Su Calvizzanoweb ho parlato, negli ultimi tempi, del Museo
dell’Alifana: uno spazio dedicato alla ferrovia Napoli-Piedimonte
d’Alife che potrebbe essere creato proprio all’interno della vecchia stazione
di Mugnano-Calvizzano. A partire da questa idea possiamo scoprire che essa si
inserisce in maniera molto organica in un’area ampiamente ricca dal punto di
vista culturale, e, nonostante ciò, ancora poco sviluppata.
Ingrandendo infatti l’area di interesse, si scopre che
tra Mugnano e Calvizzano, in due chilometri, esiste un naturale percorso
culturale, la cui valorizzazione potrebbe giovare non poco ai comuni di
Calvizzano e Mugnano.
Ben 6 località di elevato interesse storico-culturale e archeologico sono
infatti poste a distanza molto ravvicinata tra loro; e con l’interesse di
Calvizzano e Mugnano, potrebbero dare
vita a un’area culturalmente pregevolissima.
Vediamole assieme!
1) Villa
Venusio
Villa Venusio è una villa della fine del XVIII
secolo, appartenuta alla famiglia Venusio, originaria di Venosa
(PT), nobili a Matera, Crotone e Barletta e dal 1797 marchesi di Turi (BA).
La villa, locata tra via Luca Giordano e via Trieste, nei pressi del Santuario
del Sacro Cuore di Gesù, è in condizioni d’abbandono; tuttavia è
possibile ancora riconoscere e soprattutto osservare la bellezza architettonica
di ciò che la compone.
Il suo ingresso principale immette subito in una cappella gentilizia
dedicata a San Biagio, un riattamento successivo dell’area d’ingresso la
cui benedizione a uso religioso risale, secondo quanto scritto in una tavola in
marmo presente all’interno, al 14 marzo 1872. La cappella è a pianta
rettangolare con tre altari, due nelle cappelle laterali con arco a tutto sesto
e un terzo demolito nel 1873 per allargare ulteriormente l’area. Dalla stessa
cappella si può raggiungere l’ipogeo dove vennero sepolti i membri della
famiglia Venusio. Ad adornare il tutto, anche una torre campanaria e un
cortile.
Questo edificio è stato acquisito al patrimonio
comunale il mese scorso: il 2 febbraio, infatti, il sindaco di Mugnano Luigi
Sarnataro ha annunciato sia l’acquisto che il futuro progetto di restauro;
secondo cui la villa diventerà la sede dove verranno celebrati i matrimoni
con rito civile (vedi video sotto riportato).
2) Museo osco-sannita dell’I.C. Illuminato-Cirino
A 400m da Villa Venusio, è presente l’Istituto
Comprensivo Illuminato-Cirino, o per essere precisi della
Siani-Illuminato-Cirino, in quanto unione di ben tre scuole della città di
Mugnano, la scuola media “Luigi Cirino”, la più antica della città, la scuola
media “Filippo Illuminato”, nata negli anni 70’ per la nuova area residenziale
di Mugnano, chiamata “Mugnano 2000”, e la scuola primaria e dell’infanzia “Giancarlo
Siani”.
La sede attuale della Filippo Illuminato, grazie al
lavoro e all’impegno dell’archeologo Davide Fabris, si è scoperto
essere costruita sopra dei resti di un villaggio osco-sannita,
risalente al III secolo a.C.: il Fabris, seguendo le indicazioni dei vecchi
tombaroli degli anni ’50, scoprì questo villaggio e l’annessa necropoli
con oltre settanta sepolture nel 1989 e lo difese strenuamente dalla
distruzione. Nel 1999, con l’associazione “N’Azione Napoletana”, ha presentato
una serie di denunce alla Comunità Europea, alla Procura della Repubblica di
Napoli, e un’interpellanza alla Camera dei Deputati, riuscendo a far cambiare
il parere della Soprintendenza.
I reperti archeologici oggi sono pienamente inseriti all’interno della scuola
che vi è stata costruita sopra, con un museo-ipogeo e altri reperti da
curare nel cortile della scuola.
Se si rendesse questo museo-ipogeo attivo e aperto al pubblico e venissero
manutenuti i reperti all’aperto, il museo osco-sannita della Illuminato-Cirino
sarebbe uno dei più preziosi luoghi museali della zona, uno dei
pochissimi che riguarda il periodo osco-sannita.
