Mugnano, ad aprile 2019 i ragazzi delle palazzine ripulirono l’Alveo Camaldoli: la mobilitazione dopo l’incendio del 2017
L’evento fu promosso dalla Pro Loco Mugnano insieme al
giovane attivista 17enne Marco Saliceti, che si fece portavoce del malcontento
dei residenti. L’iniziativa rappresentò una risposta concreta a una situazione
di degrado che da tempo preoccupava il quartiere.
Il rogo che fece scattare la protesta
Nel 2017 un vasto incendio divampò tra cumuli di
rifiuti e sterpaglie nell’alveo, lambendo le abitazioni della zona. Le fiamme e
il fumo invasero l’area, generando paura tra i residenti e riportando alla
memoria i drammi ambientali vissuti in Campania negli anni precedenti.
Quel rogo segnò un punto di svolta. I cittadini
denunciarono lo stato di abbandono dell’area, mentre i più giovani decisero di
trasformare l’indignazione in azione.
Il 24 aprile 2019 i ragazzi organizzarono l’evento di
pulizia con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e cittadini. Non fu
soltanto un intervento simbolico, ma un messaggio chiaro: il quartiere non
intendeva più tollerare degrado e rischi per la salute pubblica.
Marco Saliceti spiegò che l’iniziativa nacque dalla
volontà di dare un segnale forte e di dimostrare che la partecipazione attiva
poteva produrre risultati.
Dopo la mobilitazione, il Comune intervenne per la
bonifica dell’area grazie all’azione della SMA Campania Spa, società in house
della Regione Campania, che effettuò le operazioni di pulizia straordinaria.
La vicenda dell’Alveo Camaldoli rappresentò così un esempio di cittadinanza attiva: dalla paura dell’incendio del 2017 alla mobilitazione del 2019, furono proprio i giovani delle palazzine a riaccendere l’attenzione su un problema ambientale troppo a lungo ignorato.
Le interviste che facemmo all'epoca al presidente della Pro Loco Mugnano Milena Di Maro e al 17enne Marco Saliceti, organizzatori dell’evento
