Conferenza «Pensare la città», l’assessore regionale ai Trasporti Casillo: “EAV, problema complesso”. Obiettivo futuro potenziare le linee
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Dopo l’intervento dell’assessore Cosenza, è stato il turno dell’intervento dell’Assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo, il primo assessore al ramo dopo dieci anni.
La domanda postagli da Emilia Leonetti
dell’associazione Vivoanapoli, organizzatrice dell’evento, riguardava il
modo di cambiare il funzionamento di EAV e delle sue linee.
«Trasporti: il 40% a Napoli, ma si sono
ridotti i passeggeri soprattutto in provincia»
Casillo è partito dall’elogiare la condizione attuale
dei Trasporti a Napoli, frutto sia della programmazione passata sia del lavoro
della corrente amministrazione.
Parte proprio da Napoli con il suo discorso perché, dati alla mano, afferma che
«il 40% del trasporto pubblico è verso Napoli». Da qui però parte proprio
l’analisi del problema dei trasporti in provincia, specie di competenza EAV e
specie le linee vesuviane.
«Nel 2014 le linee vesuviane trasportavano 37 milioni di persone, oggi 26»,
afferma Casillo. Un dato che indica in modo preoccupante la perdita d’efficacia
dei mezzi pubblici, che oggi sono sostituiti dal mezzo privato.
«Napoli-Piedimonte Matese, in alcune
stazioni anche solo 30 persone al giorno; ma non va chiusa, anzi va potenziata»
Il discorso di Casillo, però, non si limita solo alle
linee Vesuviane, e anzi cita la Napoli-Piedimonte Matese, dove i lavori in
corso di potenziamento della linea hanno causato un aumento dei tempi di
percorrenza e una drastica riduzione della sua frequentazione.
«Abbiamo fatto fare un’indagine di frequentazione e ci
sono stazioni che hanno anche solo 20-30 persone al giorno», afferma
Casillo; ma vede questo dato come sintomo di qualcosa da curare, non come
tendenza da confermare.
«C’è chi mi potrebbe dire di chiudere a questo punto la linea; mentre io dico
che invece vanno fatti gli investimenti per farla funzionare e farla
potenziare», dice infatti l’ingegnere ed assessore regionale.
Non è mancato anche un passaggio sulla Napoli-Benevento, che è ancora
interrotta e che viene presa ad esempio per «dare più attenzione a linee che
sembra facciano meno titoli ma aiutano il trasporto locale».
«EAV: non solo treni, ma da 125 treni in
funzione siamo arrivati a soli 47. Il primo treno in esercizio verso Giugno
2026, copertura completa per il 2027»
Parlando di EAV, Casillo ha voluto fare il punto della
situazione ricordando che lo scopo (e gli eventuali problemi) dell’ente non si
limita al servizio ferroviario; ma certamente è importante: «Quando andavo
all’università c’erano 125 treni, oggi ce ne sono solo 47», afferma Casillo, «in
queste condizioni è difficile garantire il servizio».
Si sta cercando in ogni modo anche di recuperare questa mancanza con i nuovi
treni, che hanno avuto molti ritardi a causa di contenziosi sulla gara e
rallentamenti della ditta aggiudicatrice, la Stadler.
«Siamo in contatto tutti i giorni con ANSFISA (l’ente regolatore per il
servizio ferroviario e il collaudo dei treni, ndr), speriamo di mettere
in servizio il primo treno nuovo entro giugno; mentre contriamo di avere tutti
e 56 treni entro il 2027», afferma l’assessore regionale.
Tuttavia, precisa Casillo, non è la soluzione a tutti i problemi, anche perché
i treni rimanenti in esercizio col tempo terminano il loro ciclo di vita, e
quindi la flotta delle linee vesuviane è destinata così a vedere solo una
sostituzione dei treni attualmente in servizio.
Per questo, Casillo afferma che si stanno cercando i fondi per acquistare
altri treni e arrivare di nuovo ai 125 treni di un tempo.
«Per dare un servizio ai cittadini,
bisogna partire dal quotidiano»
Il discorso dell’assessore si sposta poi sul resto
dell’infrastruttura ferroviaria, facendo anche una certa autocritica nel ruolo
di politico.
«A me, come tutti i politici, piace tagliare il nastro e inaugurare opere, come
la rottura del diaframma del tunnel della Linea 1 – afferma Casillo – ma ad
esempio a Pompei, dove andavo al liceo, la stazione è rimasta uguale a
trent’anni fa; e oggi ha anche infiltrazioni d’acqua».
«Su 155 stazioni, solo 10-15 sono state ristrutturate negli ultimi dieci
anni, quindi le altre hanno anche trenta o quarant’anni», dice Casillo.
Casillo continua parlando proprio di quanto sia
importante tutelare il normale funzionamento delle linee: «belle le Grandi
opere, bello il WiFi in stazione, ma bisogna vedere prima l’ascensore se
funziona, le scale mobili», dice.
Per questo, la Regione sta cercando di reperire i fondi anche per il restyling
delle stazioni; in vista anche di eventi come la visita di Papa Leone XIV a
Pompei il prossimo 8 maggio.
Proprio parlando del servizio, ha voluto soffermarsi
sul sistema di segnalamento, che è in corso di rinnovamento sulle linee
vesuviane; affermando come il suo mancato rinnovamento ha reso le linee anche
più lente: «Quando andavo al liceo avevo amici capotreno e i treni arrivavano a
95km/h, mentre oggi in alcune tratte si arriva anche a soli 50km/h»,
afferma l’assessore.
Inoltre, ricorda che sempre per garantire il servizio, dato che i nuovi treni
hanno più servizi e necessitano più potenza, è necessario anche fare lavori sulle
sottostazioni per renderle adatte ad alimentare correttamente i nuovi
treni, o altrimenti saranno sottopotenziati e comunque lenti.
Finora servizi non all’altezza in
provincia, gli obiettivi futuri
Parlando quindi della programmabilità, sulle linee EAV
Casillo afferma che l’obiettivo è raggiungere un servizio ordinario
all’altezza nei prossimi 2-3 anni, per poi porsi l’obiettivo di frequenza
dei treni sull’ordine dei 10-15 minuti, quasi concorrenziale alle linee
ANM.
In questa programmabilità non mancano centro gli interscambi;
e per questo Casillo cita proprio gli investimenti fatti finora sul tema
prendendo ad esempio il parcheggio della stazione di Castellammare;
dove però ha segnalato problematiche per il servizio fornito e i suoi costi,
che potrebbero essere fattibili per fini turistici ma non per i pendolari.
«Il mio obiettivo è fornire il servizio prima ai
pendolari, e quindi questi parcheggi devono servire prima loro», afferma
l’assessore regionale. Dicasi lo stesso per l’hub d’interscambio di prossima
apertura, ovvero quello di Pompei, dove la Regione spera di terminare
l’apertura per l’arrivo del Papa.
«Non rinnego quanto è stato fatto in passato e non do
colpe a nessuno per la condizione attuale», afferma Casillo che è stato parte
anche della precedente giunta, «ma se riusciremo a portare i 26 milioni di
passeggeri attuali ai precedenti 37 milioni ma anche arrivare a 40-45
milioni, vedremo un ampia riduzione del traffico», conclude.
Gianpaolo Cacciapuoti