Dalla nuova scuola dell’infanzia, la più
importante opera pubblica degli ultimi quindici anni dopo la villa comunale
voluta dall’ex sindaco Giuseppe Granata, a una serie di interventi strategici: il
lavoro dell’ing. Amato ha restituito slancio e concretezza all’azione
amministrativa
Non solo la scuola dell’infanzia, ma una vera e
propria stagione di opere pubbliche. L’ingegner Giovanni Amato, sovraordinato
che ha operato al Comune per un periodo limitato ma estremamente incisivo, ha
lasciato un segno tangibile nel rilancio amministrativo e infrastrutturale
della città. La sua presenza, circoscritta a due mezze giornate settimanali, il
martedì e il giovedì, non ha
rappresentato un limite, ma piuttosto la dimostrazione di una straordinaria
capacità organizzativa e operativa. In piena sintonia con il responsabile
dell’Ufficio tecnico, l’ing. Lorenzo Tammaro, ha contribuito a imprimere una
svolta concreta all’azione amministrativa. Il cambio di passo si registra a
partire da aprile 2021. Fino ad allora, l’andamento dei lavori pubblici era
stato lento, ma con l’arrivo di Amato si assiste a una netta inversione di
tendenza. Nei primi sei mesi, il tecnico salernitano riesce a dare impulso a
numerosi interventi, progettando e avviando opere utilissime per il paese. Tra
queste figurano la palestra all’aperto accanto alla villa comunale, il
restyling della villa comunale don Peppino Cerullo, la manutenzione della
vecchia scuola dell’infanzia, la progettazione della tensostruttura e diversi
interventi di riqualificazione urbana. In questo contesto si inserisce la
realizzazione della nuova scuola dell’infanzia, considerata l’opera simbolo di
questa fase amministrativa. Ma il contributo dell’ing. Amato non si è limitato
alla progettazione. Durante il periodo della triade commissariale, è stato tra
i protagonisti nell’intercettare finanziamenti per milioni di euro, destinati a
opere fondamentali per il territorio: dagli infissi della scuola media Polo
alla riqualificazione di una parte dell’Alveo Fossa del Carmine, fino
all’asfaltatura di 25 strade cittadine e al recupero dell’ex Istituto Ipab di
via Ritiro. Insomma, un professionista instancabile, capace di coniugare
competenza tecnica e visione amministrativa, tanto da essere stato
soprannominato, non a caso, il sovraordinato con gli “attributi”. Anche dopo
quella esperienza, ha continuato a supportare l’ente, seguendo in particolare
le attività legate al PNRR e garantendo il rispetto delle tempistiche. Nel
giugno 2024, infatti, gli è stato affidato anche il servizio di formazione
specialistica e affiancamento del personale comunale proprio sui temi del Piano
nazionale di ripresa e resilienza, confermando ancora una volta la fiducia
nelle sue capacità. Oggi, guardando ai risultati raggiunti, appare evidente
come il contributo dell’ing. Amato abbia rappresentato un punto di svolta.
Opere concrete, progetti avviati e risorse intercettate: elementi che
raccontano di un lavoro silenzioso ma estremamente efficace, destinato a
lasciare tracce durature nel tempo.
Eppure, al di là del compenso professionale, viene
spontaneo chiedersi se un impegno di tale portata non avrebbe meritato anche un
riconoscimento pubblico, un encomio formale, un semplice gesto istituzionale
capace di sottolinearne il valore. Possibile che nessuno abbia mai ritenuto
opportuno farlo? Una domanda che resta aperta, insieme alla consapevolezza di
quanto il suo contributo abbia inciso concretamente sul presente e sul futuro
della città.