Prosegue la rubrica “I Sabati di Cultura” con un’esclusiva Calvizzanoweb: le foto degli scavi del 2007 della Chiesa di San Giacomo Apostolo. Tra i ritrovamenti, i resti della villa romana
Grazie all’impegno dell’appassionato di archeologia Giovanni
Liccardo, sono state recuperate delle preziosissime immagini dell’area
archeologica della Chiesa di San Giacomo Apostolo, l’antica
chiesa di Calvizzano che si trovava ai confini con Marano. Liccardo ha messo a
disposizione queste fotografie, da lui stesso scattate e gelosamente custodite
nel tempo, offrendoci così una testimonianza visiva di grande valore storico.
Si tratta di una Chiesa tra le più antiche della
Provincia di Napoli, risalente almeno al X secolo d.C. e una delle prime chiese
del culto di San Giacomo in Europa, agli inizi del XIX secolo fu abbandonata e
la sua parrocchia spostata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, al centro
del Paese.
Dopo l’abbattimento degli anni ’80, l’area, di pregiatissimo
valore archeologico, rimase sostanzialmente coperta fino al 2007: all’epoca
venne infatti costruita via Raffaele Granata, la strada che, da
via Giovanni Falcone a Marano, porta fino alla Circumvallazione Esterna a
Villaricca. Fatta costruire dal Comune di Marano, doveva diventare
la futura sede del MicroMetrò, il tram leggero che, negli anni
2000, avrebbe dovuto collegare Marano, Mugnano, Calvizzano e Villaricca alla
Metropolitana di Napoli.
Come si può notare dalle foto satellitari, parte del tratto della strada è
stato costruito sulla chiesa di San Giacomo Apostolo.
Per effettuare quindi i lavori della strada, l’area
della chiesa è stata riscavata per recuperare i resti archeologici nell’area di
cantiere.
Dalle foto, si può notare la pianta della chiesa, a unica navata con abside.
Tra i ritrovamenti avvenuti c’era il
torchio della villa romana su cui fu costruita la chiesa (villa forse
appartenente al centurione Caio Nummio Costante, la cui tomba fino al
XVII secolo fu presente nei pressi della chiesa, prima di essere distrutta dai
tombaroli).
Il torchio, dopo la nascita della
chiesa, è stato utilizzato come acquasantiera.
Negli scavi, è stata scoperta anche una vasca e
delle tombe, risalenti ai primi secoli dopo Cristo.
Infine, una peculiarità: parte degli affreschi
della villa sono stati utilizzati come materiale di costruzione per la chiesa.
Su alcune pietre infatti erano ancora presenti parti delle pitture.
Di questi ritrovamenti, alcuni sono stati conservati
al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, altri elementi sono stati
invece nuovamente ricoperti; e infine parte degli scavi è andato coperto in
modo definitivo per il passaggio di via Raffaele Granata, come la vasca e parte
della chiesa.
Gianpaolo Cacciapuoti