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| Il viceprefetto Giovanni Lucchese |
Il punto, oggi, è uno solo: chiarire le
ragioni del cambio di regolamento avvenuto durante la gestione commissariale
del Comune di Calvizzano.
È attorno a questo passaggio che si è concentrato il
dibattito pubblico degli ultimi giorni, anche a seguito delle osservazioni dell’ex consigliera regionale ed ex presidente
della Commissione regionale Anticamorra, Carmela Rescigno (a febbraio scorso ha
lasciato la Lega di Salvini per aderire a Futuro Nazionale, il nuovo partito
politico fondato dal generale Vannacci, europarlamentare), che hanno posto l’attenzione sul piano dell’opportunità dell’intervento.
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| Carmela Rescigno fonte facebook |
Sotto il profilo normativo, non emergono elementi di incertezza: il commissario
prefettizio esercita i poteri degli organi ordinari dell’ente e, nell’ambito di
tali prerogative, può adottare anche modifiche regolamentari. Il provvedimento
è stato assunto dal viceprefetto Giovanni Lucchese (nominato dal prefetto di Napoli Michele Di Bari), incaricato della gestione
dell’ente in una fase di
amministrazione straordinaria e temporalmente limitata. In questo quadro,
l’attenzione si concentra esclusivamente sulle motivazioni e sul contesto amministrativo
che hanno accompagnato la decisione. Una ricostruzione puntuale, basata sugli
atti e sugli elementi istruttori, consentirebbe di definire con precisione i
termini della questione e di riportare il confronto su un piano strettamente
oggettivo.
Il chiarimento, in tal senso, rappresenta
uno strumento utile a garantire una piena comprensione dei fatti e a
consolidare un confronto fondato su elementi verificabili.