Messaggio dei sacerdoti alla città di Marano in occasione della Solennità di San Castrese 2026

 Ieri, don Luigi Merluzzo ha consegnato la  lettera al presidente della commissione straordinaria prefetto Cardellicchio e ai comandanti dei Carabinieri e della Polizia locale

Carissimi fratelli e sorelle, concittadini tutti, nel celebrare il Santo Patrono, ancora vivo è il ricordo della storica visita che le spoglie
mortali di San Castrese hanno fatto nella Peregrinatio dal 1°al 3 settembre 2025 nella nostra città, tornando da Monreale, ove sono custodite da 849 anni nello splendido duomo.

In quei giorni, ricchi di stupore e confermati nella fede, abbiamo stretto ulteriore amicizia
con le comunità che in Campania venerano San Castrese.

Particolarmente significativa è stata il 2 settembre la “Confessio Peccatorum”, in cui,
sostenuti dall’esempio e dall’intercessione di San Castrese, abbiamo chiesto perdono a Dio
dei peccati commessi contro di Lui e la nostra città.

In questo giorno di festa noi, vostri sacerdoti, sentiamo l’urgenza di bussare alle porte del
vostro cuore.

Non possiamo limitarci a celebrare una liturgia solenne dentro le mura delle nostre chiese mentre fuori, nelle strade e nelle coscienze, la nostra città vive una delle sue ore più buie.

La festa patronale è, per antonomasia, il momento in cui una comunità si riconosce, si stringe attorno alle sue radici e guarda al futuro. Ma quale futuro stiamo costruendo?

1. Guardare in faccia la realtà: una città ferita.

Non possiamo nasconderci: Marano è una città ferita. Il nuovo scioglimento della nostra amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche, avvenuto significativamente mentre le reliquie del Santo lasciavano la città,è un marchio di dolore che brucia sulla pelle. È il segno che il male non è solo un fatto di cronaca, ma un cancro che ha tentato di mangiare le istituzioni preposte al bene comune. Vediamo il deterioramento urbano che sporca la bellezza dei nostri luoghi; respiriamo l’aria pesante di un degrado ambientale che è specchio di un’incuria interiore; tocchiamo con mano la povertà di tante famiglie, non solo economica, ma culturale e morale. Salutiamo tanti cervelli e cuori buoni, quelli dei nostri giovani, che partono in cerca di opportunità, lontano da qui. C’è una rassegnazione silenziosa che è forse il nemico più pericoloso: l’idea che “tanto nulla cambierà”, che la decadenza sia una realtà inevitabile per vivere qui. C’è un marchio infamante da cui bisogna sganciarsi: maranese è ormai diventata un’etichetta negativa o un aggettivo che squalifica persone e processi.

2. L’esempio di San Castrese: la forza della Verità

In questo scenario, la figura di San Castrese non è un santino sbiadito, ma un gigante della fede che ci interpella. Castrese fu un vescovo perseguitato, un esule costretto all’esilio dalla sua terra a causa della violenza dei Vandali perché non volle piegarsi alla menzogna, non volle rinnegare la Verità di Cristo. Egli arrivò sulle nostre coste povero di tutto, ma ricco di
dignità e fede. A noi maranesi, oggi, San Castrese dice una cosa precisa: non piegatevi.Non piegatevi alla logica del più forte, alla mentalità camorristica che baratta i diritti con i favori, non piegatevi al compromesso che svilisce la coscienza. Essere devoti a San Castrese oggi significa avere il coraggio di restare in piedi davanti alle macerie, pronti a ricostruire.

3. Giustizia e Perdono: la via per la rinascita

Ma come si ricostruisce una città? San Giovanni Paolo II, nel suo storico Messaggio per la Giornata della Pace del 2002 – scritto all’indomani del crollo delle Torri Gemelle, in un mondo ferito dall’odio – ci consegnò una bussola teologica e sociale indispensabile: “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”.

Questo è il cuore del nostro messaggio per Marano oggi:

● Abbiamo fame di Giustizia. La giustizia è il primo passo irrinunciabile. Significa

rispetto delle regole, trasparenza amministrativa, tutela del bene comune, rifiuto netto di ogni logica “del più forte”. Senza legalità, Marano non ha ossatura, è un corpo molle in balia dei predatori. Chi ha sbagliato deve pagare e deve cambiare vita. La giustizia è la riparazione necessaria dell’ordine morale infranto.

● Ma la Giustizia da sola non basta. San Giovanni Paolo II ci insegna che “la

giustizia umana è sempre fragile e imperfetta”. Se ci fermiamo alla sola applicazione della pena, rischiamo di creare muri invalicabili. Qui entra in gioco il Perdono.

Attenzione: il perdono cristiano non è condono, non è dimenticanza, non è dire

“facciamo finta di niente”. Il perdono è la forza spirituale che ci permette di non

restare prigionieri del male subito. Perdonare significa scommettere che l’altro –

anche chi ha sbagliato, anche la nostra città deturpata – può cambiare. Significa

risanare le relazioni spezzate.

4. Un appello alla coscienza civile: siate testimoni

Cari Maranesi, serve un sussulto di dignità. Il degrado che vediamo nelle strade è figlio del
degrado che permettiamo nei nostri cuori. Vi invitiamo, nel nome di San Castrese:
● Siate sentinelle di legalità: nel piccolo, nel quotidiano. Rifiutate la scorciatoia, la
raccomandazione, il favore illecito.
● Siate costruttori di comunità: non lasciatevi isolare dalla paura. Una città unita,
che vive le piazze, che fa cultura, che si prende cura del vicino, è una città
impermeabile al male.
● Abbiate cura dei giovani: loro sono le prime vittime di questo vuoto culturale e
spirituale. Mostriamo loro che la bellezza e l’onestà sono vie percorribili e vincenti.

Affidiamo a San Castrese le lacrime e le speranze di questa nostra terra. Che il suo bastone pastorale ci guidi fuori dalle secche della rassegnazione. Marano può risorgere, ma solo se ognuno di noi, oggi, decide di fare la sua parte. Non c’è futuro senza impegno. Non c’è Marano senza maranesi onesti. Noi saremo sempre con voi per portarvi sulla barca di chi, come San Castrese, lascia le rive dell’odio e approda sui lidi della speranza e dell’amore.

Con la benedizione del Signore,

I Vostri Sacerdoti Marano di Napoli, Festa di San Castrese, 2026

 

 

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