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| Pirozzi-Rosiello |
Per l’ennesima volta mi trovo costretto a intervenire
dopo essere stato chiamato in causa, seppur indirettamente ma in modo
inequivocabile, in un post pubblicato sulla sua pagina social dall’ex sindaco
Pirozzi.
Respingo con fermezza l’accusa di “accanimento” e di
attività che “non ha nulla a che fare con l’informazione”. Sono affermazioni
che vengono ripetute da anni e che, tuttavia, non sono mai state accompagnate
da esempi concreti di presunte falsità.
Nel mio ultimo articolo sulla questione dei tributi ho
riportato fatti, date e dichiarazioni pubbliche, separando con chiarezza i dati
oggettivi dalle valutazioni politiche. In particolare, ho scritto testualmente
che: “resta però un interrogativo politico: perché questa presa di posizione
pubblica è arrivata solo dopo le dimissioni dei consiglieri?”.
È evidente che si tratta di una domanda politica sulla
tempistica della presa di posizione pubblica, non di un’affermazione sulla data
di protocollazione di alcuna lettera. Non ho mai scritto che la lettera sarebbe
stata protocollata dopo le dimissioni. Attribuirmi questa tesi significa
deformare il contenuto dell’articolo.
Il mio blog è pluralista, distingue tra cronaca e
opinione ed è sempre disponibile al confronto. Ho più volte dichiarato, e lo
ribadisco, che sono pronto a intervistare l’ex sindaco in qualsiasi momento,
per consentirgli di esporre direttamente la propria versione dei fatti. Il
confronto diretto è sempre preferibile alle polemiche a distanza.
Quanto alle accuse di “mistificazione sistematica”,
“manipolazione dei fatti” e presunti “interessi ben precisi”, si tratta di
affermazioni gravi. Se esistono elementi concreti, sarebbe corretto indicarli
con chiarezza. In caso contrario, tali insinuazioni rischiano di apparire come
un tentativo di delegittimare il lavoro giornalistico attraverso il sospetto,
anziché nel merito dei contenuti.
Non ho mai minacciato querele né intendo farlo:
rispondo con i fatti, con i documenti e con ciò che scrivo nero su bianco. I
lettori sono perfettamente in grado di valutare autonomamente.
Il mio unico interesse è contribuire, attraverso
l’informazione e il dibattito pubblico, a migliorare il nostro paese. La
critica politica, quando si basa su fatti verificabili e domande legittime, non
è un attacco personale ma uno strumento di democrazia.
Resto, come sempre, disponibile al confronto pubblico e trasparente.
Domenico Rosiello
Il post dell’’ex sindaco Giacomo Pirozzi
UN DIBATTITO PUBBLICO: L’UNICA STRADA PER RIPRISTINARE LA VERITÀ
Leggo con grande rammarico che, nonostante da circa un mese non ricopra più la carica di Sindaco, un blog locale continui a pubblicare quotidianamente articoli contro il sottoscritto, con un accanimento personale che ormai non ha più nulla a che vedere con l’informazione.
In tutti questi anni ho evitato lo scontro, perché
resto convinto che spesso non ne valga la pena. Ma davanti a un modo di agire
fatto di insinuazioni, ricostruzioni artificiose e mezze verità, finalizzato
solo a orientare l’opinione pubblica contro di me, non intendo più tacere.
Tra le tante “domande” poste in maniera subdola, il
blogger si chiede perché la lettera con cui contestavo la bontà della gara
tributi sarebbe stata protocollata solo dopo la sottoscrizione delle firme per
lo scioglimento del Consiglio comunale. È una falsità. E chi scrive lo sa
benissimo.
La verità, semplice e documentabile, è che quella
missiva è stata protocollata quando ero ancora Sindaco a tutti gli effetti.
Punto. Ed è stata protocollata proprio per impedire che chiunque fosse
subentrato dopo di me potesse trovarsi a portare avanti un’operazione che
ritengo gravissima sul piano economico, destinata a ricadere sulle tasche dei
cittadini.
Qui non siamo di fronte a “critica” o “libertà di
stampa”: qui siamo davanti a un’attività sistematica di mistificazione, portata
avanti con un metodo preciso: insinuare dubbi, spostare le date, alterare i
passaggi, costruire sospetti. È un modo scorretto e irresponsabile di fare
comunicazione, che danneggia la comunità perché avvelena il clima e disorienta
i cittadini.
È altrettanto evidente che il blogger ha interessi ben
precisi — certamente non politici e ideologici — nel legarsi al gruppo Borrelli
e nel sostenerne la narrazione, cosa oramai risaputa negli ambienti, tale da
non renderlo affatto credibile. Ma per quanto uno possa avere simpatie,
contatti o convenienze, manipolare i fatti e diffondere falsità non è
consentito a nessuno.
Rinnovo infine alla parte avversa l’invito ad un
dibattito pubblico: davanti ai cittadini, con documenti alla mano, per chiarire
le vere ragioni della crisi, evitando sporche e subdole insinuazioni da parte
di alcuni personaggi.
