Calvizzano, prosegue la rubrica "I Sabati di Cultura" con una proposta. Un ricordo atteso da oltre 124 anni: il marmo commemorativo nella scuola Diaz per il Conte Giuseppe Mirabelli
A distanza di oltre un secolo, Calvizzano custodisce
ancora una promessa rimasta sospesa nel tempo: l’erezione di un ricordo
marmoreo dedicato al suo figlio più illustre, il senatore e magistrato Giuseppe
Mirabelli, uomo di straordinaria levatura morale e giuridica, celebrato in
tutta Italia ma, purtroppo, mai adeguatamente ricordato nel suo paese natale. Era
il 18 agosto 1901 quando il Consiglio comunale deliberò all’unanimità di
innalzare un monumento che ne tramandasse ai posteri l’opera e le virtù.
Il progetto di quel monumento, fortemente voluto dal
popolo e previsto nell’allora nascente edificio scolastico “Diaz”, non vide mai
la luce. Quel voto unanime del Consiglio, oggi documento storico prezioso,
rimase lettera morta. Un’assenza che stride con il valore nazionale del
personaggio: Mirabelli, primo Presidente della Corte di Cassazione di Napoli,
senatore del Regno, giurista ammirato da colleghi italiani e stranieri, è
ancora oggi una figura centrale nella storia giuridica dell’Ottocento.
Oggi, oltre 124 anni dopo, la comunità calvizzanese ha la
possibilità, e il dovere, di colmare questa lacuna storica. Se Mirabelli venne
celebrato dal re Umberto I, salutato dal giurista Pessina come “pontefice della
dritta interpretazione della legge”, e onorato a Napoli con una lapide nel suo
palazzo di via Toledo, è paradossale che proprio Calvizzano non abbia ancora
eretto quel simbolico gesto di riconoscenza.
Per questo motivo, rivolgemmo un invito diretto e
pubblico all’ex Amministrazione comunale e, in particolare, all’ex Assessore
alla Cultura Francesca Nastro: sia finalmente dato seguito alla volontà del
Consiglio del 1901. E' inutile ripetere che non siamo stati ascoltati.
Un ricordo marmoreo non è soltanto un omaggio: è un
atto di giustizia storica e culturale. È un segno per le nuove generazioni,
affinché la storia locale torni ad essere patrimonio vivo e fonte di identità.
È la restituzione di un debito ideale verso un uomo che, pur raggiungendo le
più alte cariche dello Stato, non smise mai di amare il suo paese natio,
tornando ogni volta nella sua villa a Calvizzano per ritrovare le proprie
radici.
In un’epoca in cui le comunità riscoprono il valore
dei propri personaggi storici, Calvizzano ha l’opportunità di riannodare un
filo interrotto, completare un gesto iniziato 123 anni fa, e rendere finalmente
onore al Conte Giuseppe Mirabelli lì dove tutto ebbe inizio.
Il passato ha atteso abbastanza. È il momento che Calvizzano mantenga la sua promessa.
Noi di Calvizzanoweb, da tempo propugnatori e divulgatori di cultura, ci crediamo e speriamo che la prossima amministrazione sia disposta ad ascoltarci.
