Il progetto della Greenway dell’area metropolitana di Napoli va avanti

“Fare questo proprio a Marano, città simbolo della speculazione edilizia di matrice camorristica in un territorio collinare ad alto rischio idrogeologico, assume i toni di una rivoluzione copernicana: un cambiamento radicale nel modo di pensare, progettare e vivere il territorio”

È una proposta presentata dall’Associazione GEA, guidata dal presidente Roberto Braibanti, e sottoscritta da tante associazioni del territorio che hanno scelto di unirsi attorno a un’idea concreta di mobilità sostenibile, riqualificazione e valorizzazione ambientale.

Noi lo abbiamo presentato già durante la campagna elettorale per le regionali, in un incontro molto partecipato nella nostra sede di Marano, perché è stato assunto formalmente anche dai nostri candidati al Consiglio regionale. Non era una promessa generica, ma un impegno preciso.

Oggi quel percorso continua

GEA, insieme alle associazioni firmatarie, avrà a breve un incontro in Regione per portare avanti il progetto, e noi lo sosterremo con coerenza, dentro e fuori le istituzioni.

Abbiamo anche messo in rete  con i  soggetti sostenitori l’associazione del nostro territorio, Salandra Lovers, che ha sottoscritto il progetto, con GEA, perché crediamo che i progetti importanti crescano quando si costruiscono alleanze vere tra territori, competenze e comunità. Ne vale la pena quando un’idea diventa patrimonio collettivo.

Le Greenway non sono solo piste ciclabili o reti di sentieri: sono un’idea diversa di città metropolitana. Sono consumo di suolo zero, recupero e riqualificazione, connessione tra territori troppo spesso isolati, qualità della vita. Sono configurazioni spaziali che ridisegnano il territorio tentando di riconciliare logiche ed esigenze che spesso viviamo in maniera conflittuale: per esempio, quelle tra mobilità e contemplazione, ecologia e urbanità, continuità e frammentazione.

Le greenway riconnettono la vita (animale, vegetale ed umana) in territori fortemente antropizzati, e quello ricompreso in questo progetto (l’area flegrea, la collina dei Camaldoli e il centro storico di Napoli) ne ha particolare bisogno per via del forte peso dell’abusivismo e della speculazione edilizia, che hanno portato ad una trasformazione e un crescita caotiche della metropoli.

A Marano, in particolare, vogliamo dare una nuova speranza al territorio, basata sulla centralità della natura nella vita e nell’economia locale, immaginando una infrastruttura verde di decine se non centinaia di ettari che assolve a numerosi scopi diversi, inglobando le grandi aree boscate della Selva della Salandra e delle Pendine di Quarto e recuperando il tessuto di strade storiche, in buona parte nascoste nella città moderna, poco adatte o del tutto inadatte al traffico veicolare ma perfette per costituire una rete alternativa di mobilità lenta.

Con questo progetto ci diamo, come cittadini, associazioni e partiti, un’opportunità unica per riscrivere il paesaggio, proprio come se fosse un testo: infatti il recupero e la messa a sistema di spazi abbandonati o residuali, di antiche strade di campagna o masserie, di boschi e aree rurali implica delle decisioni che esprimono una volontà di cambiamento.

È un modo con cui una comunità decide di scrivere una nuova e diversa storia futura di sé. Una sfida ambiziosa e politicamente potente perché, come afferma la teoria del landscape urbanism, il paesaggio non è uno sfondo passivo ma un agente attivo di trasformazione urbana, capace di ristrutturare relazioni spaziali, economiche e simboliche.

Fare questo proprio a Marano, città simbolo della speculazione edilizia di matrice camorristica in un territorio collinare ad alto rischio idrogeologico, assume i toni di una rivoluzione copernicana: un cambiamento radicale nel modo di pensare, progettare e vivere il territorio.

La rivoluzione copernicana da cui il gruppo Sinistra Italiana e La Città dei Diritti , seguendo le orme di precedenti spinte politiche dal 2008 in Consiglio Regionale e in Consiglio Comunale, è partito due anni fa con il convegno Il Bosco della Salandra. Per un’economia verde nel futuro di Marano di Napoli.

Le idee buone camminano quando c’è una comunità che le sostiene.

Questa, passo dopo passo, sta andando avanti.

E noi continueremo a sostenerla dal territorio con i nostri rappresentanti di Alleanza Verdi Sinistra in Regione Campania

Stefania Fanelli, Coordinatrice Sinistra Italiana Marano - Direzione Nazionale Sinistra Italiana

Francesco Panzetti, Assemblea Regionale Sinistra Italiana 

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