Marano, nel 2016 chiuse lo storico cinema-teatro Siani: anni di scontri tra Comune e proprietari

 

Nel 2016 chiuse i battenti lo storico Cinema-Teatro Siani di via IV Novembre a Marano, in provincia di Napoli. A gestire la struttura negli ultimi anni era stata l’associazione Archivi Cinematografici, che alla fine decise di lasciare dopo una lunga e complicata disputa tra il Comune e i proprietari dell’immobile, la famiglia Granata. La vicenda ebbe inizio nel 2007, quando il Comune di Marano stipulò un contratto con i proprietari della struttura, allora conosciuta come Cinema Lily, per l’affitto dell’edificio per un periodo di nove anni. Nel 2011 l’amministrazione comunale bandì una gara per la gestione del cinema-teatro: ad aggiudicarsela fu l’associazione Archivi Cinematografici, che si impegnò a versare ai proprietari una quota mensile di 3.500 euro, mentre la restante parte del canone sarebbe stata coperta dal Comune.

Nel 2012, con l’arrivo del commissario straordinario, la situazione cambiò radicalmente. Le casse comunali erano in difficoltà e i fondi destinati al Siani vennero tagliati. Il contratto con i proprietari fu quindi rescisso, aprendo una fase di forte tensione tra le parti.

Nonostante le difficoltà, l’associazione continuò a versare la propria quota di affitto. Nel frattempo i Granata avviarono un’azione legale contro il Comune per ottenere anche la parte di canone che l’ente non versava più. Dopo circa due anni di incontri e tentativi di mediazione senza risultati concreti, l’associazione decise di gettare la spugna. Stanca di sostenere da sola i costi della struttura e senza il sostegno dell’amministrazione, Archivi Cinematografici lasciò la gestione del cinema.

La chiusura del Siani nel 2016 rappresentò la fine di un importante presidio culturale per la città di Marano. Le casse del Comune, già fortemente provate dal dissesto finanziario, non consentirono di portare avanti ulteriormente le trattative. Oggi, per molti cittadini, l’unica speranza di rivedere riaprire le porte dello storico cinema-teatro potrebbe arrivare dall’iniziativa di un soggetto privato disposto a investire e restituire alla città uno spazio culturale che per anni è stato punto di riferimento per il territorio.

 

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