Torniamo a parlare di proposte per la revisione del
PUC, e torniamo a parlare di via Eduardo De Filippo.
Nell’articolo sulla proposta già presente nel PUC di via Lavinaio e via
Garibaldi, ho già accennato come questa proposta potesse aiutare non solo gli
abitanti lungo via Eduardo De Filippo, e il motivo è presto detto: con i dovuti
accorgimenti, infatti, considerato il collegamento che via Eduardo De Filippo
ha sia con il centro sia potenzialmente con Qualiano-Villaricca, questa strada
potrebbe diventare letteralmente la panacea a molti dei problemi della
viabilità.
In vista quindi della futura revisione del PUC, ecco
quindi alcune proposte proprio per poter rendere molto più fruibile la
viabilità lungo via Eduardo De Filippo e tramite questa via per tutto il paese.
Premetto
una cosa: essendo queste delle proposte, sono puramente ipotetiche;
e coinvolgendo un territorio denso come Calvizzano, non possono che coinvolgere
queste ipotesi anche delle proprietà private. Nonostante ciò, l’obiettivo
ovviamente non è quello di fare screzio a qualcuno nel proporle, ma bensì di
poter fornire degli spunti che, nel caso venissero attuati, si spera comunque
possano essere applicati adottando soluzioni che possano essere di vantaggio a
tutti. Il bene comune e il bene singolo possono e devono coesistere, e con ciò
quindi non voglio né si vuole suggerire prevaricazioni, ma solo soluzioni per
un ambiente più vivibile.
1) Da
Piazzetta San Pietro a via Luigi Pirandello
Partiamo proprio da piazzetta San Pietro: qui
la strada è molto stretta, a causa delle costruzioni presenti. La
strada, che anticamente era una via vicinale, qui è rimasta praticamente nella
sua dimensione originaria.
Il risultato, è che attualmente è una strada di 3 metri ma è a doppio senso di
percorrenza.
Come si può vedere, dall’imbocco di
piazzetta San Pietro la strada è ridotta allo spazio di una sola auto. Fonte
Apple Maps
L’idea per rendere la via ben percorribile è quindi
certamente quello di renderla a senso unico di percorrenza, ad entrare da
piazzetta San Pietro, fino a via Giuseppe Verdi.
Questo, grazie a un ipotetico collegamento via Lavinaio-via Giuseppe Garibaldi
e via Giuseppe Verdi (che sbuca su via Lavinaio), permetterebbe praticamente di
poter uscire su via Giuseppe Garibaldi senza dover passare per il suo
ingresso, particolarmente stretto e occluso.
L’ingresso di via Giuseppe Garibaldi. Su
di essa insiste tutto il traffico in uscita da Calvizzano in direzione Napoli.
Fonte Apple Maps
Tuttavia, un collegamento come quello già presente nel
PUC per quanto risolutivo potrebbe non bastare o non essere particolarmente
applicato poiché allungherebbe il tragitto.
In aggiunta a questo collegamento, quindi, si potrebbe aggiungere il collegamento
tra Via dell’Indipendenza e via Eduardo De Filippo, mediante
quell’appezzamento di terreno presente tra le due vie. Una proposta che gira da
tempo, al punto che era presente nel PUC che stava venendo stilato durante
l’ultima consiliatura Salatiello.
In alto, la zona dove dovrebbe esserci
l’ingresso della strada, in via Eduardo De Filippo.
In basso, la zona dove dovrebbe esserci l’uscita della strada, in Via
dell’Indipendenza
Questo sarebbe un ipotetico tragitto della
strada
A 150 metri dall’ingresso, quindi, sarebbe possibile
avere un collegamento parallelo che sarebbe utile a sostituire o comunque a
dividere il traffico tra l’ingresso di via Giuseppe Garibaldi e via Eduardo De
Filippo.
Proprio nei pressi di questo collegamento, sarebbe
possibile creare, in una traversa di via Eduardo De Filippo, un parcheggio,
che potrebbe essere utile come punto d’interscambio raggiunto il centro del
paese.
Dove potrebbe essere creato il parcheggio,
non lontano da Piazzetta San Pietro
Sarebbe utile approfittare anche dei terreni
prospicienti questo tratto di strada anche per allargare la carreggiata se
necessario.
