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| Quelli eran giorni...Borrelli e Pirozzi insieme in una delle edizioni del Calvizzano Festival D'Autore, quando il clima politico era diverso |
La corsa verso le amministrative di primavera 2026 a
Calvizzano si apre con uno scontro che intreccia dimensione personale e
confronto politico. Protagonisti del botta e risposta sono Luciano Borrelli,
che ha annunciato la propria candidatura a sindaco, e l’ex primo cittadino Giacomo
Pirozzi.
Al centro della vicenda, alcune presunte voci secondo cui Borrelli, in caso di elezione, non sarebbe in grado di portare a termine il mandato a causa di una malattia. Un’ipotesi che il candidato ha definito pubblicamente “meschina” e “crudele”, denunciando l’uso della salute personale come strumento di polemica politica.
La posizione di Borrelli
Nel suo intervento (riportato integralmente sotto l’articolo), Borrelli adotta un tono diretto e fortemente emotivo. Condanna senza mezzi termini chi avrebbe diffuso tali insinuazioni, rivendicando il diritto al rispetto della sfera privata e sottolineando di aver superato il momento difficile legato alla malattia.
Il messaggio, però, non si ferma alla denuncia: il candidato trasforma l’episodio in un elemento di rilancio politico, affermando che quanto accaduto rafforza la sua determinazione a portare avanti idee e progetti per la comunità. Una narrazione che punta sulla resilienza personale e sul richiamo a valori come dignità e umanità.
La replica di Pirozzi
La risposta dell’ex sindaco (riportata integralmente sotto l’articolo) si muove su un doppio piano. Da un lato, esprime solidarietà e prende nettamente le distanze da qualunque riferimento alla salute come arma politica, richiamando la propria professione medica e il rispetto dovuto a situazioni delicate.
Dall’altro, Pirozzi respinge implicitamente l’idea che l’allusione possa provenire dal suo ambito politico e sostiene che, secondo quanto riferitogli, la frase sarebbe stata pronunciata da un esponente vicino allo stesso Borrelli. Un passaggio che, pur nella forma istituzionale, introduce un elemento di controaccusa destinato ad alimentare il confronto.
Il nodo politico
Entrambi i protagonisti convergono su un punto: la salute non dovrebbe entrare nel dibattito elettorale. Tuttavia, la vicenda dimostra quanto sia sottile il confine tra difesa personale e strategia comunicativa.
Borrelli ha scelto una linea emotiva e identitaria, capace di mobilitare consenso attorno alla propria esperienza personale. Pirozzi ha optato per una replica più formale, volta a tutelare la propria immagine pubblica e a riportare il confronto su programmi e visione amministrativa.
Il rischio, ora, è che la campagna elettorale si sviluppi su un terreno di sospetti e repliche incrociate, distogliendo l’attenzione dai temi centrali per la città: servizi, bilancio, sviluppo urbano e politiche sociali, identità economica
Per Calvizzano, reduce da una fase amministrativa complessa, la vera sfida sarà riportare il dibattito sui contenuti. Le prossime settimane diranno se l’episodio resterà un passaggio isolato o segnerà il tono di una competizione destinata ad alzare ulteriormente la tensione politica.
I due post integrali
Quello di Luciano Borrelli
Usare la malattia di una persona per fare polemica è
qualcosa che non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione. È un gesto
meschino, che parla da sé e che dice molto di chi lo compie. Ci sono confini
che non andrebbero mai superati.
Mettere in giro la voce che, se diventassi Sindaco,
non riuscirei a portare a termine il mandato perché ,tanto morirei, è di una
crudeltà assurda.
Questo non è confronto politico, è mancanza totale di
rispetto.
La malattia non è uno strumento da brandire contro
qualcuno. Non è un’arma, né un argomento da bar. È un fatto intimo e delicato,
che coinvolge una persona e la sua famiglia.
È un percorso fatto di momenti difficili, di paura, ma
anche di forza e speranza. Chi non lo ha vissuto dovrebbe almeno avere il buon
senso di tacere.
Oggi sto bene, ho superato alla grande questo momento
e ne sono profondamente grato. Ma la vita è fragile per tutti.
Nessuno può sapere cosa gli riserverà il domani, né
chi ricopre un incarico pubblico né chi passa il tempo a scrivere cattiverie
dietro uno schermo.
Io credo che ci sia Qualcuno più grande di noi che
guida il nostro destino. Ed è anche per questo che servirebbero più rispetto,
più misura, più umanità.
Forse pensate che tutto questo possa abbattermi. È
esattamente il contrario. Mi rende ancora più determinato, ancora più convinto
di portare avanti le idee e i progetti che ho in mente per la nostra comunità.
Non permetterò che una parte così personale della mia
vita venga trasformata in fango. Non mi lascio definire da una malattia e non
mi faccio fermare dalle malelingue.
La vera forza non sta nell’offendere, ma nell’andare
avanti con dignità.
Ed è quello che continuerò a fare, con ancora più
determinazione di prima.
Quello dell’ex sindaco di Calvizzano Giacomo Pirozzi
"SOLIDARIETÀ A BORRELLI, MA LA FRASE L’HA PROFERITA UN SUO FEDELISSIMO"
Nelle ultime ore ho letto con grande amarezza un post
dell’ex consigliere Borrelli, attuale candidato sindaco di Calvizzano alle
prossime elezioni amministrative, nel quale denuncia presunte voci secondo cui,
qualora eletto Sindaco, non sarebbe in grado di portare a termine il mandato a
causa di una malattia.
In molti mi hanno contattato, ritenendo che quel
riferimento fosse indirizzato a me. Ritengo quindi doveroso chiarire
pubblicamente che non avrei mai fatto — né mai farò — affermazioni di questo
genere, per diverse e precise ragioni.
Anzitutto per motivi sanitari: sono un medico e
conosco bene il valore, la delicatezza e il rispetto che una malattia merita.
Per motivi umani e personali: considero meschino e inaccettabile anche solo
evocare lo stato di salute di una persona come strumento di polemica politica.
Per motivi politici: dopo tanti anni di esperienza, so bene che impostare una
strategia sulla pietà o sulla vittimizzazione finisce spesso per favorire solo
chi la utilizza. Infine, perché credo fermamente che la politica, a un certo
punto, debba fermarsi davanti a confini che non andrebbero mai superati. Questo
è il punto.
Lo squallore della vicenda sta nel fatto che questa
notizia era giunta anche a me nei giorni scorsi e, come mi è stato riferito da
un attuale candidato della lista Borrelli, tale frase oscena, sarebbe stata
pronunciata da un fedelissimo dello stesso candidato sindaco.
Spero sinceramente che non si prosegua su questa
strada, fatta di post costruiti su vicende personali, allusioni e toni
provocatori. A questo tipo di comunicazione non intendo più partecipare. Il
confronto politico, anche con un dibattito pubblico, avvenga su idee, programmi
e visione per Calvizzano, non sulla vita privata o sulla salute delle persone.
