Via Rossetti, la strada tra Mugnano e Villaricca ricalca un antico asse della centuriazione campana: risale a circa 2mila anni fa
Ne parliamo con Davide Fabris, archeologo e giornalista storico
Cos’è una Centuriazione
Romani sapevano che difendere un territorio appena conquistato era una impresa particolarmente difficile e impegnativa e perciò, in genere, favorivano insediamenti di popolazioni indigene amiche o di cittadini romani come per esempio gli ex-legionari. La realizzazione di tali insediamenti richiedeva necessariamente la costruzione di nuove vie di comunicazione, la fondazione di nuove colonie e soprattutto una radicale ristrutturazione del territorio con enormi lavori di bonifica, disboscamento, opere idrauliche, costruzioni di insediamenti rurali, riduzioni a coltura.
L'insieme di tutti questi lavori poteva portare alla realizzazione di una centuriazione che era costituita da un reticolo di strade o corsi d'acqua perpendicolari fra loro che delimitavano grandi quadrati di terreno solitamente di circa 720 metri di lato (20 actus), chiamati centurie. Il terreno all'interno delle centurie era suddiviso in appezzamenti che venivano poi assegnati ai coloni. Il nome centuria deriva dal fatto che originariamente, come narra Varrone nel "De re rustica" , una centuria veniva suddivisa in 100 parti uguali (heredia) pari a circa 5046 mq e assegnata a 100 coloni. Alcune aree invece erano adibite a pascolo o bosco e lasciate ad uso comunitario.
Le strade che delimitavano le centurie erano chiamate decumani e cardini. Si distinguono il decumano ed il cardine massimi che usualmente avevano una larghezza maggiore delle altre strade. Le centuriazioni si sono diffuse in vaste aree dell'impero romano ed il loro reticolo si è impresso nel paesaggio agrario di molte regioni costituendo una delle testimonianze archeologiche più imponenti della civiltà romana.
Infatti in numerosi casi la continuità abitativa dei territori dall'epoca romana all'attuale ha favorito il persistere dell'orientamento stradale e la distribuzione degli insediamenti odierni secondo lo schema tracciato dagli agrimensores romani. Si può affermare che il fenomeno della centuriazione sia stato di estrema importanza per Roma sia dal punto di vista economico con la valorizzazione delle risorse del territorio e la possibilità di introdurre tecniche di conduzione agraria nuove e più avanzate, che dal punto di vista sociale fornendo un reddito alle popolazioni meno abbienti, dando una sistemazione ai soldati alla fine del servizio, ma anche aggregando in un contesto che ne favoriva la romanizzazione le popolazioni indigene dei territori conquistati.
Fonte CANTVRIAZIONE.it, sito del gruppo archeologico di Villadose