Raccolta differenziata nell’hinterland giuglianese: com’è andata negli ultimi 18 anni?

 

Il tema dei rifiuti è un tema molto presente sia nel napoletano che in particolare nell’area giuglianese: Napoli e provincia ancora ricordano quanto subito durante la crisi dei rifiuti che si è protratta per tutti gli anni 2000 in Campania, e l’area giuglianese ha subito tanto, troppo, sia da parte della criminalità organizzata che qui ha installato le sue discariche abusive (qui infatti si estende la parte napoletana della cosiddetta “Terra dei Fuochi”), ma anche da scelte governative per gestire i rifiuti (si ricordino infatti le battaglie strenue contro la riapertura della discarica di Chiaiano).

Negli ultimi vent’anni, comunque, questa zona, come l’Italia e specialmente il Meridione, ha dovuto anche imparare ad avere un nuovo approccio ai rifiuti urbani, con la rivoluzione culturale che è stata la Raccolta differenziata, qualcosa che eredita un po’ la cultura del riuso ormai finita nel dimenticatoio ma che la applica a qualcosa che non era mai vista come risorsa, ovvero l’immondizia.

Com’è andata quindi la raccolta differenziata negli ultimi vent’anni nell’area giuglianese? Com’è andata a Calvizzano?

Per rispondere a queste domande, sono andato a vedere le percentuali della raccolta differenziata dei vari comuni dell’hinterland giuglianese; e per farlo ho consultato tre banche dati:

-        I report annuali dell’Osservatorio Regionale Rifiuti, per i dati dal 2006 al 2016, con un calcolo della percentuale tra il 2014 e il 2016 effettuato sommando l’incremento o il decremento percentuale indicato rispetto all’anno precedente a causa delle cifre arrotondate. I report sono disponibili al link: https://www.cittametropolitana.na.it/opr/raccolta_differenziata_e_rifiuti

-        I report annuali dell’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti, evoluzione del precedente osservatorio, per i dati dal 2017 al 2024; disponibile al link: https://orgr.regione.campania.it/

-        I report annuali al dettaglio comunale del Catasto Rifiuti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), per i dati mancanti nei report precedenti. I report si possono leggere al link: https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=findComune&aa=2024&regidb=15&nomereg=Campania&providb=063&nomeprov=Napoli&cerca=cerca&&p=1

E da questi dati, ho ricavato dei grafici. I dati qui presenti si fermano al 2024, elaborati nell’ottobre 2025; per quelli del 2025 probabilmente bisognerà attendere il prossimo ottobre, almeno per i report della Regione Campania.

Premessa: la situazione della provincia di Napoli tra il 2001 e il 2006

Prima del 2006 non mi è stato possibile ricavare dati sulla raccolta differenziata nei comuni, non essendo più dati accessibili e soprattutto non essendo prima del 2006-2007 particolarmente diffusa la raccolta differenziata nei comuni. Tuttavia, il Catasto Rifiuti dell’ISPRA permette di visionare i dati aggregati per provincia, e quindi è possibile visionare i dati della Provincia di Napoli nel quinquennio precedente ai primi singoli dati comunali.

Andamento della percentuale della raccolta differenziata nella Provincia di Napoli, anni 2001-2006. Fonte https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=comune&aa=2006&regid=15063&p=1

Come si può notare, la raccolta differenziata era in percentuali molto basse nella provincia, tra comuni che ancora non si adoperavano e comuni virtuosi che avevano anticipato i tempi.
Un risultato in linea con quello che era ed è il trend di un Meridione purtroppo ancora arretrato nella gestione dei rifiuti; ma non per questo immobile, ma anzi indirizzato comunque a voler essere in grado di avere un circolo virtuoso e non vizioso per quello che, specie a Napoli, era ed è un problema sentito. In 5 anni ha visto infatti quasi raddoppiare la percentuale da un iniziale 4,89% a un 7,98%.

Andiamo ora a vedere le percentuali per comune, nell’hinterland giuglianese.