3) Museo
dell’Alifana
Spostiamoci di 750m in direzione Marano-Calvizzano su
via Raffaele Granata, e all’incrocio con via Mugnano-Calvizzano, la futura via
Benedetto Vulpes, incontriamo la ex-stazione di Mugnano-Calvizzano della
Ferrovia Alifana.
Come detto già in altri articoli, la sua trasformazione in un museo
dedicato alla Napoli-Piedimonte D’Alife, con tutta una serie di attività e
opere anche interattive per il ricordo della “tratta bassa” che passava in zona
sarebbe un must. Essendo la stazione a servizio dei due Comuni, sarebbe bello
se la gestione fosse condivisa da Mugnano e Calvizzano, rendendo questo
museo un gioiello di collaborazione intercomunale in ambito culturale e
soprattutto un attrattore turistico per entrambi i territori.
4) Villa
Vulpes
A circa 150mt. dalla stazione dell’Alifana, andando
verso il Corso Italia, su via Mugnano-Calvizzano incontriamo un’altra opera
storica architettonica: Villa Vulpes.
Nato come masseria del Santuario di San Pietro ad Aram di Napoli nel XV
secolo, nel ‘700 fu acquistato dai Capece Zurlo che la usarono
come tenuta di campagna. Nel 1841 la masseria fu acquistata dal Cav.
Benedetto Vulpes, medico e professore di fisiologia e anatomia
patologica.
La villa è stata il primo luogo in cui sono avvenuti scavi archeologici in
tutta la zona, quando nel 1829 nei pressi dei terreni della masseria furono
ritrovate delle sepolture osco-sannite del IV-III secolo a.C.
La villa, con il suo giardino, oggi è in
ristrutturazione ed è in mano a privati; ma una convenzione con questi da parte
del comune di Mugnano potrebbe dar vita a un altro strabiliante polo
d’attrazione culturale: nei pressi della villa, sempre in gestione con il
comune di Calvizzano, si potrebbe creare il Museo dell’Agricoltura di
Calvizzano e Mugnano, dove poter riscoprire gli antichi usi e costumi della
vita agricola di queste zone.
Ma non solo: come si è scritto su questo blog, la famiglia Vulpes era imparentata
con la famiglia Mirabelli, e di preciso con il Conte Mirabelli,
di cui Benedetto Vulpes era consuocero.
La villa del Conte Mirabelli era proprio all’ingresso
del paese, sull’incrocio dove oggi confina anche Villa Vulpes, quindi si può
dire fossero letteralmente vicini di casa.
In alto, l’ingresso di Calvizzano nel
1933; sulla destra villa Mirabelli. In basso, l’incrocio dinanzi l’ingresso di
Calvizzano negli anni ’50; sulla sinistra l’ingresso alla via provinciale per
il cimitero di Mugnano-Calvizzano e Villa Vulpes
Stante questa condizione, dato che oggi Villa
Mirabelli non c’è più, dentro Villa Vulpes si potrebbe anche fare una mostra
dedicata al Senatore Conte Giuseppe Mirabelli e alla Famiglia Mirabelli;
dove con l’aiuto anche di eredi di ambo le famiglie, come Bruno Davide,
si potrebbe raccontare tutta la storia di una delle figure più illustri di
Calvizzano, a cui è dedicato il corso principale da 130 anni.
5) Chiesa
di San Giacomo Apostolo Maggiore
Proseguiamo per via Raffaele Granata in direzione
Marano, e arriviamo all’incrocio di via San Giacomo: dopo soli 400m si
raggiunge l’area dove si trovava la chiesa di San Giacomo Apostolo
Maggiore.
La chiesa è stata una delle primissime dedite al
culto di San Giacomo in Europa, il suo culto risale addirittura al 911
d.C.. La "ecclesia Sancti Jacobi" fu elevata nel 1337
dall'arcivescovo di Napoli Giovanni III Orsini ad arcipretura,
con giurisdizione su dieci parrocchie dei casali vicini ad montes (da
Piscinola a Panicocoli, odierna Villaricca); il suo clero, inoltre,
interveniva incoronato di rose alla messa pontificale della prima domenica di
maggio in onore di san Gennaro. La chiesa perse il titolo nel Cinquecento, per
trasferirlo alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Capodimonte. Nel 1809 la
chiesa di San Giacomo fu abbandonata e andò in rovina, così la cura
parrocchiale fu definitivamente trasferita nella chiesa di Santa Maria delle
Grazie.
