
attriti con la DC, nemici storici del suo partito, fece venire meno la fiducia
al sindaco; e ancora una volta il Consiglio comunale fu sciolto.
Al posto del sindaco, fu nominato Commissario il dott. Romeo Miraglia Del
Giudice; che governerà per 8 mesi, fino alla prima data utile per le elezioni,
nel luglio 1982.
Anni 2000: la giunta di Mario Morra
Dott. Mario Morra, sindaco dal 2001 al
2003
Arriviamo agli anni 2000: da sette anni il sindaco è
eletto direttamente dalla popolazione, e gli abitanti di Calvizzano,
raddoppiati dai vent’anni precedenti, nel maggio 2001 deve scegliere il nuovo
sindaco.
A concorrere, due liste: “Con Salatiello per Granata”, con candidato sindaco
l’avv. Giuseppe Granata (appoggiato da Giuseppe Salatiello, sindaco uscente al
tempo e deceduto nel 2017), e “Insieme per Cambiare”, con candidato sindaco il dott.
Mario Morra, medico nefrologo.
A vincere, fu il dott. Mario Morra, aprendo a una
nuova era, dopo dieci anni di governo Salatiello. A entrare in maggioranza, e
in giunta, vi fu anche il dott. Giacomo Pirozzi, dal 1993
esponente di centro-destra DC; nei banchi di minoranza, oltre a Giuseppe
Granata e Giuseppe Salatiello, anche Luciano Borrelli, figura di
centro-sinistra DC presente in consiglio comunale dal 1980.
Come riportato qui su Calvizzanoweb, la giunta era la
seguente:
· Giacomo
Pirozzi, Assessore alle Politiche sociali, sport e occupazione
· Antonio
Migliaccio, Assessore alle Finanze, tributi, programmazione
· Gismondo
Ferrillo, Assessore al Personale e Nettezza Urbana
· Giacomo
Ruggiero, Assessore alla Polizia urbana, viabilità e trasporti
· Ivano
Migliaccio, Assessore alla Pubblica istruzione e patrimonio
· Domenico
Trinchillo, Assessore all’Assistenza
Appena un mese dopo la sua elezione, la giunta Morra
ebbe i primi screzi: tre esponenti della maggioranza, due di Forza Italia e uno
di Alleanza Nazionale, si costituirono come gruppo indipendente, formando in
pratica una seconda minoranza che fece salire da sette a dieci il numero di
oppositori, contro i soli 11 consiglieri di maggioranza. Morra cercò di
ricucire lo strappo e dopo circa un anno i tre rientrarono in maggioranza.
Tuttavia, il percorso risultò oltremodo difficoltoso, e la stabilità politica di
Morra risultò comunque fragile: nel corso dei mesi, infatti, furono una ventina
le giunte nominate da Morra, con durate a volte addirittura di una sola
settimana.
Dopo una serie di crisi, il 20 febbraio 2003 il sindaco Morra ripose, in via
temporanea, il suo mandato amministrativo nelle mani della segretaria comunale:
il suo obiettivo era sfruttare il periodo di ripensamento fino all’ufficialità
delle dimissioni per ricucire i difficili rapporti sia all’interno della
propria maggioranza che tra alcuni assessori; il risultato però fu che questo
gesto diede la spinta alla caduta finale, e il giorno dopo Giacomo Pirozzi (al
tempo vicesindaco), Gaetano Felaco, Gianluca Ferrillo, Gismondo
Ferrillo, Antonio Gala, Ivano Migliaccio, Giacomo Napolano, Domenico
Trinchillo, Giacomo Ruggiero, eletti nella maggioranza e i consiglieri d’opposizione
Giuseppe Granata e Luciano Borrelli, rassegnarono contestualmente e
contemporaneamente le loro dimissioni, sfiduciando definitivamente la giunta
Morra.
Anche allora, l’opinione pubblica si trovò spaccata, e anche le dichiarazioni
dei consiglieri furono divergenti: i dissidenti dissero che preferirono le
dimissioni ad avere una maggioranza differente da quella eletta, e invece i
consiglieri fedeli a Morra video in questo gesto una frettolosità ingiusta
mentre Morra si accingeva a preparare una nuova giunta anche con figure
esterne; come riportato da Il Mattino e Internapoli.
https://internapoli.it/1114-si-dimettono-in-11-sciolto-il-consiglio-di-calvizzano/
Il 24 febbraio 2003 la Prefettura inviò a Calvizzano
come Commissario straordinario la dott.ssa Maria Elena Stasi; che
governerà il paese fino a maggio, quando furono indette nuove elezioni e dove
fu eletto sindaco per la prima volta il vicesindaco di Mario Morra, ovvero il
dott. Giacomo Pirozzi.
Dott. Giacomo Pirozzi, sindaco dal 2001 al
2008
Anni 2010: Giuseppe Granata
Sindaco Avv. Giuseppe Granata
Arriviamo al 2008, alla fine della consiliatura
Pirozzi. Il sindaco si ricandida per un secondo mandato, e a sfidarlo si
ripresenta Giuseppe Granata, alleato anche questa volta con
Giuseppe Salatiello.
Calvizzano è un paese piccolo, con pochi elettori; e nell’aprile 2008, con uno
scarto di 700 voti circa, a vincere è Giuseppe Granata, con la sua lista
“Calvizzano Democratica”, di centro-sinistra. Il sindaco uscente, quindi,
finisce all’opposizione.
Dopo 18 anni, ritorna il centrosinistra al governo del paese. Durante
l’amministrazione Granata, però, non mancano i problemi; e il primo di tutti e
l’accordo tra gli alleati: dopo poco, infatti, il tandem tra Granata e
Salatiello si spezza, con Salatiello che diventa sostanzialmente oppositore
dello stesso sindaco che ha contribuito a far eleggere. Un peso non
indifferente, se si considera comunque la presenza di sette membri
d’opposizione a cui si è accodato.
La giunta Granata cerca di rimanere compatta, ma molto peso fanno le lentezze
con cui agisce sul territorio, e troppo poco peso fanno invece i risultati
ottenuti (come il 63% di raccolta differenziata che diedero a Calvizzano un
credito di 270mila euro che furono spesi per l’Isola Ecologica, o l’avvio dei
lavori per la futura Villa Calvisia in via Pietro Nenni).
Così, nell’ottobre 2012, a sei mesi dalla conclusione della consiliatura, in 11
presentarono le dimissioni e sfiduciarono il sindaco. I dimissionari furono Giuseppe
Salatiello, Antonio Mauriello, Giuseppe Scimia, Antonio Di Rosa, Cristofaro
Agliata (gruppo dissidenti di maggioranza), Franco Cavallo, Michele D’Ambra,
Antonio Sequino (ex componenti di maggioranza), Giacomo Pirozzi, Ivano
Migliaccio, Ugo Di Marino (opposizione).
Il dott. Giacomo Pirozzi, in vista di queste dimissioni, ebbe a dichiarare a Calvizzanoweb che questo gesto, a pochi mesi dalla fine della consiliatura, era per porre fine a «un’avventura fallimentare, già da anni».
Video
Giuseppe Salatiello, sindaco dal 2013 al
2017
Gianpaolo Cacciapuoti