Calvizzano. Piano Urbanistico Comunale, al suo interno anche ottime soluzioni (finora inapplicate): il caso via Lavinaio-via Garibaldi, una panacea per il traffico cittadino
Reportage di Gianpaolo Cacciapuoti
Come è ormai noto, in questi giorni si parla
dell’avvio della revisione del PUC, lo strumento di programmazione con
cui si disegna il futuro urbanistico del paese.
In un articolo precedente, sono state fatte alcune
proposte da poter inserire nella revisione per risolvere alcune problematiche
della viabilità di Calvizzano, tra il Centro storico, l’ingresso al paese e la
zona delle Cooperative.
Nonostante ci sia molto da poter aggiungere per
migliorare la viabilità calvizzanese, nel PUC oggi vigente non mancano
assolutamente soluzioni molto valide per migliorare la vivibilità del traffico;
e con questo articolo vi voglio parlare proprio di una soluzione presente nel
PUC molto facile e soprattutto fondamentale per liberare il paese da parte del
traffico.
Parliamo della zona di via Eduardo De Filippo,
quella storicamente chiamata via Commone, per la masseria omonima. Lungo
questa strada si è l’inurbamento residenziale si è sviluppato in modo spontaneo,
con un dedalo di strade che si sono formate e popolate in modo più o meno
denso.
Dalla Tavola 7 del PUC, si può notare come
la maggior parte delle abitazioni nate lungo via Eduardo De Filippo è nata tra
il 1975 e oggi, con alcuni palazzi costruiti tra gli anni 50’ e 70’ all’imbocco
di Piazzetta San Pietro
Via Eduardo De Filippo sbuca in piazzetta San Pietro e
su via Santa Maria a Cubito, tra Calvizzano e Qualiano; quest’ultimo tratto
però per ora è inagibile e per questo quindi l’intera area abitata di
queste zone ha una sola valvola d’uscita, ovvero il centro di Calvizzano.
Questo comporta diverse problematiche di traffico, e la prima è proprio il
traffico sulla stessa strada: via Eduardo De Filippo, a causa degli
inurbamenti spontanei, ha dei tratti in cui subisce delle vere e proprie
strozzature, con tratti che da 6 metri scende a 3 metri di larghezza.
Esempio: nel tratto iniziale, dall’imbocco
di piazzetta San Pietro, la strada è ridotta allo spazio di una sola auto.
Fonte Apple Maps
Questo causa problemi sia per le auto, dato che
essendovi una sola via d’uscita praticabile la strada non può che essere imposta
a doppio senso di percorrenza ma con tratti in cui non vi è lo
spazio per questo, ma anche per i pedoni, dato che non solo di per sé
la strada non ha sedi pedonali ma in particolare in queste
strozzature rende il passaggio dei pedoni ancora più complesso.
Il risultato di queste strozzature è
evidente in questa foto: le auto devono alternare con fatica il passaggio per
il senso di percorrenza. Fonte Google Maps
La seconda problematica, è sul traffico sulla viabilità
principale di Calvizzano: questa infatti, giocoforza, deve subire il
traffico di via Eduardo De Filippo, perché il traffico proveniente da lì può
solo sfogare su via Sandro Pertini-via Conte Mirabelli.
Infine, figlia della problematica precedente, è il traffico
per uscire in direzione Napoli: come si sa bene, a Calvizzano l’unica via
d’uscita verso Napoli è via Garibaldi, una strada ex-carrettiera
di meno di 3 metri di ampiezza, che sostiene tutto il traffico in uscita per
raggiungere Via dell’Indipendenza e giungere sul Corso Italia.
Via Garibaldi. Su di essa insiste tutto il
traffico in uscita da Calvizzano in direzione Napoli. Fonte Apple Maps
Questa strada, in particolare, non può che essere
rimpinguata oltremodo dal traffico proveniente dalle aree della ex-via Commone,
poiché con la viabilità esistente, nonostante l’area si estenda fino alle
pendici del Lagno, non ha alcun’altra via d’uscita.
In poche parole, gli abitanti dell’area di via
Eduardo De Filippo sono in un cul-de-sac, costretti per primi a
subire traffico sia sulla strada in cui abitano, sia sulle strade in cui
giungono, fino all’uscita del paese. Uno dei simboli più autentici della
problematica viabilità locale.
Eppure, almeno in passato, si era pensata a una
soluzione: tra la prima amministrazione Pirozzi e l’amministrazione Granata
furono spesi 180mila € per il rifacimento di via Lavinaio (anticamente
chiamata Strada Cupa Lavinaio Grande), una strada che proprio da via De
Filippo arriva fino al confine con Villaricca, in Strada vicinale Palmentata.
