Nel cuore del complesso Kennedy si allena una squadra
che va oltre il semplice concetto di calcio: gli Under 14 della FC Napoli Nord,
nata dalla fusione con le scuole calcio Fedele-Abbondanza Accademy. Qui,
tredicenni pieni di entusiasmo, educazione e aspirazioni, imparano ogni giorno
non solo a correre, passare e tirare, ma anche a crescere come persone.
Alla guida del gruppo c’è Paolo Abbondanza, un
allenatore di 50 anni con un passato da calciatore nella Primavera del Napoli,
figlio del leggendario Sandro “Sivorino” Abbondanza, soprannome conquistato per
la somiglianza fisica e tecnica con l’asso argentino. Paolo urla, certo, ma non
per rabbia: urla per imprimere ai ragazzi quei principi fondamentali del gioco,
perché siano pronti alle sfide del campionato e, soprattutto, della vita. Se
non avesse scelto il calcio, forse avrebbe fatto il tenore: un’energia che ora
riversa in campo per istruire, motivare e ispirare.
![]() |
| Paolo Abbondanza nel suo studio |
Qualche domenica fa, però, il gruppo degli Under 14 ha
vissuto un episodio spiacevole. In una partita finita quasi in rissa, non per
colpa loro ma di avversari istigati da un allenatore irrispettoso, alcuni
ragazzi della Napoli Nord hanno subito calci e pugni. Eppure, anche in quella
circostanza, Paolo Abbondanza si è comportato da vero signore, cercando di
calmare gli animi e dare l’esempio di autocontrollo, nonostante l’inerzia di un
arbitro inesperto.
Qui emerge la differenza fondamentale: non è il
talento innato a fare la differenza, ma la cultura, l’educazione e i valori
trasmessi dai grandi. Paolo, divoratore di libri e maestro di vita oltre che di
calcio, insegna ai suoi ragazzi che la rabbia e l’istinto vanno governati,
perché il rispetto e l’intelligenza emotiva sono le basi di ogni vittoria,
dentro e fuori dal campo.
Il calcio giovanile può essere anche questo: non solo
gol e dribbling, ma crescita umana, solidarietà e la capacità di affrontare le
difficoltà con dignità. La FC Napoli Nord, con i suoi giovani educati e
allenati da Paolo, dimostra che il vero successo non si misura con il
punteggio, ma con i valori che restano per tutta la vita.

