
Reperti archeologici scoperti nel 2023 in località San Pietro
Il territorio di Calvizzano custodisce
tesori antichi, testimoni di millenni di storia (vedi articoli seguenti a firma
di Gianpaolo Cacciapuoti). Reperti risalenti al IV secolo a.C., come i
materiali provenienti dalla tomba a camera del III secolo a.C. di via San
Pietro e dalla villa rustica romana di epoca imperiale in via Lavinaio,
attualmente conservati nei depositi della Soprintendenza. Tuttavia, il rischio
è che queste preziose testimonianze vengano dimenticate, lontane dal loro
contesto originario e dalla comunità che le ha generate.
Nel 2023, l’ex sindaco Giacomo Pirozzi
dalla sua pagina social prometteva un museo tutto calvizzanese dove questi
reperti potessero essere fruibili ai cittadini e ai visitatori. Oggi, a
distanza di anni, nulla di concreto è stato realizzato. Le istituzioni locali
sembrano aver privilegiato iniziative come panchine letterarie e murales,
considerandoli attrattori turistici, mentre il patrimonio archeologico resta
invisibile, relegato a depositi lontani dal nostro territorio.
Non possiamo permettere che la storia del
nostro paese sia dispersa o trascurata. È fondamentale che la prossima
amministrazione che verrà eletta nel 2026 prenda seriamente in considerazione
un piano organico di valorizzazione. Palazzo Municipale potrebbe diventare una
sede temporanea di esposizione, come già avvenuto a Villaricca, fino alla
realizzazione del Museo della Rivoluzione Partenopea.
Questa è una sfida che riguarda tutti:
cittadini, storici, archeologi e amministratori. La storia di Calvizzano non
deve rimanere sepolta nei depositi, ma deve tornare a raccontarsi, a insegnare
e a rendere orgogliosa la comunità. Chi governerà nei prossimi anni avrà il
dovere morale e culturale di recuperare, proteggere e valorizzare questo
patrimonio, affinché le future generazioni possano riconoscersi nelle proprie
radici e ammirare le ricchezze che appartengono a tutti noi.
Calvizzano merita di conoscere e mostrare la propria storia. E la prossima amministrazione dovrà agire con decisione: basta promesse non mantenute, è tempo di trasformare i depositi in musei, e i reperti in memoria viva.