Calvizzano, il blog di Rosiello resta un deterrente contro il malaffare: ma la solidarietà arriva (quasi) solo da Marano
| 5 ottobre 2020: passaggio di consegne tra il Prefetto Rotondi e il sindaco Pirozzi |
Il 5 ottobre 2020 non è una data qualsiasi per
Calvizzano. Dopo circa trenta mesi di commissariamento, il passaggio di
consegne tra l’ex presidente della Commissione Straordinaria, il prefetto Luca
Rotondi, e il nuovo sindaco eletto Giacomo Pirozzi segnò il ritorno alla
normalità amministrativa. Tra i presenti c’era anche Mimmo Rosiello, storico
blogger e fondatore di Calvizzanoweb, da anni voce libera e spesso scomoda del
territorio.
In quell’occasione il sindaco Pirozzi pronunciò parole
nette: pur riconoscendo divergenze di vedute, definì il blog di Rosiello “un
efficace deterrente contro il malaffare”. Un’affermazione importante, pubblica,
istituzionale. Parole che pesano, soprattutto in un territorio che ha
conosciuto lo scioglimento per infiltrazioni e che ha bisogno di anticorpi
civici forti.
A distanza di oltre cinque anni, la domanda è semplice: cos’è cambiato?
Non certo lo status personale del blogger. Rosiello
continua a vivere della sua pensione, come sua moglie. Abita dal 1980 a
Calvizzano, in una cooperativa di via Aldo Moro, in un immobile con diritto di
superficie, dunque in comproprietà con il Comune. Non si è arricchito, non ha
accumulato privilegi, non ha costruito carriere parallele. La sua indipendenza
economica è rimasta quella di sempre, e proprio questa condizione rappresenta
una delle garanzie più forti della sua libertà di scrittura.
Eppure, ogni volta che viene attaccato, politicamente
o personalmente, si registra un dato che dovrebbe far riflettere: la
solidarietà più calorosa e numerosa arriva spesso da Marano, città alla quale
Rosiello dedica numerosi articoli e approfondimenti sul suo blog. Da lì
giungono messaggi, attestati di stima, prese di posizione pubbliche.
Da Calvizzano, invece, troppo spesso cala un silenzio
imbarazzante.
È un paradosso evidente: il paese in cui vive da oltre
quarant’anni, il territorio che ha raccontato con costanza, documentando
criticità, denunciando opacità, seguendo vicende amministrative e sociali, è
quello che meno si espone quando lui diventa bersaglio di attacchi. Mentre la
città “vicina”, oggetto di parte del suo lavoro giornalistico, dimostra
maggiore compattezza e riconoscenza.
Questo squilibrio dice molto. Dice che fare
informazione libera in un piccolo centro è ancora un atto di coraggio. Dice che
chi esercita un controllo civico, senza padrini né protezioni, rischia di
restare isolato proprio nella comunità che prova a tutelare. Ma dice anche che
il valore del lavoro svolto viene riconosciuto, eccome, da chi sa leggere oltre
le polemiche.
Se nel 2020 il sindaco ha definito pubblicamente il
blog di Rosiello un deterrente contro il malaffare, oggi quella definizione
resta attuale. Perché un deterrente funziona solo se è libero, vigile, talvolta
scomodo. E la coerenza personale del blogger, la sua vita semplice, la sua
condizione immutata, la sua indipendenza, è parte integrante di quella
credibilità.
Calvizzano dovrebbe interrogarsi: si può pretendere
trasparenza senza difendere chi la pratica?
La libertà di informazione non è un favore concesso,
ma un presidio democratico. E quando a difenderlo sono soprattutto i cittadini
di un’altra città, forse è il momento di chiedersi non cosa sia cambiato nel
blogger, ma cosa sia cambiato, o non sia cambiato, nella coscienza collettiva
del paese.