Fanelli: “Marano non deve essere ostaggio nelle mani della camorra”

 

L’agguato avvenuto ieri nel pieno centro di Marano di Napoli, tra famiglie, bambini e cittadini che passeggiavano per le strade della città, è un fatto gravissimo che non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca. È un segnale allarmante che interroga l’intera comunità e chiama in causa la responsabilità della politica e delle istituzioni.

Ieri eravamo anche noi per strada a pochi metri dalla violenta esecuzione. Abbiamo visto i volti della paura, genitori che stringevano i propri figli mentre in pieno giorno si sparava nel cuore della città. Scene che non possono e non devono diventare la normalità.

Siamo tutti in attesa che le indagini facciano piena luce su quanto accaduto e chiariscano se la criminalità organizzata stia tentando di scrivere nuove pagine della propria presenza sul territorio di Marano. Se così fosse, saremmo davanti a un tentativo gravissimo di riaffermare il controllo su una città che negli anni ha già pagato un prezzo altissimo alla camorra.

Ma proprio per questo non possiamo limitarci ad aspettare. La risposta non può essere solo investigativa o repressiva, pur necessaria. Serve una risposta politica, sociale e civile. La storia ci insegna che la camorra arretra solo quando lo Stato è presente e quando la società si organizza, partecipa e reagisce.

La differenza tra il malaffare e la criminalità organizzata è netta: il primo si insinua nelle fragilità economiche e sociali, la seconda costruisce un vero potere sul territorio, imponendo paura e controllo. Non basta attendere: serve reagire insieme. Serve partecipazione democratica e mobilitazione civile, con associazioni, studenti, lavoratori e cittadini che tornino a riempire gli spazi pubblici e a difendere la dignità della comunità. Solo così si può fermare il malaffare prima che diventi dominio dei clan. Marano appartiene a chi sceglie di costruire una città viva, libera e partecipata.

Come militanti di Sinistra Italiana diciamo con chiarezza che Marano non può essere lasciata sola e non può tornare terreno di conquista per i clan. Servono più presenza dello Stato, più investimenti sociali, più lavoro, più scuola, più cultura, perché le mafie si combattono anche togliendo loro il terreno su cui prosperano.

Ma serve anche una scelta collettiva: rompere il silenzio, rifiutare la rassegnazione e costruire una nuova stagione di partecipazione civile e democratica.

 Marano è dei cittadini che non hanno intenzione di arretrare di un passo.

Stefania Fanelli, Coordinatrice Sinistra Italiana Marano

 

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