Marano, l’ultimo saluto a Vincenzo Esposito: chiesa gremita per una figura simbolo del sindacato e della città
La cerimonia funebre si è svolta nella
Chiesa di San Ludovico D’Angiò, dove don Ciro Russo ha tenuto un’omelia sobria
ma intensa, ricordando come la morte rappresenti “solo un passaggio”, invitando
i presenti a custodire il ricordo e l’eredità morale lasciata da Esposito.
Chi lo ha conosciuto (a Calvizzanoweb ha
rilasciato numerose interviste) lo descrive come una persona con cui si poteva
parlare di tutto, “a 360 gradi”, sempre con toni pacati e grande lucidità. Non
faceva mai mancare il suo punto di vista, spesso critico ma sempre costruttivo,
soprattutto rispetto alle vicende politiche locali e alle amministrazioni di
sinistra che si sono succedute negli anni.
Nonostante il suo contributo costante alla
vita politica e sindacale, Vincenzo Esposito non ha mai ricoperto incarichi
ufficiali, mantenendo sempre una posizione indipendente e coerente. La sua era
una voce libera, guidata da una forte onestà intellettuale: diceva “pane al
pane e vino al vino”, senza compromessi.
Anche nel rapporto umano lasciava il
segno: diretto, autentico, capace di creare legami sinceri. Chi ha avuto modo
di dialogare con lui ricorda le telefonate improvvise, il desiderio di
confronto, la voglia di condividere idee e riflessioni.
Oggi Marano perde un uomo di valore, ma il
suo esempio resta vivo. Il suo impegno politico e sindacale, la sua passione
civile e il suo senso critico continueranno a essere un riferimento, come se,
in qualche modo, continuasse a far sentire la sua voce anche “da lassù”.
