Con la firma dell’atto notarile si chiude una lunga
stagione di trattative e di lavoro silenzioso ma determinato: Villa Venusio
entra ufficialmente a far parte del patrimonio della comunità di Mugnano. Un
risultato storico che segna una svolta per uno dei luoghi più simbolici della
città, per anni esposto al rischio di speculazioni edilizie, all’abbandono e al
vandalismo.
La storica Villa della Marchesa viene così restituita
ai cittadini e si prepara a vivere una nuova fase della sua esistenza.
L’amministrazione comunale ha già avviato la progettazione della sua rinascita,
immaginandola come polmone verde nel cuore del centro cittadino, spazio di
incontro, aggregazione e condivisione, destinato a diventare un vero bene
comune.
Tra gli interventi più significativi previsti, la
cappella sconsacrata della villa sarà trasformata nella nuova sede dei
matrimoni civili: un luogo carico di storia e suggestione che farà da cornice
simbolica alle nuove famiglie, rafforzando il legame tra tradizione, identità e
futuro della comunità mugnanese.
Per il sindaco Luigi Sarnataro, l’acquisizione di Villa Venusio rappresenta un traguardo che va oltre il valore amministrativo.
“Da bambino entravo qui di nascosto, spinto dalla
curiosità e dal fascino della leggenda del fantasma della marchesa”, racconta
il primo cittadino, ricordando un luogo che, pur non essendo accessibile, era
già profondamente radicato nell’immaginario collettivo.
“Oggi quello stesso luogo lo riconsegniamo davvero
alla città”.
Un passaggio che assume anche un significato politico
e personale: Sarnataro sottolinea come questo risultato rappresenti
un’ulteriore promessa mantenuta alla fine del suo mandato da sindaco. Villa
Venusio, da simbolo di abbandono, diventa così emblema di rinascita e di
restituzione alla collettività.
L’amministrazione comunale ha infine ringraziato
l’ufficio urbanistica e patrimonio per l’impegno profuso nel raggiungimento di
un obiettivo che segna una pagina importante nella storia recente di Mugnano.
Villa Venusio non è più un luogo chiuso e dimenticato:
è una storia che ricomincia. E, questa volta, appartiene davvero a tutti.
Il video