Si avvicina l’11 febbraio la festa del Santo patrono di Marano: la leggenda di San Castrese (parte seconda)

                                        

La protezione di San Castrese valse a salvare il paese dai disastri di un terremoto e dalla siccità che aveva fatto prosciugare sia i pozzi che le sorgenti fino a Quarto

Il Culto per San Castrese e la leggenda del Santo (dal libro del giornalista e  scrittore Enzo Savanelli sulla storia e le tradizioni di Marano)

Nella leggenda di San Castrese (descritta nella prima parte) di origine medioevale fu fatta una enorme interpolazione di più svariati miracoli quali, ad esempio, l’aver fermato la peste che sotto forma di vecchietta s’era fatta accompagnare a Marano. Il santo dall’alto bloccò il carro alle porte del paese.

Quest’ultima parte della leggenda ha un fondamento storico laddove fa cenno alla peste che arrivava su un carretto. Al tempo della grande peste del 1656, infatti, era talmente elevato il numero delle persone che quotidianamente moriva a Napoli che fu ordinato di far venire tutti i carretti liberi dei Comuni vicini per trasportare i morti ai luoghi di sepoltura. Questi carretti tornando ai loro Comuni di origine, propagarono, purtroppo, la peste anche in casa loro.

In ogni caso questa è una leggenda e “guai a dirgli che San Castrese non è un Vescovo Africano, che non subì alcuna persecuzione e, quindi, non approdò in Campania. Se insisti su ciò potresti essere tacciato di incredulità. Ma dite vi hanno mai raccontato la leggenda in cui allontanò la peste? Leggenda? Che dite? Anche voi dite che non è vero il fatto ormai storico? E chi di noi non si dimenticherà l’atto energico del nostro patrono allorché ingiunse ad un carrettiere che se la prendeva con i cavalli che non volevano più proseguire, di far scendere la brutta vecchia appestata? Non appena quella vecchiaccia scese, subito i cavalli correndo arrivarono all’imboccatura del paese e si fermarono davanti a un pino sì, quello che stava fino a pochi anni fa e fu abbattuto dai tedeschi in fuga! Lì era ad attendere San Castrese che, fermato il carrettiere, lo pregò di condurlo nella sua casa sul cucuzzolo del paese donde iniziò a costruire la nostra grande chiesa”.

Nel libro VIII dei battezzati, alla pag. 114 e seguenti si legge che nel 1693 la protezione di San Castrese valse a salvare il paese dai disastri di un terremoto e dalla siccità che aveva fatto prosciugare sia i pozzi che le sorgenti fino a Quarto. Il giorno 25 ottobre di quell’anno fu fatta una solenne processione con la statua del santo alla quale aderirono tutti i cittadini compreso il clero, i francescani e gli agostiniani. Al termine della processione vi fu un immenso acquazzone (quasi una tempesta) che essendo stato tanto atteso, portò immensa allegria in paese. (la descrizione di tale episodio fu redatta il 28 ottobre 1693 da don Aniello Scaya).

 Foto di Angelo Marra, artista maranese e maestro della fotografia     

 

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