Scontro al Comune di Calvizzano sulla contrattazione 2026: la CGIL diffida l’Ente per l’esclusione dal tavolo negoziale
Tensione al Comune di Calvizzano durante
la riunione della delegazione trattante convocata per discutere il riparto
provvisorio del fondo delle risorse decentrate per l’anno 2026. L’incontro,
tenutosi l’11 marzo presso la sede comunale, ha evidenziato un acceso confronto
tra l’amministrazione e la FP CGIL sulla partecipazione ai tavoli negoziali.
Alla riunione hanno preso parte, per la
parte pubblica, la responsabile del I Settore Affari Generali e Servizi alla
Persona, Margherita Mauriello, in qualità di presidente della delegazione
trattante, e il responsabile del settore finanziario Salvatore Sabatino.
Presenti anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, UIL e CSA,
insieme alle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) del Comune.
Durante l’apertura dei lavori, la
presidente della delegazione ha dichiarato la volontà dell’amministrazione di
non costituire al tavolo negoziale la FP CGIL territoriale, motivando la scelta
con il fatto che il sindacato non ha sottoscritto il nuovo contratto collettivo
nazionale degli enti locali 2022-2024, firmato il 23 febbraio scorso. Secondo
quanto riferito, la convocazione della CGIL sarebbe avvenuta per mero errore.
La posizione ha però incontrato
l’immediata opposizione del rappresentante della FP CGIL Napoli Nord, Franco
Raglia, che ha rivendicato il diritto dell’organizzazione a partecipare al
confronto sindacale. Nel corso della seduta, Raglia ha dichiarato la costituzione
al tavolo negoziale della dipendente Anna Maria Carannante, eletta RSU nelle
liste della FP CGIL del Comune di Calvizzano, depositando una nota ufficiale
protocollata dall’Ente.
La parte pubblica ha quindi preso atto
della comunicazione e ha accettato la partecipazione della rappresentante RSU.
Tuttavia, dopo un’ampia discussione tra le parti, l’incontro si è concluso con
un rinvio della seduta a data da destinarsi.
Parallelamente, la FP CGIL ha trasmesso
una formale diffida alla Commissione Straordinaria del Comune, al presidente
della delegazione trattante e al segretario comunale. Nel documento il
sindacato contesta la decisione di escludere la struttura territoriale dal
tavolo negoziale, ritenendola in contrasto con i principi di pluralismo
sindacale e di effettiva rappresentatività.
La nota richiama diverse pronunce
giurisprudenziali, tra cui una sentenza della Corte Costituzionale che afferma
come il diritto di rappresentanza e di agibilità sindacale non possa essere
subordinato alla sottoscrizione del contratto collettivo, ma debba basarsi
sull’effettiva rappresentatività tra i lavoratori. Secondo la FP CGIL,
l’esclusione della sigla sindacale rappresenterebbe una limitazione delle
prerogative sindacali e una compressione della libertà di azione delle
organizzazioni dei lavoratori.
Il sindacato chiede quindi che la FP CGIL
territoriale venga convocata a tutti i futuri incontri di confronto e alle
delegazioni trattanti. In assenza di riscontro, l’organizzazione annuncia la
possibilità di intraprendere azioni anche in sede giudiziaria per tutelare i
propri diritti.
La vicenda resta dunque aperta e il confronto tra amministrazione comunale e organizzazioni sindacali è destinato a proseguire nelle prossime settimane, in attesa della nuova convocazione della delegazione trattante.