Calvizzano (nel 2011, durante la gestione Granata, c'è stato un vero e proprio exploit con il 63,48%)

Iniziamo con Calvizzano, il cui primo dato disponibile risale al 2007.
Calvizzano è stato tra i comuni con la partenza più accelerata: da un 4,40% del 2007, è passato al 23% del 2009, l’incremento più elevato del triennio.
Dopo un piccolo calo nel 2010, nel 2011 c’è stato un vero e proprio exploit, con il famoso 63,48% che portò il comune a raggiungere il valore del 60% imposto per essere definito “comune riciclone”, che valse al paese anche una premialità di 270mila € l’anno successivo, investiti nel progetto del Centro di raccolta comunale a San Pietro.

Dopo il 2011, il Comune ha iniziato a calare: già nel 2013 la percentuale si assestò sul 60%, per poi scendere al 56% (e rimanendo stabile per due anni) e continuando una parabola discendente negli anni successivi. Nel 2017 scese al 50%, nel 2020 sfiorò il 40%, e nel 2022, durante l’attuale amministrazione, ha raggiunto il valore più basso dal 2010, toccando solo il 35,63%.
Dal 2023, è avvenuta una risalita, raggiungendo il 39% (trend rimasto stabile fino al 2024).

Marano (2009 anno nero: aveva solo l'1,42% di differenziata)

Parlando di Marano, il primo dato disponibile è certamente un dato nobilissimo: nel 2006, il comune aveva il 39,51% di raccolta differenziata; un primato nell’hinterland giuglianese e uno dei valori più alti di tutta la Provincia di Napoli.
Successivamente a questo, però, c’è stato un tracollo totale: tra il 2007 e il 2009, infatti, la raccolta differenziata è rimasta tra il 2,5% e il 3%, con il 2009 anno nero in cui Marano aveva solo l’1,42% di differenziata.
Nel 2010 e nel 2011, c’è stato il rimbalzo, riprendendo la percentuale del 2006 con il 39,04%. Il dato è andato incrementando fino al 2013, dove il comune raggiunse praticamente il 43% della raccolta differenziata. Da allora, sostanzialmente la cifra è rimasta stabile tra il 35 e il 40%, con un calo al minimo nel 2015, un picco nel 2016, un nuovo minimo nel 2019 al 36% e infine tre anni stabili al 39% tra il 2020 e il 2022. Gli ultimi due anni, invece, hanno visto un brusco calo che ha portato prima al 35,42% e poi un nuovo minimo dal 2010, il 34,52%, nel 2024.

Mugnano (nel 2012 raggiunto il picco massimo del 60%)

Passiamo a Mugnano, dove il primo dato è del 2008.
Si parte da un 6,33%, che nel 2009 scende di un punto percentuale. Entro il 2010, però, il comune fa un rimbalzo come Calvizzano, e passa prima al 24% nel 2010 e poi al 60% nel 2011, venendo premiato anch’esso come “comune riciclone” l’anno successivo.
Dal 2012 al 2014, c’è stato un calo lieve, portando la differenziata prima al 58% e poi al 56%; nel 2015 poi un crollo di 10 punti percentuali ha portato la differenziata al 48,74%, divenuto 49% nel 2016 e schizzando di nuovo al 57% nel 2017. Dopo un crollo al 52% nel 2018, il comune ha raggiunto di nuovo le vette del 60% nel 2020; ma da allora il calo è stato costante, con il 48% raggiunto nel 2024.

Melito (picco max raggiunto nel 2015 con il 32,23%)

Melito purtroppo non è mai stato un comune particolarmente virtuoso secondo i dati raccolti: nel 2006 era al 3%, salito al 3,74% nel 2007 e poi sceso al 3,24% nel 2008.
Dal 2009, c’è stato un rimbalzo che ha portato il comune nel 2011 a raggiungere il 20%, cifra mantenuta pure nel 2012 per poi calare al 17% nel 2013. Nel 2014, però, un nuovo rimbalzo porta il comune a raggiungere il suo massimo assoluto, ovvero il 32,23%, entro il 2016, per poi avere un calo al 25% nei due anni successivi e raggiungere il 31% nel 2018.
Da allora però, vi è stato un nuovo brusco calo che ha portato la differenziata ad attestarsi tra il 16 e il 18% tra il 2020 e il 2023; ma nel 2024 ha raggiunto di nuovo i suoi massimi con il 29%.

