Marano, il presidente della Commissione regionale Ecomafie Vincenzo Santangelo: “La lotta alla camorra passa da beni confiscati e ambiente” Il video

Il video

Al convegno dedicato ai temi della legalità e della sicurezza, con particolare attenzione alla lotta alle ecomafie e alla tutela ambientale, svoltosi la convento francescano di Santa Maria degli Angeli, è intervenuto il presidente della Commissione regionale Ecomafie e Bonifiche Ambientali, Vincenzo Santangelo, che ha sottolineato come il contrasto alla camorra si giochi oggi su due fronti cruciali: il riutilizzo dei beni confiscati e l’attuazione di politiche ambientali efficaci. “Bisogna restituire ai cittadini ciò che gli è stato rubato”, ha dichiarato, evidenziando il valore sociale e simbolico del recupero dei beni sottratti alla criminalità organizzata.

Nel corso del dibattito, Stefania Fanelli, della direzione nazionale di Sinistra Italiana, ha riportato l’attenzione sulla grave situazione della ex Cava Liccardo, definita una vera e propria bomba ecologica. Un’area segnata da anni di sversamenti illeciti, rifiuti interrati e roghi tossici che continuerebbero a mettere a rischio la salute dei cittadini.

Fanelli ha ricordato anche la presenza di fumarole emerse nel tempo, più volte denunciate dai residenti, e la vicinanza con la ex discarica di Chiaiano, elemento che avrebbe contribuito negli anni ad aggravare ulteriormente il quadro ambientale già compromesso.

Al termine dell’incontro, Santangelo ha chiesto di acquisire tutta la documentazione necessaria per approfondire la vicenda. Il materiale sarà trasmesso tramite i consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, membro della Commissione Ecomafie e Bonifiche Ambientali.

Un ulteriore segnale di attenzione è arrivato anche dal procuratore Airoma, che, secondo quanto riferito da Fanelli, ha confermato di conoscere bene il caso della Cava maranese dismessa da anni.

Fanelli ha annunciato l’invio di un dossier completo alla Commissione, alla Prefettura e alla Procura, chiedendo con urgenza la caratterizzazione del suolo e la bonifica dell’area. Nel dossier sarà incluso anche il materiale relativo al disastro ambientale dei canali minori dell’alveo Camaldoli, per cui è stata evidenziata la necessità di ricostruire i collettori fognari.

 

 

Visualizzazioni della settimana