La cultura è uno dei motori più nascosti e
inutilizzati di Calvizzano: nonostante le figure che storicamente e oggigiorno
ancora danno valore alla storia locale, questo è, nonostante tutto, uno degli
ambiti meno valorizzati.
La precedente consiliatura, conclusasi il 6 febbraio a
causa della sfiducia della maggioranza dei consiglieri, ha puntato su murales e
panchine letterarie, due ornamenti che possono essere volano per la cultura e
anche per il turismo culturale; ma che non sempre sono stati adoperati per
raccontare la storia e la cultura di Calvizzano; e non sempre sono stati
progettati con un criterio narrativo.
Un esempio: il murale di Lucio Dalla, è
posto di fronte la Chiesa, e di fronte ha i murales dedicati a via Molino e al
Biscottificio Gagliardi
Per questo motivo, ho deciso di fare delle proposte
per la rivalutazione culturale del paese, fornendo un criterio narrativo
lineare, approfittando di spazi vuoti e ancora anonimi per poter esprimere un
tema o elogiare figure culturali legate a Calvizzano.
1) Murales
a Salvatore Nuvoletta
Salvatore Nuvoletta, il carabiniere eroe morto nel
1982 per una rappresaglia da parte della criminalità organizzata, è una figura
che sicuramente merita di essere ricordata e di essere un simbolo, specie in
questi territori dove la criminalità organizzata subdolamente o apertamente
ancora spadroneggia.
La precedente consiliatura proponeva di dedicargli
via PEEP, una procedura però che avrebbe causato un disastro
toponomastico: a 500m di distanza da via PEEP, infatti, a Marano c’è
proprio via Salvatore Nuvoletta; e come su via PEEP anche lì vi è una caserma
dei Carabinieri. Portare a termine questa denominazione causerebbe non pochi
problemi.
Considerata invece l’importanza della figura, sarebbe
ben più auspicabile dedicarvi qualcosa di figurativo come un murale:
la sua storia eroica è meritevole di essere rappresentativa soprattutto per i
giovani, e un murale potrebbe essere un medium più che comprensibile proprio
per i più piccoli, che hanno da imparare i valori della giustizia e della
legalità.
Il luogo dove poter creare questo murale è proprio
esemplificativo dell’istruzione e dell’educazione: parliamo infatti della scuola
in via Aldo Moro. L’edificio principale dell’Istituto Comprensivo
“Marco Polo” presenta delle pareti esterne vuote da poter riempire: in passato
già è stato fatto un murale dedicato a Giovanbattista Cutolo, il
ragazzo morto tragicamente per essere stato coinvolto in una lite futile tra un
suo amico e il rampollo di una famiglia camorristica, nel 2023.
Il murale dedicato a Giovanbattista Cutolo
Un’altra parete libera, invece, è presente dinanzi il campo polivalente. L’ex sindaco Pirozzi, con un sondaggio pubblico, voleva farvi un murale dedicato o a Aurelio De Laurentiis, o a Fabio Cannavaro, o a Maradona, o a Nike, la dea della vittoria.
La proposta dell’ex sindaco Pirozzi. Fonte
https://www.facebook.com/giacomopirozzi.sindaco/posts/pfbid02G55Cqcdo9Tomsr1Uoy2uNj893Wm9ssWaewznAcXD32QakyJyXh3ExWm84mTojNnyl
Se lì venisse realizzato un murale
dedicato a Salvatore Nuvoletta, il messaggio sarebbe molto più edificante e
coerente: significherebbe infatti consacrare un simbolo di legalità su una
parete di un edificio che, fin dall’infanzia, rappresenta l’educazione alla
legalità e alla giustizia.
Com’è il muro attualmente, e come sarebbe
con il murale dedicato a Salvatore Nuvoletta
2) Murale
dedicato alle Vittime delle Mafie
Rimanendo sempre nei pressi della scuola, nel parcheggio di fronte si trova una parete, quella della ex pizzeria situata lungo via Aldo Moro, al confine con essa, che attualmente è inutilizzata ed è, al
più, coperta da murales e scritte.