Inoltre, il senso unico di percorrenza sarebbe agevolato dalla possibilità di
poter creare un percorso circolare, tramite via Eduardo Scarpetta:
questa strada, infatti, sbuca da una parte in via Sandro Pertini, dall’altra,
mediante una discesa, proprio in via De Filippo.
In alto, l’ingresso di via Eduardo
Scarpetta da via Eduardo De Filippo. In lontananza si può scorgere la sbarra
che tiene chiusa la discesa alle auto.
In basso, l’ingresso della strada da via Sandro Pertini. Fonte Apple Maps
Ora questa uscita è bloccata da una sbarra, ma se si
permettesse l’uso pubblico della strada (e quindi l’eliminazione della sbarra)
si potrebbe benissimo imporre il senso unico a uscire su via Pertini e
quindi creare un percorso circolare antiorario.
Il percorso circolare che si verrebbe a creare
Il senso unico su via De Filippo è utile da imporre,
come detto, fino a via Giuseppe Verdi: qui infatti vi sarebbe il collegamento con
via Lavinaio; ma questo permette soprattutto di poter creare una sede
pedonale. La strada infatti fin qui si alterna tra i 3 e i 6 metri di
ampiezza, e con un solo senso di percorrenza sarebbe possibile creare una sede
pedonale a regola d’arte.
C’è però un tratto di strada dove anche con il senso
unico di percorrenza non è possibile creare una sede pedonale, e sono proprio i
primi 150m di via Eduardo De Filippo, dove purtroppo la strada è talmente
stretta che non permetterebbe comunque di creare una sede pedonale.
Dato che il passaggio dei pedoni qui è inevitabile, essendovi diverse
abitazioni, l’unica accortezza possibile è quella di creare in questo tratto
una Zona 30, ovvero una zona dove il limite massimo di velocità è
30km/h (qualcosa da dover imporre anche per il tragitto iniziale di via
Giuseppe Garibaldi).
In questo modo, si garantirebbe il più possibile la convivenza del traffico con
il circostante; e questo non inficerebbe sul traffico dato che si tratta di una
riduzione minima rispetto al limite urbano di 50km/h già presente ma che è
fondamentale per la zona.
Da via Giuseppe Verdi in poi, invece, è possibile
imporre il doppio senso di percorrenza, così come in via Verdi.
Qui, in via Verdi, terminerebbe il senso
unico di percorrenza di via De Filippo
Arriviamo infine a via Luigi Pirandello.
Innanzitutto, proprio tra questa via e via Verdi c’è una strozzatura a
“soli” 6 metri di ampiezza per via De Filippo, cosa che permette il doppio
senso di percorrenza ma non la sede pedonale.
Per poter costruirne una, però, si potrebbe interloquire con le proprietà
insistenti in questo breve tratto: infatti, qui sono presenti tutte proprietà
con ampi giardini d’ingresso, per cui è possibile richiederne un lembo per
appunto per creare uno o due fila di marciapiedi.
Queste potrebbero essere le proprietà con
cui interloquire per allargare la strada.
Ora, giunti a via Pirandello, questa attualmente è
solo una strada chiusa, ma potrebbe essere molto importante perché potrebbe
essere collegata direttamente a via Sandro Pertini.
Su via Sandro Pertini, infatti, è presente vicino la Farmacia San Francesco una
strada privata molto larga: via Rodolfo Morandi.
In alto, l’ingresso di via Rodolfo
Morandi. In basso, il suo capolinea. Fonte Google Maps
Questa strada, che permetterebbe sia il parcheggio sia
la sede pedonale, è ad ovest di via Pirandello, e tra le due vie vi è solo un
terreno.
Anche via Luigi Pirandello è larga abbastanza per essere a doppio senso di
percorrenza e una sede pedonale.
In alto,
l’ingresso di via Luigi Pirandello. In basso, il suo capolinea. Fonte Google
Maps
Con questi presupposti, collegando queste due strade
si otterrebbe una strada di collegamento tra via Sandro Pertini e via
Eduardo De Filippo, ma a differenza delle altre sarebbe molto più
larga, e con il collegamento tra via Verdi e via Lavinaio potrebbe diventare la
vera uscita da Calvizzano, specie dalla zona delle Cooperative e specie
per grandi mezzi come gli autobus, permettendo quindi anche quei percorsi di
ritorno sulla tratta Qualiano-Napoli che oggi sono preclusi a Calvizzano.
