Marano, due anni e mezzo fa la presentazione delle “Tele dei Miracoli” dedicate a San Castrese, santo patrono della città
Venerdì 1° settembre 2023 si svolse la
conferenza stampa di presentazione delle sei “Tele dei Miracoli”, poi collocate
nella Cappella di San Castrese, santo patrono di Marano. A distanza di circa
due anni e mezzo, Calvizzanoweb ripropone l’articolo che raccontò
quell’importante momento per la comunità e per la valorizzazione del patrimonio
artistico e spirituale locale
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| Da sinistra: Cristina Murgo, don Luigi Merluzzo, Angela Mallardo, Antonio de Chiara, Vincenzo Palumbo |
Marano ricorda le sue origini: arte e sacralità alla riscoperta di una delle pagine più interessanti della storia della città. Nella mattinata di ieri, primo settembre 2023, in occasione della celebrazione dello sbarco di San Castrese (santo patrono di Marano) a Sessa Aurunca, sulle coste campane, si è svolto, nella Parrocchia San Castrese, l’evento di presentazione di sei tele- situate nella cappella dedicata al Santo Patrono - luogo che in precedenza ospitava ex voto, poi trafugati- realizzate dall’artista Antonio de Chiara.
Le “Tele dei miracoli” riproducono alcuni prodigi attribuiti al Santo che riguardano la città di Marano, verificatisi dalla seconda metà del Seicento alla seconda metà del Novecento, alcuni dei quali ampiamente documentati da testimonianze scritte conservate nell’Archivio storico parrocchiale, altri figli della tradizione orale. Tre delle opere illustrano grazie ricevute da singoli- un soldato della seconda guerra mondiale scampato alla morte in terra nordafricana grazie all’apparizione in sogno del Santo; un gruppo di ragazze napoletane salvate dallo smarrimento in mare; un padre di famiglia che ha scongiurato un ingiusto arresto grazie al ritrovamento della sua pistola ad opera della figlia, cui San Castrese era apparso- le altre tre di carattere collettivo, che si configurano come richieste popolari di intercessioni per scongiurare i danni provocati dall’eruzione del Vesuvio, dal bradisismo e da una tremenda siccità che a lungo aveva tenuto sotto il suo giogo gli abitanti maranesi.
Opere evocative, illuminanti e fortemente realistiche, che hanno suscitato l’ammirazione dei presenti. “In queste tele abbiamo visto la luce di Dio”, le parole di Salvatore, un commosso cittadino presente all’incontro.
La conferenza si è articolata in una serie di interventi tenuti dalla storica dell’arte Maria Cristina Murgo; dal parroco don Luigi Merluzzo; dal professore Vincenzo Palumbo, docente di pittura presso l’accademia di Belle Arti di Napoli, e dal maestro Antonio de Chiara, moderati dalla giornalista e scrittrice Angela Mallardo.
Discussione ampiamente sviluppata in maniera trasversale, sotto il profilo storico, tratteggiando la cornice temporale della nascita della cappella e dei miracoli oggetto delle tele, nella forma di una riflessione sul valore didascalico e fortemente evocativo della rappresentazione artistica e sulla necessità quasi biologica della storia, intesa nella sua essenza, di raccontarsi per immagini.
A conclusione della conferenza hanno riportato le loro testimonianze alcuni familiari dei devoti graziati dall’apparizione del Santo.
“Un momento culturale pedagogico oltre che devozionale. La città di Marano ha fatto rete grazie alla presenza di tutte le istituzioni, rete che va mantenuta viva partendo dall’elemento identitario principale, quello del patrono”, ha sottolineato la moderatrice Mallardo.
All’evento hanno preso parte la consigliera comunale Teresa Giaccio, in rappresentanza dell’amministrazione e del sindaco di Marano Matteo Morra, alcune docenti dell’IC Amanzio-Ranucci-Alfieri, diretto dalla professoressa Antonietta Guadagno, la presidentessa della Proloco Marano-flegrea Fulvia Giacco, Teresa Meo, docente in pensione, giornalista e scrittrice.
Emersa, quasi unanimemente, la necessità di un connubio tra Chiesa ed istituzioni nel rilancio di iniziative di carattere culturale e per stimolare l’interesse della collettività nella riscoperta delle radici storiche, artistiche e spirituali del nostro territorio.
Martina Maja
Introduzione di Angela Mallardo: breve filmato

