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| Gennaro Ricciardiello, alias l'imprenditore contadino, come lui stesso si definisce |
Mi lasci provare una analisi delle recenti
vicissitudini calvizzanesi e a chi fare riferimento se non al protagonista.
Lungi da me
dirle come si fa il Sindaco, da Lei potrei prendere solo lezioni... Dal
prendere esempio ci penserei un po' di più, ma non credo ne avrò mai bisogno.
Nessuno voterebbe me come Sindaco.
Al di là delle reciproche rivendicazioni, querelle tra
politici alla quale l'opinione pubblica dedica la credibilità e l'attenzione
che tutte le querelle tra politici meritano (ben poca).
Io credo che il focus si sia incentrato troppo sulla
diatriba Pirozzi/Borrelli. Mentre a mio avviso, il "problema" è ben
più ampio e viene ben più da lontano.
Alle scorse elezioni Lei ha proposto una lista
sicuramente vincente ma che in effetti era una accozzaglia informe, una fredda
sommatoria di pacchetti di voti senza un progetto comune e soprattutto senza
stima reciproca fra candidati e capolista.
Possono sembrare parole pesanti ma cercherò di
confortarle con dati empirici:
Degli eletti nel 2020 in maggioranza, quindi della
"sua squadra", quindi escludendo i subentrati non eletti o
provenienti da liste di opposizione, solo due le sono rimaste fedeli
anzi...considerando che Franca Nastro fu una candidatura non scelta da Lei ma
in quanto membro del gruppo "Reset", solo Emma Trinchillo le è
rimasta accanto fino alla fine.
Ora, Lei capirà che alla luce di queste evidenze,
riducendo il tutto alla legittima ambizione di L. Borrelli che dopo una vita da
mediano vuole vincere casomai i mondiali, non si dia giustizia alla verità.
Sia chiaro, so bene che le elezioni le vince chi prende più voti ma semplificare troppo questo concetto porta ad una stortura che tende a valorizzare solo il peggio della politica svilendo il meglio.
Lei è un adepto della regola "Quanta vote
tene?", regola aurea per carità, ma che va dosata, equilibrata con altri
parametri.
Per esempio: ogni leader o aspirante tale, ha bisogno
del suo "giglio magico" cioè di persone di cui fidarsi oltre ogni
ragionevole dubbio e alla luce dei fatti, Lei, il giglio magico...non ce l'ha.
Non conoscendo le dinamiche posso solo chiedermi, per es. , come mai persone
come Ivano Migliaccio non abbiamo fatto parte della sua lista.
Ma il succo del discorso resta che Lei fece man bassa
di quantità a scapito della qualità e della fiducia e di questo era ben
consapevole. Un esempio su tutti, l' attesa a braccia aperte della
disponibilità di chi aveva sbeffeggiato una sua precedente sconfitta
elettorale.
Vincere è fondamentale, ma se si arruolano le “belve”,
dopo i requisiti necessari sono quelli del domatore, non dell'equilibrista che
imbarca tutta l'opposizione o che alla fine mette in giunta chiunque, tanto c'è
lui che vale per tutti.
A voler essere l'uomo solo al timone si rischia di
fare la fine di Schettino.
Quindi, consolidata la tesi della poca stima, restano
due possibili spiegazioni per l'abbandono della nave da parte di praticamente
tutta la ciurma, la prima in ordine cronologico ( sempre mie umili deduzioni
che lasciano il tempo che trovano, per carità) i disattesi accordi pre
elettorali con il gruppo Reset, ma qui ritorna la Sua fatidica ansia da
prestazione quantitativa pur di vincere...stravincere nelle urne quindi c'è da
chiedersi quali promesse non voleva, non doveva e non poteva fare, scelga Lei
l'ordine di rilevanza, resta il punto che di quei voti...tanti, Lei beneficiò.
La seconda spiegazione sempre in ordine cronologico,
in pratica l'abbiamo già eviscerata: Lei sapeva bene che chi le ha garantito la
vittoria è gente sempre con il naso per aria per capire come cambia il vento e
che le vennero ad offrire il loro contributo solo perché il quel determinato
momento le quotazioni la davano come cavallo vincente. (Contrariamente ad
oggi).
E infatti vinse.
E chi non vorrebbe vincere.
Ma vede, saper vincere le elezioni è solo una parte
del gioco, perché il vero prestigio sta nel sapere e nel poter fare ciò per cui
si è eletti.
Quindi, in definitiva, fatte salve le sue buone intenzioni e le sue qualità umane, non mi resta che dedicarlLe il vecchio adagio, riferito ovviamente all'esclusivo ambito politico:
"Chi è causa del suo mal, pianga se stesso"
La saluto con stima*
G.B.
*La mia è sincera e disinteressata, merce rara....ma
non ho abbastanza voti.