Il totale dei lavori da effettuare in questo tratto
2)
Via Lavinaio – Via Alessandro Scarlatti
Soffermiamoci ora sulle vie sul lato destro di via De
Filippo, a partire da via Lavinaio.
Sappiamo già che, come previsto dal PUC, questa sarà
collegata fino a via Giuseppe Garibaldi, e che attualmente è bloccata dalla
tubatura dell’Acqua Campania.
Sopra, le opere previste dal PUC attuale,
Tavola 15. Sotto, lo stato attuale di via Lavinaio, con la conduttura acquedotto che la
blocca
"Fondamentali saranno via Giuseppe Verdi e
via Alessandro Scarlatti: la prima è già collegata a via Lavinaio, la
seconda sarà collegata a quest’ultima secondo il PUC. Verranno collegate anche via
Pietro Mascagni e via Gioacchino Rossini.
Sarebbe utile a questo punto collegare via Lavinaio anche via Giacomo Puccini, che è divisa da via Lavinaio da un appezzamento di terreno".
Come detto precedentemente, via Giuseppe Verdi è il
punto in cui terminerebbe il senso unico di percorrenza di via Eduardo De
Filippo, e per questo sarà, com’è già, a doppio senso di percorrenza per poter
uscire in via Garibaldi.
Ora, l’unica accortezza da dover prendere è per la sede pedonale: la
larghezza della strada infatti permette o il parcheggio dei residenti o la sede
pedonale. Per voler creare quest’ultima, quindi, si sarebbe costretti a imporre
il divieto di sosta lungo tutto la via.
Non tutto il male però viene per nuocere: se si volesse andare verso questa
direzione, secondo il PUC proprio vicino via Verdi ci dovrebbe essere un
ampio parcheggio, poiché lì vi sarebbe, sempre secondo il PUC, un’ampia
area verde.
L’area verde e il parcheggio previsti dal
PUC, Tavola 15
Volendo, in assenza di questa opzione, sarebbe
possibile creare un parcheggio proprio in via Verdi per i residenti: a
circa metà della strada, vi sono degli appezzamenti di terreno, e acquisendo
uno di questi sarebbe possibile creare gli spazi di sosta necessari.
In rosa, il parcheggio previsto dal PUC;
in azzurro, il parcheggio che si potrebbe costruire per i residenti in sua
sostituzione
In via Lavinaio, inoltre, sarebbe molto utile interrare
finalmente l’acquedotto e liberare la parte restante di strada: terminando
infatti il rifacimento si otterrebbe il modo di poter uscire da via Garibaldi
su via De Filippo senza passare da via Verdi; infatti basterebbe imporre dal
collegamento con via Garibaldi fino a via De Filippo a senso unico a uscire
verso via De Filippo. Questo, con via Verdi, permetterebbe anche di avere
un percorso circolare.
Per quanto riguarda via Scarlatti, infine, il suo
allargamento permetterebbe il doppio senso di percorrenza, e quindi di
poter raggiungere via Garibaldi da Qualiano-Villaricca senza far ricadere tutto
il traffico d’uscita, ancora una volta, su via Verdi.
Il totale dei lavori da effettuare in
questo tratto
3) Via
Alessandro Scarlatti – Via Giuseppe Di Vittorio
Continuiamo col percorso: dopo via Scarlatti,
all’altezza di via Francesco Cilea, si presenta un’ulteriore strozzatura,
ma il PUC ha già previsto un allargamento della strada acquisendo un lembo dal
terreno che lambisce la strada in questa parte curva di strada.
Il tratto da allargare, come previsto anche dal PUC
Per il resto del tragitto, la strada è abbastanza
ampia da poter costruire una sede pedonale.
Arriviamo a via Otto Marzo e via
Giuseppe Di Vittorio: quest’ultima è pubblica e collega via Pertini e
via De Filippo, mentre via Otto Marzo è teoricamente collegata a via De Filippo
ma in realtà questo collegamento è bloccato nell’ultimo tratto.
