Mugnano-Calvizzano-Marano. Via San Giacomo liberata: negli anni ’90 il caso del “muro vegetale” che isolò la strada storica

 

Foto Archivio Davide Fabris

Alla fine degli anni Novanta, Via San Giacomo fu al centro di un caso tanto singolare quanto emblematico di incuria amministrativa. Per diverso tempo, l’antica strada risultò completamente ostruita da una fitta barriera di sterpaglie all’altezza dell’asilo, proprio all’imbocco con Via Di Vittorio. Questo “muro vegetale”, cresciuto nell’indifferenza generale, trasformò l’area in un pericoloso accumulo di rifiuti e in un rifugio per pantegane, che arrivarono a invadere anche il giardino della scuola.

La situazione, documentata da una fotografia dell’epoca, oggi unica testimonianza visiva di quel degrado, suscitò preoccupazione tra i residenti, ma non trovò immediata risposta nelle istituzioni. A sbloccare l’impasse fu l’intervento deciso dell’associazione N’Azione Napoletana, che presentò un sollecito urgente all’amministrazione comunale di Mugnano.

Grazie all’impegno del presidente, dott. Federico Vastarella, dello storico Davide Fabris e del docente Alfio Fabris (1935–2020), la strada venne finalmente liberata. L’operazione non rappresentò solo la risoluzione di un problema igienico e urbano, ma contribuì anche alla riscoperta del valore storico di Via San Giacomo.

L’antico tracciato, infatti, è riconducibile a un tratturo di collegamento tra Napoli e Cuma in epoca preromana e successivamente integrato nella rete della via consolare campana. Un intervento nato come azione di denuncia civica si trasformò così in un momento di valorizzazione del patrimonio storico locale, restituendo dignità e funzione a una strada dimenticata.

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