Qualiano (picco max nel 2015 con il 52,64%)

Per quanto riguarda Qualiano, i primi valori sono del 2007, con il 4,57% che è diventato 5,31% nel 2008. Il rimbalzo, comune a tutti i comuni in quel periodo, ha portato la differenziata al 28% circa nel 2010, per poi avere un calo l’anno successivo al 19,73% e risalire gli anni successivi fino a raggiungere il 49,27% nel 2014 e il 52,64% nel 2015.
Da allora, la differenziata è rimasta stabile tra il 45 e il 50%, con il minimo raggiunto nel 2019. Dal 2021, anno in cui la differenziata aveva raggiunto il 49,42%, la differenziata è andata di nuovo calando, raggiungendo nel 2024 il 42,5%.

Villaricca (nel 2024 ha raggiunto il 63,87% sfiorando il tetto di Comuni ricicloni)

Passiamo a Villaricca, oggi uno dei comuni più virtuosi.
Si parte dal 2007, con il 3,65%, che entro il 2009 diventa il 15,67%, uno dei valori più alti in quell’anno. L’incremento generale di quegli anni portò Villaricca nel 2012 a raggiungere il 51% nel 2012 e a mantenere stabile sul 50% la differenziata per i due anni consecutivi. Nel 2015 cala al 42%, ma entro il 2017 la differenziata raggiunge un nuovo picco, il 57%.
Entro il 2019, un nuovo crollo porta la differenziata ai minimi dal 2009, con il 34,74%, ma da allora la crescita è stata continua, raggiungendo il 63,87% nel 2024 e sfiorando quindi il tetto dei “comuni ricicloni”.

Giugliano (picco max nel 2023 con il 59%)

Arriviamo quindi a Giugliano, che è anch’esso uno dei comuni più performanti, il ché per il numero di abitanti, l’estensione del territorio e la deturpazione che purtroppo ha subito in varie zone, è encomiabile.
Nel 2006, il comune aveva solo il 3% di riciclata. Dopo un buco nei dati nel 2007, dal 2008 al 2010 ha un incremento fino al 17,76%. Entro il 2013, però, un nuovo crollo porta al minimo del 7,78%, ma nel 2014 un rimbalzo porta la differenziata al 41%, cifra che è cresciuta fino al 2018 con il 52,66%.
Nel 2019, un nuovo crollo ha fatto scendere la differenziata di quasi 10 punti percentuali, ma la cifra negli anni successivi è ritornata a crescere, arrivando già nel 2020 di nuovo al 50% e crescendo fino al 59% nel 2023 (rimasto stabile nel 2024).

Analisi conclusiva

In conclusione, negli ultimi 18 anni l’andamento nell’hinterland giuglianese è stato abbastanza altalenante sia negli anni che da comune a comune. Calvizzano e Villaricca sono stati i comuni che hanno avuto la crescita più rapida i primi anni, seguiti da Giugliano e Melito; mentre Marano e Mugnano hanno avuto la crescita più lenta, con Marano caso anomalo per il crollo totale che ha avuto in quel triennio.
Per il 2012, ben due comuni, Calvizzano e Mugnano, raggiunsero la vetta dei “comuni ricicloni”, e la soglia del 50% verrà raggiunta e superata da Giugliano e Qualiano per il 2015 e Villaricca per il 2017. Da allora, però molti comuni hanno avuto un andazzo calante, tra tutti Calvizzano, Qualiano e Mugnano (quest’ultima però con un picco di quasi il 60% raggiunto, unica nel territorio, nel 2020).
Caso a parte, invece, fanno Melito e Marano: la prima non ha mai superato la soglia del 35%, la seconda non è riuscita a superare il 40-45%.

Oggi, Marano, Qualiano e Mugnano presentano un trend in calo, Giugliano e Calvizzano un trend stabile e Melito e Villaricca un trend in crescita. Giugliano e Villaricca, con una soglia rispettivamente del 59% e del 64%, sono i maggiori candidati, se continueranno a crescere, a diventare i “comuni ricicloni” dell’area giuglianese dei prossimi anni (con Villaricca già in grado di ottenere questo titolo nel 2025).

Gianpaolo Cacciapuoti









Visualizzazioni della settimana