Scavi Enel in via Adda a Marano, l’ex vicesindaco di Calvizzano Napolano: “ripristino incompleto, sulle strade di confine va rifatto tutto il manto”
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| Ripristino manto asfalto in via Adda |
In questi giorni sono
in corso i lavori di rifacimento del manto d’asfalto in via Adda, nel tratto
ricadente nel territorio del Comune di Marano, a seguito degli scavi effettuati
da Enel per il potenziamento della rete elettrica.
Via Adda, però, è una
strada di confine, poiché per metà insiste su Marano e per l’altra metà su
Calvizzano, dove prende il nome di via Benedetto Croce.
A sollevare la
questione è stato l’ex vicesindaco ed ex assessore ai Lavori Pubblici di
Calvizzano, Pasquale Napolano, che ha evidenziato come il ripristino abbia
interessato esclusivamente il lato maranese, lasciando esclusa la carreggiata
di competenza calvizzanese.
“Quando si effettuano lavori su strade di confine – sottolinea Napolano – il rifacimento del manto stradale dovrebbe riguardare tutta la strada e non solo la parte interessata dagli scavi. Se il lavoro non viene eseguito a regola d’arte e si verificano infiltrazioni, queste finiscono per danneggiare anche l’altra metà della carreggiata”.
Napolano richiama inoltre un precedente amministrativo: “lo stesso principio è stato applicato recentemente su via Dante Alighieri, strada di confine tra Calvizzano e Villaricca. In quel caso, pur essendo gli scavi Enel localizzati sul territorio di Calvizzano, mi sono impegnato affinché venisse rifatto anche il manto sul lato di Villaricca, proprio per garantire un intervento completo e duraturo”.
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| L'ex vicesindaco ed ex assessore ai Lavori Pubblici Napolano in via Dante Alighieri |
Secondo l’ex
assessore, intervenire solo su metà carreggiata rappresenta una soluzione
parziale che rischia di compromettere nel tempo la sicurezza e la tenuta
dell’intera infrastruttura.
La riflessione di Calvizzanoweb
A nostro avviso, episodi come quello di via Adda dimostrano la necessità che i Comuni si dotino di regolamenti chiari e specifici sul ripristino delle infrastrutture stradali interessate da scavi, in particolare quando si tratta di strade di confine.
Non è un tema nuovo. A Marano, infatti, poco più di un anno fa fu presentata una mozione dall’opposizione, con prima firmataria l’ex consigliera comunale di minoranza Stefania Fanelli, proprio sul ripristino delle infrastrutture stradali interessate da scavi e sull’adozione di un apposito regolamento.
La mozione venne
approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, ma il regolamento non è mai
stato attuato, anche a causa del successivo scioglimento del Comune.
Situazione diversa a Calvizzano, dove una mozione analoga fu presentata dagli ex “resettini”, con primo firmatario Francesco Ferrillo, ma in quel caso la proposta venne bocciata dall’assise cittadina.
Due vicende che dimostrano come, nonostante le buone intenzioni e i precedenti politici, l’assenza di regole operative continui a produrre interventi parziali e disomogenei, con ricadute dirette sulla qualità delle strade e sulla sicurezza dei cittadini.