L’ingresso di via Giuseppe Di Vittorio.
Fonte Apple Maps
In alto, l’ingresso di via Otto Marzo. In
basso, dove si blocca la strada. Fonte Apple Maps
Liberando questo collegamento, sarebbe possibile
creare un percorso circolare che permette di gestire il flusso di
traffico in questo tratto di via De Filippo, con via Di Vittorio a senso
unico a entrare e via Otto Marzo a senso unico a uscire su via
Sandro Pertini.
Infine, tra via Otto Marzo e via Giuseppe Di Vittorio,
sarebbe ulteriormente da allargare la strada, per permettere agevolmente
il doppio senso con una sede pedonale.
Il tratto da allargare
Il totale dei lavori da effettuare in
questo tratto
4) Via
Giuseppe Di Vittorio – Via Santa Maria a Cubito
Arriviamo infine all’ultimo tratto di via De Filippo:
qui la strada sostanzialmente è impraticabile: sbarrata, è
comunque una strada stretta tra gli appezzamenti di terra.
In alto, l’ingresso del tratto finale. Si
può notare la sbarra aperta.
In basso, la strada nell’ultimo tratto. Fonte Google Maps
Questa poi sbuca in via Pietro Calamandrei e da
qui arriva all’incrocio su via Santa Maria a Cubito,
letteralmente sul confine tra Calvizzano e Villaricca.
L’incrocio in cui sbuca via Pietro
Calamandrei. Fonte Google Maps
Ebbene, acquisendo (laddove non fosse pubblica) ma
soprattutto allargando questo tratto di strada e il tratto di via Calamandrei
in modo tale che sia a doppio senso di percorrenza (con sede pedonale), si
creerebbe totalmente una viabilità parallela a quella attuale di
Calvizzano.
Un percorso che permetterebbe di bypassare il centro
di Calvizzano per uscirvi, che permetterebbe in generale di poter guadagnare
l’uscita dal paese in modo più gestibile per il traffico in direzione Napoli, e
una strada che permetterebbe anche altri progetti, come ad esempio una pista
ciclopedonale al posto della sede pedonale da via Santa Maria a Cubito a
via Giuseppe Verdi.
Il totale dei lavori da effettuare in
questo tratto
In conclusione, via Eduardo De Filippo è una strada
con molte potenzialità, che richiede certo degli investimenti ma che, una volta
fatti, permetterebbero decisamente di risolvere molti problemi della viabilità
di Calvizzano, certamente quelli principali.
Gianpaolo Cacciapuoti
Repetita iuvant
In conclusione, le riflessioni e le proposte presentate
in questo articolo vogliono essere esclusivamente uno strumento di stimolo e di
discussione, non certo un piano tecnico né tantomeno un progetto esecutivo. Il
nostro non è il punto di vista di progettisti, ingegneri o urbanisti, ma quello
di un blog di studio e di approfondimento che osserva il territorio, ne
analizza le criticità e prova a immaginare possibili scenari di miglioramento.
Ribadiamo ancora una volta che si tratta di ipotesi,
spunti di ragionamento, idee aperte, che richiederebbero inevitabilmente
approfondimenti tecnici, valutazioni economiche, confronti istituzionali e,
soprattutto, un dialogo costante con i cittadini e i proprietari coinvolti.
Nessuna delle proposte nasce con l’intento di imporre soluzioni o di ledere
diritti individuali, ma con l’obiettivo di contribuire a una riflessione più
ampia sul futuro della viabilità e della vivibilità di Calvizzano.
Se questo articolo, come quelli precedenti, riuscirà
anche solo ad accendere un confronto costruttivo, a sollevare domande o a
stimolare l’attenzione su un tema che da anni condiziona la vita quotidiana del
paese, allora avrà raggiunto il suo scopo. Il PUC è uno strumento fondamentale
per immaginare il domani di Calvizzano: parlarne, discuterne e proporre idee,
anche da semplici cittadini o studiosi del territorio, è un primo passo verso
una comunità più consapevole e partecipata. Le decisioni finali spettano a chi
amministra il paese.
G.C.