Calvizzano. Edificio ex IPAB, anni fa il sindaco a Pasquale Musella: “polo socio-culturale non sostenibile”. Oggi i futurini lo rilanciano, ma l’ex sindaco li accontenterà?
| Da sinistra: Pirozzi-Musella |
“Caro
Pasquale Musella, ti stai impegnando per raccogliere firme contro la
realizzazione della caserma nell’ex IPAB, proponendo invece un grande centro
culturale. La cultura è fondamentale, ma ha bisogno soprattutto di contenuti,
non solo di spazi. La trasformazione della struttura in caserma dei carabinieri
rappresenta un’occasione concreta per Calvizzano: senza questo intervento,
difficilmente il Ministero finanzierebbe una nuova caserma. Abbiamo ottenuto
oltre 3 milioni di euro (il riferimento è alla nuova scuola dell’infanzia di
via Aldo Moro, nella cui area di 5mila200 mq. Movimento Futura aveva proposto
di costruire anche la caserma dei carabinieri, ndr) per un progetto già
definito, e non possiamo rinunciare a queste risorse. Realizzare un polo
culturale significherebbe inoltre sostenere costi di gestione di circa 200 mila
euro l’anno, una spesa importante per il bilancio comunale. Con risorse di
questo tipo, l’amministrazione potrebbe valutare interventi più ampi per il
territorio. Riconosco in Musella una persona intelligente e in buona fede, ma
su questo tema la posizione dell’amministrazione resta chiara”.
Insomma,
escludeva a chiare lettere la possibilità di realizzare un Polo culturale all’interno
dell’edificio ex Ipab
A
distanza di anni, quella dichiarazione dell’ex sindaco Pirozzi torna al centro
del dibattito politico locale. Il destino dell’ex IPAB di Calvizzano continua
infatti a dividere tra l’ipotesi della caserma dei carabinieri e quella di un
polo socio-culturale. Ma oggi il quadro politico presenta un elemento nuovo.
Pasquale Musella, che allora si batteva contro la caserma nell’edificio ex Ipab
proponendo il polo culturale, sostiene l’ex sindaco candidandosi nella sua
lista. E proprio quell’idea, un tempo definita non sostenibile, viene
nuovamente rilanciata. Un cambio di prospettiva che apre interrogativi
inevitabili. Le condizioni economiche del Comune sono cambiate? Esistono oggi
risorse diverse in grado di sostenere i costi di gestione di una struttura così
impegnativa? Oppure si tratta di una scelta politica che supera le valutazioni
tecniche espresse in passato?
La domanda, a questo punto, è anche un’altra: l’ex sindaco, che anni fa escludeva questa possibilità, è disposto oggi a rivedere la propria posizione? Tra continuità e possibili ripensamenti, il futuro dell’ex IPAB resta una questione aperta. E richiede, più che mai, risposte chiare ai cittadini.