Calvizzano, tra due passati e una sola speranza di cambiamento

 

Borrelli-Pirozzi

Calvizzano si trova davanti a una scelta che difficilmente può entusiasmare. Non è la sfida tra vecchio e nuovo, tra esperienza e rinnovamento. È, più semplicemente, il confronto tra due storie politiche lunghe, consolidate, entrambe radicate nel passato.

Pirozzi è il passato già provato. Oltre dieci anni da sindaco rappresentano un tempo più che sufficiente per essere giudicati. E il giudizio, per molti cittadini, è sotto gli occhi di tutti: una città che non ha compiuto quel salto di qualità atteso, che appare ancora lontana da una visione moderna e dinamica. Governare non significa solo amministrare l’esistente, ma trasformare. E quella trasformazione, nei fatti, non si è vista. Borrelli, a sua volta, non è certo una novità. La sua esperienza politica affonda le radici in circa quarant’anni di attività. Ha ricoperto ruoli importanti, ha lavorato molto, ha contribuito a portare risorse sul territorio. Anche lui, quindi, appartiene a pieno titolo a quella classe dirigente che da tempo anima la vita politica locale. Eppure, nonostante questo, esiste una differenza sostanziale. Borrelli non è stato ancora messo alla prova come guida della città. Non ha avuto tra le mani, in prima persona, la responsabilità piena del governo. Ed è proprio in questo spazio che si inserisce una possibilità. Non è il “nuovo” in senso anagrafico o politico. Ma può rappresentare, se lo vorrà e se ne sarà capace, un modo diverso di amministrare. Più aperto, più orientato al lavoro di squadra, più capace di valorizzare competenze anche esterne ai soliti schemi. È una scommessa, senza dubbio. Ma è anche l’unica vera speranza, per chi immagina una Calvizzano diversa e migliore, che qualcosa possa cambiare davvero. Resta un dato che non si può ignorare: questo è il parterre. Non ci sono alternative che incarnino pienamente una visione nuova e di rottura. La scelta è limitata, e proprio per questo ancora più significativa. Tra un passato già giudicato e un passato che può ancora sorprendere, la differenza sta tutta nella possibilità. Fragile, incerta, ma necessaria: quella di cambiare rotta.

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