Via Lavinaio, chiamata Cupa Lavinaio
Grande, nel PRG del 1982
Questa strada, secondo una ottima visione d’insieme,
doveva infatti collegare l’area con la strada sull’Alveo dei Camaldoli,
e in questo modo avrebbe liberato la viabilità principale di tutto il traffico
specialmente indirizzato verso Napoli, dato che avrebbe avuto modo di
utilizzare la strada sul Lagno per raggiungere il Corso Italia. L’intenzione
però fu ostacolata da due cose: innanzitutto, il tratto finale rimase senza
ponte per superare l’alveo e raggiungere la strada, un onere che al tempo
si disse doveva spettare al Comune di Villaricca e ai suoi fondi PIT (Piano
Integrato Territoriale), e che comunque richiedeva un parere e un’attenzione
regionale data la competenza sull’alveo; a questo poi si è aggiunto che tra il
2009 e il 2010 ci furono scavi per la posa di tubature e la ditta incaricata
da Acqua Campania lasciò la tubatura dell’acquedotto posata sul suolo stradale,
anziché interrarla.
Da allora, ben 16 anni, non c’è stata alcuna rimostranza nota da parte delle
istituzioni locali, e quindi la strada è rimasta in queste condizioni,
senza rifarsi sulla ditta che ha creato il danno; una scelta anche
comprensibile considerato il mancato ponte ma che comunque non riduce l’entità
del mancato collegamento (e anche della spesa affrontata).
Sopra, lo stato di via Lavinaio oggi, con
la tubatura di Acqua Campania lasciata posata sulla strada. Sotto, il
collettore fognario sopra cui doveva sorgere il ponte per la strada del lagno
Il PUC, redatto nel 2020 dalla triade commissariale,
ha in esso però una soluzione per il traffico di via Eduardo De Filippo che
sfrutta proprio via Lavinaio senza ricorrere all’interramento della tubatura di
Acqua Campania e al ponte sul Lagno: attraverso il tratto successivo alla
tubatura, collegare le vie presenti in zona fino a via Garibaldi.
La programmazione del PUC, Tavola 15. In
rosso le strade che dovrebbero essere costruite. Come si può notare, da via
Garibaldi si arriva in via Lavinaio, da cui si può raggiungere anche via
Eduardo De Filippo
Il collegamento dovrebbe avvenire attraverso una
traversa di via Garibaldi, dov’è presente il Soccorso Stradale De
Clemente. Questa traversa, infatti, arriva a costeggiare via Lavinaio
(che infatti in un tratto confina col muro di cinta dell’attività) e tra le due
strade, specie in un particolare punto, c’è una differenza di altitudine
molto molto piccola, che può essere facilmente ripianata.
La traversa di via Garibaldi in cui si
raggiunge il Soccorso Stradale De Clemente. Fonte Apple Maps
Il tratto della traversa che costeggia via
Lavinaio. Come si può vedere nel riquadro rosso, il tratto in quel punto è
sostanzialmente allo stesso piano di via Lavinaio, quindi ha bisogno di poco
lavoro per poter permettere il collegamento in piano
In questo punto, quindi, acquisendo e
allargando la traversa, sarebbe possibile collegare le due arterie.
Come si vede nel PUC, si ipotizza anche un’altra
arteria, che è semplicemente il rifacimento e allargamento di via Alessandro
Scarlatti e del suo prolungamento verso via Francesco Cilea e via Gioacchino
Rossini; ma in verità ciò non è necessario per rendere questo
collegamento già operativo: quando infatti è stata rifatta via
Lavinaio, le traverse che confinano con essa sono state collegate alla strada.
In particolare, via Giuseppe Verdi è una strada molto
larga, e avrebbe una buona tenuta di traffico per poter sbucare su via Lavinaio
e, da lì, in via Garibaldi.
In alto, come si presentava il collegamento di via Giuseppe Verdi a via Lavinaio alla sua ultimazione. In basso, com’è oggi. Fonte Google Maps
Particolare della condizione attuale: c’è
solo una rete che potrebbe essere spostata
Questo collegamento, per mera inutilità della strada
per gli eventi sopracitati, è semplicemente abbandonato all’incuria, ma il
ripristino farebbe ottenere buona parte del risultato indicato nel PUC.
Un’operazione quindi che risulterebbe economicamente
molto semplice: a conti fatti, ci sarebbe stato bisogno solo di acquisire
la traversa, che è già programmata nel PUC, effettuare la messa in piano e
riasfaltare le strade; un’operazione soprattutto in termini di scartoffie e
burocrazia contenutissima perché non richiede varianti. Peccato
che non sia stata messa in opera finora.
Quel che possiamo augurarci, è che venga applicata il
prima possibile; e dato che il tempo dell’attuale amministrazione è agli
sgoccioli possiamo augurarci soprattutto che questa sia una delle attenzioni
del prossimo sindaco di Calvizzano.
Un collegamento del genere potrebbe non solo fare il
favore degli abitanti in zona… Ma di questo ne parleremo un’altra volta.
Gianpaolo Cacciapuoti