Futura, crepe interne e nodi politici: il caso Musella-Pirozzi va oltre le apparenze

 

Da sinistra: l'ex sindaco Pirozzi con Peppe Anatrella di Movimento Futura, ex segretario del Pci a Marano negli anni '80

Un’analisi delle tensioni interne al Movimento Futura e delle distanze politiche tra Musella e Pirozzi. L’articolo rappresenta indirettamente anche una risposta alle posizioni espresse sui social da Gregorio Silvestri, spesso intervenuto in difesa dell’ex sindaco.

Il Movimento Futura, un tempo forte di un consenso tutt’altro che marginale, oggi appare attraversato da tensioni interne che non possono essere liquidate come semplici divergenze fisiologiche. Se diversi componenti hanno progressivamente preso le distanze, è evidente che le ragioni vadano ricercate in dinamiche politiche più profonde e non in episodi isolati. Nelle liste civiche è normale che convivano sensibilità differenti, spesso tenute insieme da un programma elettorale condiviso. Tuttavia, il caso che vede protagonisti Musella e l’ex sindaco Pirozzi presenta caratteristiche diverse. Tra i due esiste un rapporto personale consolidato, frutto di una vecchia amicizia ma anche di collaborazioni amministrative (Musella, durante la consiliatura Pirozzi 2003-2008 è stato componente del nucleo di valutazione), ma è sul piano delle scelte concrete che emerge una distanza sempre più marcata. Nel corso dell’attuale consiliatura, i momenti di confronto tra Musella (affiancato sempre da Peppe Anatrella, segretario del Pci a Marano negli anni ’80: si è sempre opposto alle destre autoritarie e a favore delle classi deboli) e Pirozzi non sono mancati. Diverse proposte sono state avanzate, ma il risultato più concreto ottenuto è stato il solo question time. Un bilancio che lascia spazio a più di una riflessione sull’effettiva capacità di incidere nelle decisioni amministrative. Emblematico è stato l’ultimo intervento in aula consiliare, in occasione della presentazione dei redattori della revisione del PUC. In quella sede, Musella ha avanzato alcune proposte precise, alle quali ha replicato direttamente l’ex sindaco. Un confronto che, però, non ha prodotto alcuna sintesi politica: Musella ne è uscito profondamente insoddisfatto, come da lui stesso riferito. Tra i punti qualificanti posti da Musella come condizione per un eventuale ingresso in una lista guidata da Pirozzi, spicca la realizzazione di un polo culturale all’interno dell’edificio ex IPAB. Una proposta che, allo stato attuale, appare difficilmente praticabile, a meno di rinunciare alla costruzione della nuova caserma dei carabinieri in altra sede: ipotesi che sembra, a sua volta, poco percorribile. Non meno rilevante è la richiesta di destinare a edilizia popolare o ad altri usi sociali, o ad alloggi per i carabinieri, un immobile di tre piani acquisito al patrimonio comunale, in linea con quanto già indicato nel programma elettorale di Musella. Anche su questo punto, però, resta aperto un interrogativo sostanziale: se il confronto su questi temi non ha prodotto risultati nell’attuale consiliatura, cosa dovrebbe cambiare nella prossima?

La domanda è inevitabile: in caso di una vittoria elettorale di Pirozzi, queste istanze troveranno finalmente spazio o resteranno ancora una volta sulla carta? Tutto è possibile, ma la credibilità politica passa attraverso un passaggio chiave: l’inserimento chiaro e vincolante di tali proposte nel programma elettorale.

È qui che si gioca la partita vera. Il resto, più che politica, rischia di restare semplice teoria.

 

Visualizzazioni della settimana