Calvizzano. Revisione del PUC e Aree di sviluppo. Proposte per l’area commerciale/direzionale (e anche industriale)
Un esempio di area direzionale: il Centro
Direzionale di Napoli. Fonte https://www.flickr.com/photos/francesco_43/6812375559
Come detto, il comune di Calvizzano ha visto
raddoppiare i propri abitanti in questi 40 anni, prospetta di raggiungere i
15mila abitanti nel prossimo futuro e anche di superarli ma rimane un posto
dove mancano servizi e manca una vocazione commerciale e produttiva.
La revisione del PUC, avviata all’inizio
di quest’anno dall’ex sindaco Gicaomo Pirozzi, come ha anche dichiarato
nell’incontro del 4 febbraio scorso è finalizzato anche a questo: all’interno
di un Piano Urbanistico Comunale, infatti, di effettua anche la zonizzazione,
ovvero la definizione delle aree esistenti e di aree nuove destinate a un
particolare uso (come le aree residenziali, dove vi sono già o si costruiranno
abitazioni, aree industriali, dove si trovano o sarà possibile inserire
industrie, etc.).
Per fornire Calvizzano di spazi per i servizi
sovracomunali ma anche per fornirla di uffici e aziende, è necessario definire un’area
commerciale/direzionale, dove appunto potranno essere costruiti negozi,
supermercati, uffici e fabbricati con destinazioni affini. L’auspicio,
ovviamente, è che in queste aree vi investi il Comune stesso, dotandosi
finalmente di spazi pubblici da poter utilizzare, ad esempio per
distaccamento dei propri uffici, o
appunto per fornirli ad altri enti.
Vediamo quindi dove, nel territorio calvizzanese,
si potrebbe ipotizzare un’area commerciale/direzionale; in ordine
decrescente di importanza.
1) Via Sandro Pertini
Partiamo dalla zona più importante, ovvero quella di via
Sandro Pertini.
Qui, infatti, a partire da Villa Cerullo
la zona è praticamente assente, proprio sul lato della villa comunale, di
qualunque attività per una distanza di 230m. Un’area quindi, oggi prettamente agricola,
che potrebbe essere un’ottima occasione per l’espansione del paese,
soprattutto con una certa omogeneità coi dintorni.
Per questo, si può proporre di creare un’area
commerciale/direzionale che vada da via Sandro Pertini a Viale della
Resistenza. Su via Sandro Pertini, si potrebbe sviluppare da di fronte
via Ugo La Malfa fino a via Umberto Terracini, mentre su Viale della
Resistenza potrebbe essere più larga, arrivando fino a di fronte via Enrico
Fermi. Si tratterebbe quindi di uno spazio di 5,33 ettari da
destinare a uffici e negozi.
Volendo, però, si potrebbe addirittura allargare
ulteriormente l’area, facendola partire direttamente da dopo Villa
Cerullo, su via Sandro Pertini, e da dopo il civico 26 (il palazzo
che ospita il negozio d’abbigliamento del brand “Piazza Italia”) su Viale della
Resistenza, arrivando così a ben 7,96 ettari.
Quest’area sarebbe molto interessante per l’immediata
vicinanza con il centro abitato, cosa che come detto permetterebbe lo sviluppo
dell’area direzionale con omogeneità al resto del paese, ma anche perché
sarebbe coerente con un’altra proposta fatta qui su Calvizzanoweb, ovvero
quella di rendere Villa Cerullo un teatro e creare un Polo
dell’Intrattenimento, che appunto si svilupperebbe nell’altra
direzione, fino a Via Aldo Moro.
La proposta di Polo dell’Intrattenimento
2) Viale della Resistenza-San Pietro
Un’altra zona che potrebbe essere utilizzata per
creare un’area commerciale/direzionale potrebbe essere l’area agricola
che si sviluppa al confine con Villaricca-Qualiano, ovvero dalla
rotonda tra via Sandro Pertini, Viale della Resistenza e via San Pietro. Qui,
infatti, a 50m dalla rotonda, c’è una strada vicinale su via Sandro Pertini
(probabilmente il vecchio tracciato della strada che portava a Qualiano prima
che i Borbone facessero costruire via Santa Maria a Cubito) che va a punto a
delimitare un’area a forma di mezzaluna. Quest’area è agricola per circa
330m. L’area commerciale potrebbe quindi comprendere quest’area fino al Calzaturificio
Melluso.
Come definito nel PUC attuale, inoltre, è presente un parco di tutela
archeologica, che si sviluppa nei dintorni dell’ingresso alla frazione di
San Pietro, attorno la via omonima.
PUC attuale, Tavola 15. Il Parco di tutela
archeologica nei pressi di via San Pietro
Volendo prendere il Calzaturificio Melluso come limite
dell’area e tenendo conto di questo parco, verrebbe fuori un’area di 6,87
ettari.
Anche qui, però, si potrebbe espandere l’area:
allargando infatti l’area per 100m lungo via Concetto Marchesi, si
raggiungerebbe un’area di ben 9,50 ettari.
Quest’area, inoltre, potrebbe avere anche un’altra
destinazione: quella dell’area industriale. Essendoci aziende
infatti come Melluso, ed essendo su una strada principale non troppo lontana da
strade a grande percorrenza come la Circumvallazione Esterna o l’Asse Mediano
(entrambi raggiungibili da Qualiano e Villaricca), senza considerare il
possibile sviluppo della viabilità (come appunto la proposta di recuperare via Eduardo
De Filippo e l’idea, già presente nell’attuale PUC, di una via
tangenziale che porti da via Santa Maria a Cubito a Villaricca),
potrebbe essere un’ottima zona anche per lo sviluppo della vocazione
industriale calvizzanese.
PUC attuale, Tavola 15. La strada
tangenziale che porta all’Alveo dei Camaldoli è poco distante dall’area appena
descritta
3)
Strada Vicinale Palmentata
Passiamo infine a un’ultima proposta: un’area lungo Strada
vicinale Palmentata.
La zona lungo la strada che porta infatti all’Area
Fiera di Villaricca e al Distretto 39 dell’ASL (competente su Calvizzano),
strada di confine tra Calvizzano e Villaricca, sul lato calvizzanese è ancora
a vocazione agricola.
Considerando un’area di 300m circa tra le
due traverse presenti, quella che porta all’Autosoccorso
Camposano e quella dei civici 144-146, fino a via Guglielmo Pepe (la strada
dell’Alveo dei Camaldoli), si avrebbe una zona commerciale/direzionale di 6,24
ettari.
Anche quest’area, inoltre, data l’immediata vicinanza
alla Circumavallazione Esterna, sarebbe buona (anzi, forse è una destinazione
anche più preferibile) come area industriale.
Il collegamento tra quest’area e la SP1 è
agevolato da una strada molto larga e la distanza da essa è di soli 400m. Fonte
Google Maps
Speriamo quindi che, nell’ottica di questa direttiva
fondamentale della revisione del PUC, queste idee vengano prese in
considerazione.
Gianpaolo Cacciapuoti