Marano, legalità e sicurezza: sala gremita per l’incontro pubblico al Convento Santa Maria degli Angeli


Grande partecipazione e forte coinvolgimento della comunità all’incontro pubblico “Legalità e Sicurezza”, svoltosi nel pomeriggio di ieri, 19 marzo, presso la Biblioteca del Convento Santa Maria degli Angeli. La sala, gremita in ogni ordine di posti, ha testimoniato l’attenzione e la sensibilità del territorio su un tema quanto mai attuale, soprattutto alla luce dei recenti episodi di camorra che hanno interessato la città.

L’iniziativa, promossa dalla triade commissariale, è stata fortemente voluta dal prefetto di Napoli Michele di Bari e dal procuratore di Napoli Nord Domenico Airoma. A coordinare i lavori è stato il presidente della triade commissariale, il prefetto Vincenzo Cardellicchio, che ha guidato con equilibrio e chiarezza gli interventi dei numerosi partecipanti. E’ intervenuto anche il presidente della Commissione regionale anticamorra, Beni confiscati, Bonifiche Ambientali ed Ecomafie, Vincenzo Santangelo.

All’incontro hanno preso parte i parroci di Marano, con la significativa presenza anche di un pastore evangelico, insieme a rappresentanti del mondo associativo e scolastico locale. Tra gli intervenuti: Alessandro Pace (MaranoLab), Beniamino Esposito (Sportello dei diritti del cittadino), Stefania Fanelli (associazione Frida Khalo), Fulvia Giacco (Pro Loco Marano Flegrea che ha consegnato al Prefetto Cardellicchio alcuni libri sul territorio di Marano), Alessandro Quinto (tra gli ideatori della biblioteca del convento francescano), Mario Audino (vicepresidente associazione Salandra Lovers), Luigi De Biase (presidente associazione L.E.G.A.M.E.), Angela Mallardo (presidente associazione S.Isidoro), Anna Giannetti (presidente Amici Insieme Napoli Nord), la professoressa Loredana Morra (scuola Alfieri), la dirigente scolastica Angela Rispo (Istituto Levi di Marano) e Vincenzo Esposito (associazione Buona Sanità).

Nel corso del dibattito, il procuratore Airoma ha offerto una riflessione incisiva sul ruolo della criminalità organizzata nel tessuto sociale: “la camorra è il surrogato di tutte le cose che abbiamo abbandonato: la famiglia, la parrocchia, le associazioni. In loro assenza, occupa questi spazi diventando una vera industria del surrogato. Dove manca una risposta legittima, interviene la camorra”.

Sulla stessa linea il prefetto, che ha sottolineato la necessità di un approccio integrato alla sicurezza: “dobbiamo coniugare la sicurezza urbana con una filiera che si salda con la vigilanza e il controllo del territorio”.

L’incontro si è confermato un momento importante di confronto e partecipazione civica, evidenziando come la risposta alla criminalità passi anche attraverso il rafforzamento della rete sociale, culturale e istituzionale. Un segnale forte da parte di Marano, che sceglie di reagire unita nel nome della legalità.

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