Calvizzano. Via Aldo Moro, rimozioni dopo lunghe attese: tre anni per il distributore d’acqua, cinque per l’edicola

 

L'area di sedime del distributore d'acqua rimosso

Tempi lunghi per la rimozione di strutture abbandonate in via Aldo Moro e nell’area parcheggio di fronte alla scuola media Polo. Due vicende diverse ma accomunate da attese durate anni prima di arrivare a una soluzione definitiva.

L’ex distributore d’acqua, in disuso dal 2022, era diventato nel tempo un simbolo di degrado. La prima segnalazione per chiederne la rimozione risale a maggio 2023, quando la struttura era già stata semidistrutta dai vandali. Nonostante i solleciti, per molto tempo non si è registrato alcun intervento.

Nel 2024 la questione tornò all’attenzione pubblica con un video denuncia dell’allora consigliere di opposizione Francesco Ferrillo, che mostrò lo stato di abbandono dell’impianto. Anche dopo quella segnalazione, tuttavia, la situazione rimase invariata.

Il video denuncia di Ferrillo

Solo la scorsa settimana si è arrivati finalmente alla rimozione della struttura. In totale, circa tre anni tra l’abbandono dell’impianto e l’intervento definitivo.

Una storia simile riguarda l’edicola abbandonata, sempre in via Aldo Moro, che per anni è stata trasformata in un ricettacolo di rifiuti. Il primo articolo di sollecito sulla vicenda fu pubblicato nel 2016, durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Salatiello.

Edicola rimossa nel 2021
Negli anni successivi la città attraversò anche circa 30 mesi di commissariamento, periodo durante il quale la situazione rimase immutata, nonostante i continui articoli di calvizzanoweb. Solo nel 2021 l’edicola fu rimossa, dopo circa cinque anni di segnalazioni e solleciti, grazie all’impegno di Mario Salatiello, ex consigliere comunale ed ex presidente dell’assise cittadina.

Due episodi che riportano al centro dell’attenzione il tema dei tempi necessari per intervenire su situazioni di degrado urbano, soprattutto quando si tratta di strutture inutilizzate che, con il passare del tempo, finiscono per trasformarsi in punti di abbandono e accumulo di rifiuti.

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