Marano, fondi di compensazione ambientale: dopo 17 anni al via la gara per l’Alveo Santa Maria al Pigno
Lavori di risanamento ambientale e
idraulico dell’Alveo Santa Maria al Pigno, nel tratto adiacente al cimitero di
Vallesana: si aggiunge un nuovo step, quello della gara d’appalto. Con
determina del 4 febbraio 2026, come riportato in un precedente articolo, è
stata trasmessa alla CUC Agrorinasce la documentazione tecnico-economica del
progetto esecutivo ai fini della pubblicazione della procedura di gara.
A dicembre 2025 è stata infatti
approvata la revisione del progetto esecutivo dell’intervento finanziato con i
fondi delle cosiddette “compensazioni ambientali”, stanziati dal Ministero
dell’Ambiente per i danni causati dalla discarica di Chiaiano, oggi chiusa.
L’opera rientra nel programma
strategico sottoscritto nel 2009 tra Ministero dell’Ambiente, Regione Campania
(ARCADIS) e Comune di Marano, con Sogesid nel ruolo di stazione appaltante.
L’intervento era già inserito nel programma triennale delle opere pubbliche
2009-2011.
Risorse stanziate
Il
finanziamento iniziale ammontava a 495 mila euro. A questi si sono
aggiunti 167mila359,80 euro, stanziati dall’ex amministrazione
Morra e provenienti dai residui dei fondi ex legge 219/81 (post-terremoto).
La
spesa complessiva è quindi pari a 662mila359,80 euro.
Il nuovo
quadro economico prevede: 500 mila euro di lavori a base d’asta (soggetti a
ribasso); 17mila328 euro per oneri della sicurezza (non soggetti a ribasso).
Descrizione
degli interventi
Gli interventi
previsti riguardano: decespugliamento delle scarpate invase da rovi ed erbe
infestanti; opere di ingegneria idraulica per il consolidamento dei pendii
franosi lungo i tratti interessati; riqualificazione e manutenzione della
strada limitrofa all’alveo, via Vallesana, nel tratto terminale di circa 250
metri che collega al cimitero comunale; realizzazione di una fognatura mista
per la raccolta delle acque pluviali e reflue, collegata alle fogne già
esistenti a valle; posa di caditoie laterali e griglie per la raccolta delle
acque piovane.
Iter
amministrativo
Con
convenzione n. 2012 del 5 dicembre 2012, successivamente modificata nel 2014,
la Regione Campania ha demandato al Provveditorato alle Opere Pubbliche di
Napoli il ruolo di stazione appaltante e il coordinamento delle attività
tecniche per gli interventi di compensazione ambientale nei Comuni campani.
Nel dettaglio:
il 26 novembre
2013 è stato affidato all’arch. Migliaccio l’incarico per il rilievo
topografico;
il 18 ottobre
2013 all’ing. Salvatore Napolitano la progettazione definitiva idraulica,
geotecnica e di ingegneria naturalistica;
il 3 settembre
2014 alla ditta LASPED Engineering Service di Cava de’ Tirreni l’esecuzione
delle indagini geologico-tecniche e la relazione geologica;
il 2 agosto
2017 all’ing. Roberto Falasca la redazione del progetto esecutivo.
Con voto del
Comitato Tecnico per l’Ambiente (C.T.A.) del 13 gennaio 2016, il progetto
definitivo è stato ritenuto meritevole di approvazione, ma con un costo
complessivo di 779 mila euro, superiore di circa 229 mila euro rispetto alle
somme disponibili. La Regione Campania, con nota del 12 maggio 2016, ha quindi
chiesto al Comune di autorizzare l’utilizzo delle economie derivanti da altri
appalti.
Poiché tali
economie risultavano già impegnate con delibera di Giunta del 18 febbraio 2016,
si è reso necessario redigere un progetto esecutivo stralcio, limitato alle
risorse disponibili. Sono state confermate tutte le opere di messa in sicurezza
idraulica, mentre sono stati esclusi alcuni interventi di ingegneria
naturalistica, tra cui la fornitura e posa di circa 600 alberi (Betula pendula
e Acer campestre).
Il 14 marzo
2023 la Regione Campania ha sottoscritto con il Comune di Marano una nuova
convenzione che individua l’ente come soggetto attuatore dell’opera.
Infine, con
determina del Settore Lavori Pubblici n. 120 del 2025, è stato affidato all’RTP
composto dagli ingegneri Falasca e Cola il servizio di revisione
tecnico-contabile del progetto, di direzione lavori, coordinamento della
sicurezza.
Dopo anni di attese e rallentamenti, l’iter entra ora nella fase decisiva con la pubblicazione della gara d’appalto.