Il muro nel parcheggio com’è ora
Rimanendo invece in tema, si potrebbe benissimo anche
qui creare un murale simbolico, e dedicarlo alle vittime di tutte
le mafie. Questo significherebbe creare un vero e proprio filone
narrativo della legalità nei pressi della scuola, e creare quindi una
connessione tra la cultura visiva rappresentata da questi murales e la zona che
è il fulcro attuale della cultura e dell’istruzione del paese (e ci si augura
che lo diventi ancor di più con l’apertura di una biblioteca comunale nel prefabbricato
della scuola, quando verrà lasciato dalla scuola dell’infanzia per la nuova
sede) che darebbe ancora più lustro e valore sia all’uso di queste opere che a
Calvizzano stessa.
Calvizzano inoltre ha anche due vittime innocenti di
mafia che meriterebbero di essere ricordate: Mario Ferrillo, ucciso nel
1986, e Raffaele Granata (padre dell’ex sindaco Giuseppe Granata),
ucciso nel 2008.
In alto, Raffaele Granata; in basso, Mario
Ferrillo
Come potrebbe essere un murale dedicato
alle vittime di tutte le mafie: a titolo esemplificativo, da destra a sinistra
vi sono Raffaele Granata, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Don Peppe Diana, Gianluca
Cimminiello, Mario Ferrillo
3) Via
Tiberio Cavallo
Passiamo ora alle dediche, e parliamo di un tema delicato:
via PEEP. La strada, costruita durante la prima consiliatura Pirozzi nel
2006, è praticamente parte del completamento del progetto PEEP, ovvero del Piano
di Edilizia Economica Popolare, redatto nel 1982 assieme al Piano
Regolatore Generale.
Nonostante siano trascorsi vent’anni, la strada è
ancora priva di una denominazione. Come già ricordato, la precedente amministrazione
aveva proposto di dedicarla a Salvatore Nuvoletta, ma, per ragioni già esposte,
tale scelta risulterebbe inopportuna per la toponomastica locale. Si potrebbe
quindi optare per un’altra figura, come Tiberio Cavallo, fisico
del ‘700 che a Londra fu tra i pionieri degli studi sull’elettromagnetismo, appartenente
a una famiglia di origini calvizzanesi.
Intitolare via PEEP a Tiberio Cavallo non sarebbe soltanto
una scelta coerente con la presenza del vicino distretto scolastico, ma rappresenterebbe
soprattutto un modo per rendere omaggio a una figura di primo piano nella
storia della scienza, alla quale Calvizzano ha avuto il privilegio di dare le
radici e, forse, anche i natali.
Ecco come sarebbe via PEEP, se fosse intitolata a
Tiberio Cavallo
4) Scuola
dell’infanzia “Elisa Chimenti”
Concludo queste proposte restando sempre
in zona e parlando di un nuovo edificio in fase di ultimazione: quello della
scuola dell’infanzia. Costruito dalla precedente consiliatura con fondi PNRR
sull’area comunale vicino al Parco Debora, sarà completato entro l’estate e,
dall’anno prossimo, la scuola dell’infanzia comunale avrà una nuova sede,
lasciando il prefabbricato all’interno dell’area della scuola media.
Questa scuola dell’infanzia, a questo punto, potrebbe avere un nuovo nome; e un nome cui poterla dedicare, legato a Calvizzano, c’è: si tratta di Elisa Chimenti. Poetessa e giornalista italiana cresciuta a Tangeri, aprì la Scuola Italiana nella città algerina che, fino al 1998, ospitò bambini dall’età dell’infanzia fino al liceo (in quella scuola, insieme alla madre, insegnò per gran parte della sua vita).
Date le sue origini calvizzanesi da parte di padre e il ruolo pedagogico svolto durante la sua esistenza, e considerato che la sua figura è oggi sconosciuta ai più, sarebbe davvero significativo se Calvizzano se ne facesse promotore dedicandole una scuola; qualcosa che, purtroppo, in vita cercarono di toglierle e che qui, nel territorio d’origine dei suoi avi, dovremmo invece dedicarle con orgoglio.
Sarebbe un binomio tra “figli di un Dio minore”, quello tra Elisa Chimenti e Calvizzano, che non potrebbe che portare a una rivalutazione culturale, sia della figura della poetessa sia del paese. Un’occasione da non mancare assolutamente.
In alto,
Elisa Chimenti; in basso, la scuola dell’infanzia in via di ultimazione
Gianpaolo Cacciapuoti