L’idea di prolungare via dell’Indipendenza, la strada
su cui ha sede l’Idro-Tech, fino a farla confluire su via Eduardo De Filippo, prevista
nella proposta di Piano Urbanistico Comunale (PUC) dell’ex amministrazione
guidata dall’ex sindaco Salatiello (deceduto a luglio 2017) è senza dubbio
positiva. Una soluzione capace di alleggerire in modo significativo il traffico
cittadino, evitando ai veicoli provenienti dall’ex via Commone la strozzatura
del tratto iniziale di via Garibaldi, all’altezza della Madonnina.
Un’ipotesi non solo utile, ma anche attuabile: le
risorse economiche c’erano. Il vero punto debole, però, era di natura
urbanistica. Per realizzare l’opera sarebbe stata necessaria una variante,
poiché l’area interessata risulta classificata come verde attrezzato
nell’attuale strumento urbanistico approvato dagli ex Commissari straordinari.
Eppure, come emerge chiaramente dal reportage di
Gianpaolo Cacciapuoti, nel PUC vigente una soluzione alternativa è già
tracciata nero su bianco. Il piano prevede infatti una strada di collegamento
da via Garibaldi verso la zona dove ha sede la società De Clemente
(autosoccorso e soccorso stradale), per poi proseguire su via Verdi e sulle
traverse di via Eduardo De Filippo. Un tracciato che, di fatto, esiste già:
oggi è semplicemente ricoperto da erbacce e sterpaglie, ma basterebbe
allargarlo e asfaltarlo per renderlo pienamente funzionale.
Non solo, nel PUC è previsto anche il collegamento con tutte le traverse di
via Eduardo De Filippo (via Scarlatti, via Cilea, ecc.) che avrebbero tutte una
doppia uscita. Insomma, tutto era già previsto, senza necessità di varianti o
forzature urbanistiche: occorreva soltanto programmare e avviare l’iter.
Ed è qui che nasce l’interrogativo politico e amministrativo: perché in cinque anni e quattro mesi di consiliatura Pirozzi nessuno ha pensato di mettere mano a questa soluzione? A quest’ora il paese avrebbe potuto contare su una valida alternativa alla viabilità principale, oggi diventata insostenibile e caotica, soprattutto nelle ore di punta.
![]() |
| Il punto dove termina via Verdi |
Il pensiero corre inevitabilmente ai circa otto mesi di autentica “via Crucis” vissuti dagli automobilisti per la chiusura di via Vittorio Emanuele III, interdetta al traffico dal 15 febbraio 2024 per un palazzo pericolante e riaperta solo all’inizio di febbraio dello stesso anno. Un’emergenza che ha messo a nudo tutta la fragilità del sistema viario cittadino e l’assenza di percorsi alternativi pronti all’uso.
Questa volta, quindi, al di là del fatto che il nuovo strumento urbanistico, a nostro avviso, resta scadente sulla viabilità, non si tratta di mancanza di strumenti o di progetti, ma di scelte non fatte. Il PUC indicava la strada. Letteralmente. Sta ora alla politica decidere se continuare a inseguire le emergenze o iniziare, finalmente, a governare il territorio con visione e programmazione.


