Calvizzano, Mimmo Napolano e la lealtà che resiste: oltre la politica, l’umanità

 

Borrelli-Napolano

A Calvizzano la politica non è mai solo una questione di schieramenti. È anche intreccio di rapporti personali, amicizie storiche, legami familiari e dinamiche che si consumano non solo nelle aule istituzionali, ma anche nelle piazze, nei bar e sui social network. In questo scenario si inserisce anche la vicenda che vede protagonisti Mimmo Napolano, Luciano Borrelli, Pasquale Napolano e Giacomo Pirozzi: una storia che parla di scelte, di alleanze, di ripensamenti e, soprattutto, di lealtà.

Partiamo dalle elezioni amministrative del 2020 e della scelta difficile

Le amministrative del 2020 hanno rappresentato uno spartiacque per la comunità calvizzanese. In quel contesto, Mimmo Napolano avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere Luciano Borrelli e suo fratello Pasquale a sostenere la candidatura a sindaco di Giacomo Pirozzi. Una scelta non semplice, maturata tra dubbi e perplessità.

Secondo quanto emerso nel tempo, Luciano e Pasquale non erano inizialmente favorevoli a quell’alleanza. Nutrivano riserve precise, temevano che l’intesa potesse rivelarsi più funzionale alla raccolta di consensi che alla costruzione di un progetto politico condiviso. Mimmo, però, avrebbe insistito, convinto che quella fosse la strada migliore per garantire peso e rappresentanza al proprio gruppo.

Col senno di poi, la realtà politica si è rivelata più complessa. Le dinamiche successive avrebbero lasciato spazio a riflessioni, forse anche a qualche rammarico. In politica accade spesso: le alleanze nascono per rafforzarsi e talvolta finiscono per incrinarsi sotto il peso delle aspettative disattese.

Il valore della coerenza

Eppure, al di là delle strategie e dei calcoli, ciò che oggi emerge con forza è la scelta di campo di Mimmo Napolano. In un recente post sui social ha ribadito il suo sostegno a Luciano Borrelli, definendosi un “fedelissimo”, “sempre con Borrelli, senza se e senza ma”.

Parole che pesano. Parole che arrivano in un momento delicato, in cui il dibattito politico locale si è acceso anche su questioni che nulla dovrebbero avere a che fare con il confronto democratico.

Quando l’amicizia è vera e sincera, la zizzania non attecchisce.

Le voci e le cattiverie non scalfiscono ciò che è autentico.

Quando il rapporto è solido, ogni tentativo di dividerlo si spegne da solo, senza lasciare traccia”.

Un messaggio che appare come una risposta non solo politica, ma umana.

Oltre la polemica: la vicenda umana

Negli ultimi tempi, attorno alla figura di Luciano Borrelli si sono rincorse voci e dicerie legate alla sua condizione di salute. Frasi sussurrate, insinuazioni pesanti, fino ad arrivare a ipotesi crudeli secondo cui, qualora diventasse sindaco, non riuscirebbe a portare a termine il mandato.

È un terreno scivoloso, quello in cui la politica si mescola alla malattia. Usare la fragilità di una persona come arma polemica non è solo scorretto: è disumano. Punto. Ci sono confini che non dovrebbero mai essere superati, neppure nella più aspra delle campagne elettorali.

In questo contesto, la presa di posizione di Mimmo Napolano assume un significato che va oltre la strategia politica. È una scelta di vicinanza, di amicizia, di difesa della dignità. Sentimenti che non si barattano.

L’uomo dietro il politico

Chi conosce Mimmo Napolano lo descrive come una persona perbene, attenta, legata ai valori della famiglia e alla fede trasmessagli dai genitori, gente umile e lavoratrice. Un uomo che, nel bene e nel male, ha sempre messo la faccia nelle sue scelte.

Si può discutere delle sue valutazioni politiche, delle alleanze, delle strategie. Fa parte del gioco democratico. Ma ridurre il confronto a pettegolezzo o, peggio, a speculazione sulla salute di un avversario, impoverisce l’intera comunità.

Una storia che parla a tutti

La vicenda che intreccia i nomi di Mimmo Napolano, Luciano Borrelli, Pasquale Napolano e Giacomo Pirozzi non è solo cronaca politica locale. È il racconto di come le alleanze possano cambiare, di come le intuizioni possano rivelarsi fondate o meno, di come le amicizie vengano messe alla prova.

Ma è anche una storia di lealtà ribadita pubblicamente, di un legame che, almeno nelle intenzioni dichiarate, resiste alle pressioni e alle maldicenze.

In un tempo in cui tutto sembra fluido e reversibile, forse la scelta più forte è proprio quella di restare. Senza se. Senza ma.

Un’opinione personale: la mia stima per Mimmo Napolano

Da direttore di Calvizzanoweb, mi sia consentita una considerazione che esula dalla cronaca e appartiene alla sfera personale. Conosco Mimmo Napolano da tempo, sia nel quotidiano sia nel confronto pubblico, e ho sempre apprezzato in lui sentimenti come la lealtà e la sincerità nel dire le cose, anche quando possono risultare scomode.

Lo ritengo una persona astuta e intelligente, capace di leggere le dinamiche politiche con attenzione e concretezza. Ma, soprattutto, lo considero un uomo che attribuisce un valore profondo ai rapporti umani. Il legame che lo unisce a Luciano Borrelli non è soltanto politico: è un rapporto che lui stesso vive come fraterno.

Per questo sono convinto che, qualora Borrelli dovesse un giorno indossare la fascia da primo cittadino di Calvizzano, Mimmo Napolano sarebbe in grado di dargli un contributo serio e concreto, non solo per competenza ma per convinzione, per amicizia e per quel senso di appartenenza che va oltre ogni calcolo.

È una mia opinione personale, maturata nel tempo. E come tale la affido ai lettori.

Mi.Ro.

 

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