Nel 1987, a causa della pericolosità delle mura
rimanenti, il parroco di Calvizzano, don Giacomo Di Maria, fece demolire la
chiesa. Nel 1988, durante le operazioni di ripulitura, furono rinvenute le
murature in pietra di tufo, le quali presentavano la classica costruzione in
“opera reticolata (opus reticulatum) e ammorsature in opera vittate, di
cui alcune formanti il praefurnium delle terme”; scoprendo che
la chiesa fu costruita sui resti di una villa romana.
Ad aggiungersi a ciò, vi è la notizia storica riportataci dal notaio Marco
Antonio Syrleto dal 1660: proprio nei pressi della chiesa di San Giacomo vi era
infatti una tomba romana, dedicata al soldato Caio Nummio Costante, che
fu distrutta dai tombaroli nel 1623.
Parte dell’area della chiesa è stata inglobata da via
Raffaele Granata, costruita a partire dal 2008.
Come si può vedere dal raffronto di queste
due foto satellitari, parte della chiesa è stata spianata per costruire la
strada. Fonte Google Earth
Ad oggi, il terreno su cui sorgeva la chiesa è di
proprietà della Curia di Napoli; e sarebbe ottimale se il Comune di
Calvizzano riuscisse a costruirvi il proprio Parco Archeologico, in cui
poter riporre tutte le scoperte rinvenute nel territorio comunale, compresi
anche i ritrovamenti avvenuti a inizio ‘900 e custoditi al tempo da don
Raffaele Galiero, che diede alla sua perpetua e che oggi sono conservati nel
deposito del MAN dopo essere stati sequestrati nel 1991.
Un’opera del genere sarebbe un attrattore garantito.
Ritrovamenti romani sotto la chiesa di San
Giacomo Apostolo Maggiore, 1988 (fonte foto: L'attesa-Calvizzanoweb)
6) Villa
romana del Parco Sensoriale
Fonte VesuvioLive
Andando infine verso via San Giacomo e sbucando in via
Giuseppe Di Vittorio, all’incrocio con via Eugenio Montale, dopo 850m, si
incontra un’ultima opera: il Parco Sensoriale di Mugnano.
L’opera è stata approvata nel 2018, durante la prima consiliatura Sarnataro: si
tratta di 18000mq che saranno dedicati ad area verde, area fieristica e area
spettacoli.
L’opera, i cui lavori sono iniziati nel 2022, purtroppo non è ancora stata
conclusa. Nel 2022, durante l’opera degli scavi, furono rinvenuti i resti di
una villa romana, non poco distanti dai resti di un’altra villa, scoperta
nel 1990 durante lo scavo della pompa di benzina poco distante, come spiega
anche l’archeologo Davide Fabris.
Gli scavi romani nei pressi del Parco
Sensoriale
In questa villa sono stati ritrovati cimeli funerari
risalenti al VI secolo d.C..
Purtroppo la Soprintendenza non ha proceduto a continuare gli scavi; ma se
questi venissero integrati con il costruendo Parco Sensoriale, sarebbero
un’ulteriore parte di un itinerario storico-archeologico unico nel suo genere.
Il sindaco di
Luigi Sarnataro, in un’intervista rilasciata al portale Calvizzanoweb, è
intervenne per chiarire le polemiche nate attorno ai reperti archeologici
rinvenuti nell’area del Parco Sensoriale. Erano circolate indiscrezioni secondo
cui, dopo il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per l’Area Metropolitana di Napoli, si sarebbe potuto procedere con il loro
sotterramento.
Nel corso dell’intervista, il primo cittadino ha smentito questa ipotesi, spiegando che l’amministrazione non ha intenzione di coprire i reperti e che l’obiettivo resta quello di valorizzarli e renderli visibili nell’ambito del progetto del Parco Sensoriale. Le dichiarazioni arrivarono anche in risposta alle interrogazioni e ai dubbi sollevati in sede politica sul futuro dei ritrovamenti archeologici emersi durante gli scavi nell’area del parco.
Reperti archeologici: il sindaco Sarnataro ai microfoni di Calvizzanoweb, in un’intervista di novembre 2022
In conclusione, con questi due kilometri di cultura Calvizzano e Mugnano sarebbero in grado di creare un percorso culturale totale, in grado di poter coprire tutto l’arco storico dell’area dall’epoca ellenica e osco-sannita a quella di fine secolo scorso. Con sei musei, di cui due co-gestiti, le due amministrazioni e i complessivi 50mila abitanti potrebbero dire di vedere finalmente parte della loro storia valorizzata; specialmente Calvizzano, dove l’identità è ancora lontana dall’essere veramente riscoperta.
Gianpaolo
Cacciapuoti