A Calvizzano il dibattito politico resta acceso, tra
interrogativi amministrativi e dinamiche consiliari che hanno portato alla fine
anticipata dell’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Giacomo Pirozzi.
La fiducia nella magistratura, sia inquirente sia
giudicante, rappresenta un punto fermo. Non solo in linea di principio, ma
anche per esperienza personale maturata nel corso di oltre trentacinque anni di
carriera giornalistica, durante i quali le numerose querele affrontate hanno
sempre trovato nelle aule giudiziarie un luogo di equilibrio e di garanzia. È
anche per questo che eventuali approfondimenti o accertamenti vanno accolti con
rispetto e senza pregiudizi.
In questo quadro si inserisce l’attenzione sulla gara
tributi, il cui iter, avviato nel 2023, non è ancora giunto a conclusione.
Secondo quanto riportato dal sito TerraNostra News, la Procura di Napoli Nord
avrebbe acceso i riflettori sulla procedura. Un passaggio che, al netto di ogni
valutazione, merita prudenza, nella consapevolezza che eventuali verifiche
seguiranno il loro corso nelle sedi competenti.
Sul piano politico, a far discutere è stato anche un
post pubblicato dal sindaco l’8 febbraio 2026, tre giorni dopo le dimissioni
contestuali di dieci consiglieri comunali – formalizzate davanti al notaio
Cante nello studio di Qualiano, alle quali si è aggiunto l’assenso di Marzia
Mazzei, impossibilitata a essere presente per motivi personali.
Nel messaggio, il primo cittadino ha parlato
apertamente di una “frattura politica profonda e insanabile” con il gruppo
guidato da Luciano Borrelli, facendo riferimento in particolare a una procedura
di gara che avrebbe ritenuto eccessivamente onerosa per i cittadini e non
conveniente per l’Ente. Pirozzi ha spiegato di aver formalmente chiesto la
sospensione della procedura, assumendosi la responsabilità della scelta in nome
della tutela dell’interesse pubblico. Secondo la sua ricostruzione, proprio quella
contrapposizione avrebbe segnato il punto di rottura definitivo.
Resta tuttavia un interrogativo politico: perché
questa presa di posizione pubblica è arrivata tre giorni dopo le dimissioni dei
consiglieri? Una domanda che si inserisce in un quadro già complesso e che
continua ad alimentare riflessioni negli ambienti politici locali.
Quando i quattro consiglieri comunali di Calvizzano
Libera e Democratica, capeggiati dallo stesso Borrelli, sono passati tra i
banchi della minoranza, si sono aperte interlocuzioni politiche che, secondo
ricostruzioni interne, sarebbero state avviate proprio dal sindaco con gli ex
“resettini”, già confluiti nel gruppo Insieme. Un elemento che aggiunge un
ulteriore livello di lettura alle dinamiche successive. Quali temi siano stati
oggetto delle trattative non è dato sapere con certezza, ma il fatto che
l’iniziativa del dialogo sia partita dal primo cittadino rappresenta un
passaggio politicamente rilevante.
Dopo alcuni mesi di confronto, protrattisi fino alla
fine di gennaio 2026, anche i consiglieri di Insieme hanno scelto di sfiduciare
il sindaco, determinando di fatto la fine della consiliatura. Alla sfiducia si
sono aggiunti anche Fabio Felaco e Roberto Vellecco che, pur facendo
inizialmente parte del gruppo Calvizzano Libera e Democratica, non avevano
seguito il passaggio nei banchi della minoranza, oltre ad Arianna Ferrillo.
Nomi che non erano stati richiamati dal sindaco nel suo intervento sulla gara
tributi e che invece risultano parte integrante del quadro politico che ha portato
alla caduta dell’amministrazione.
Si tratta, dunque, di un passaggio tutt’altro che secondario,
perché contribuisce a definire con maggiore precisione la mappa delle
responsabilità politiche e delle scelte individuali maturate in quella fase. La
crisi, infatti, appare il risultato di un progressivo isolamento politico più
che di un singolo episodio.
A sostenere il sindaco fino alla fine sono rimasti
pochi consiglieri considerati fedelissimi, tra cui la presidente del Consiglio
comunale Emma Trinchillo, Francesca Nastro (ex Reset) e Giuseppe Agliata, subentrato dopo
le dimissioni dell’ex presidente Mario Salatiello. Va però ricordato che lo
stesso Salatiello, prima di lasciare il Consiglio, aveva assunto una posizione
sempre più critica fino a diventare un convinto oppositore del sindaco, e con
ogni probabilità non avrebbe sostenuto ulteriormente l’amministrazione.
Diversa e più articolata la posizione di Valentino De
Rosa e Giovanna Bianco (in campagna elettorale acerrima nemica politica di Pirozzi) che, pur essendo oggi considerati fedelissimi del
sindaco, si erano candidati alle amministrative del 2020 proprio contro
Pirozzi. Il loro successivo passaggio in maggioranza è stato letto da una parte
dell’elettorato come una scelta politicamente legittima ma in discontinuità
rispetto al mandato originario ricevuto dagli elettori.
Al di là delle ipotesi, il dato politico è chiaro: il
sindaco non disponeva più di una maggioranza solida in Consiglio comunale. Ora
la parola tornerà ai cittadini. Calvizzano si prepara a una nuova stagione
politica, con l’auspicio che il confronto resti ancorato ai temi amministrativi
e all’interesse della comunità, nella consapevolezza che alcune dinamiche di
questa fase potrebbero essere lette, col tempo, sotto una luce diversa.
Mi.Ro.
