Di storie fantastiche Mugnano ne ricorda poche e tra
queste ce n'è una che all'inizio degli anni ottanta fece scalpore. Se vogliamo
dirla alla De Andrè, accadde che, di bocca in bocca di strada in strada, volò
la notizia in quanto a Mugnano, in Via Leopardi, una famiglia ospitava un gatto
alquanto strano. Accorsero le autorità, con in testa il sindaco di allora, le
forze dell'ordine, nonché i servizi veterinari d'ogni genere. Una folla di
gente si aggirava nei dintorni della casa, tenuta lontana dai carabinieri. Si
mossero supposizioni su supposizioni e si giocarono al lotto centinaia di lire,
considerato che l'euro era ancora da venire. I media si recarono in loco, la TV
diede la notizia e alcuni rotocalchi misero in stampa la strana novella. La
storia andò avanti per giorni, un via vai di gente curiosa in processione pur
di vedere e di capire di cosa si trattasse. Si sprecarono parole e trattati
d'ogni filologia e coloro che erano affetti da ailurofilia furono finalmente
soddisfatti quando un timido comunicato asserí che il povero micio era
malformato. Tutto qui, non c'era nulla di fantastico, nulla di misterioso,
nulla di romanzesco, solo una sfortunata faccenda di un gatto affetto da chissà
quale malattia. Passarono ancora alcuni giorni, poi spenti i rifletterori tutto
finì. Ne resta solo il ricordo di qualcuno, come quello dello scrivente.
Testi di Carmine Cecere
