Si avvicina l’11 febbraio giorno della festa del santo Patrono, il ritrovamento della testa di legno che destò tanto scalpore: è conservata nella chiesa di San Castrese

                                                 

Forse è stata una delle più sorprendenti scoperte fatte a Marano – scrisse lo storico e giornalista Enzo Savanelli in un articolo da lui firmato per il giornale L’attesa –dopo le tre statue in marmo rinvenute, negli anni Cinquanta, in contrada Scassacocchi, nella frazione San Marco, ora conservate al Museo Archeologico di Napoli”.  Nel 2011, una testa in legno, a grandezza naturale, fu rinvenuta sotto il pavimento della parrocchia San Castrese, destando non solo stupore, ma innestando anche una ridda di ipotesi su “chi” avrebbe rappresentato e sul “perché” fosse finita proprio in un piccolo vano segreto all’interno dei sotterranei, dove, fino alla metà del 1800, venivano sepolti i defunti. La scoperta fu fatta per caso da Lino Catuogno, all’epoca progettista del monumento dedicato al Papa polacco (collocato nello spiazzo antistante la parrocchia, poi sostituito da un’altra statua, sempre di San Giovanni Paolo II, donata da don Giovanni Liccardo, in occasione del 40° anniversario della sua ordinazione sacerdotale). All’inizio circolò l’ipotesi che la testa fosse quella di una statua di San Giuseppe. Per molti, però, e tra questi l’ex parroco della chiesa di San Castrese don Giovanni Liccardo (sostituito da settembre 2014 da don Luigi Merluzzo), senza alcun dubbio rappresenta un pezzo di una statua del santo patrono, probabilmente la prima raffigurazione, antecedente a quella che viene oggi portata in processione.  Ora è custodita all’interno della chiesa e chiunque può visitarla.

Don Giovanni, nel 2012, fece fare accurati esami di laboratorio, dove fu fissata una data orientativa della scultura in legno. Risalirebbe a un periodo compreso tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. La prima raffigurazione del santo risalirebbe al 1607, anno in cui è stato dipinto un affresco con l’immagine di San Castrese, che si trova nella parrocchia. Perché fu ritrovata solo la testa, senza corpo? Anche a questo arcano si è cercato di dare una spiegazione. Da fonti storiche si sa che i resti di San Castrese furono portati da Capua alla Sicilia, ma, per richiesta dei capuani, la testa sarebbe rimasta in Campania. Scolpire solo la testa potrebbe essere stata una conseguenza di questo fatto.

Le fattezze sono straordinarie. – scrisse  Savanelli,  – L’autore dell’opera riesce a comunicare mille emozioni indefinibili: serenità di spirito, illuminazione divina, santità del volto, velata tristezza. E, soprattutto, eternità nell’amore, nel perdono, nell’annullamento di se stesso. Doti, queste, che si adattano perfettamente alla figura del santo colto nel momento del trapasso. Anzi, quella bocca in atto di esalare l’ultimo respiro resta nella mente, come se stesse recitando chissà quale preghiera che salva l’anima”.

Il rinvenimento della testa in legno nella camera segreta
Il reperto viene portato alla luce

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