Partito ufficialmente l’iter di revisione del PUC. Ieri la presentazione del gruppo tecnico che si occuperà del nuovo piano e il primo incontro pubblico
Da sinistra: Dott. Ferdinando Musto, Arch.
Ernesto Ortega De Luna, il sindaco Dott. Giacomo Pirozzi, Prof. Arch. Antonio
Acierno, Arch. Rosario Avolio.
Con l’incontro di ieri, è partito ufficialmente il
processo di revisione del Piano Urbanistico Comunale. Come
annunciato dal Comune nei giorni precedenti, nella Sala Consiliare del
Municipio si è tenuto l’incontro pubblico sul tema, dove la popolazione è stata
invitata a un primo incontro di ascolto con il gruppo di tecnici che nei
prossimi mesi si occuperà di superare l’attuale assetto, concluso nel 2020
durante la gestione commissariale del Comune. «La legge ci impone anche di
finirlo in un determinato tempo, quindi non è assolutamente una questione
elettorale», come ha avuto modo di affermare il sindaco all’inizio della
seduta.
A essere presenti, dinanzi a una sala gremita, oltre
il sindaco Giacomo Pirozzi, il Dott. Ferdinando Musto, geologo,
l’Arch. Ernesto Ortega De Luna, il Prof. Arch. Antonio
Acierno, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in
Urbanistica “Alberto Calza Bini” dell’Università degli Studi di Napoli
“Federico II”, e l’Arch. Rosario Avolio, tecnico incaricato della
revisione PUC.
L’incontro, sin dal suo annuncio, si prospettava molto
partecipato: come indicato nell’annuncio comunale, infatti, si sarebbe
parlato del futuro sviluppo, ovvero di area industriale, area commerciale, area
sportiva, del nuovo piano stradario, ma anche del famoso problema dei
lotti B1, ovvero di tutti quei terreni presenti a Calvizzano che sono
stati inseriti in una classe edificabile (appunto, B1) ma su cui non si può
costruire secondo le attuali regole urbanistiche regionali e nazionali (il
cosiddetto “zero consumo di suolo”). Si è parlato anche di lotto minimo, questione posta da Giuliano D'Errico.
Comunicato del Comune per l’incontro
avvenuto ieri. Fonte Facebook
La Sala Consiliare gremita durante
l’incontro. Fonte https://www.facebook.com/giacomopirozzi.sindaco/posts/pfbid0GjWNvEmWjWGcvtWzfTLaLEwmScNoa473jpQ1KYvyK1KYq8HitrASbcsf4b23RioEl
Durante l’incontro, più di una volta è stato
necessario da parte del sindaco e dei tecnici specificare che la natura di
quest’assemblea sarebbe stata di tipo consultivo e conoscitivo,
non per scambiare osservazioni sul PUC, dato che quello vigente verrà
sostituito e il prossimo ancora non è stato progettato: la natura degli
argomenti trattati, soprattutto quello sui terreni B1, ha infatti invogliato
molti a partecipare proprio per parlare della loro attuale condizione, con la
possibilità di una risposta chiara e un’attenzione da parte del comitato
tecnico.
Il primo intervento è stato infatti riguardo le
difficoltà di tipo fiscale che ha suscitato l’attuale PUC, con un cittadino che
appunto ha fatto presente la propria condizione con un terreno B2 inedificabile;
una condizione specifica, come affermato dal prof. Avolio, e che è soprattutto
di natura fiscale (che riguarda quindi non la futura programmazione
comunale in termini di infrastrutture e viabilità, ma in termini di
classificazione).
A seguire c’è stato quello di Pasquale Musella,
di Movimento Futura, che ha infatti elencato celermente (incalzato anche
dal sindaco) quanto era stato proposto dal movimento politico in questi anni.
Un intervento puntuale comunque apprezzato dal gruppo tecnico, che si è
auspicato venga ripresentato in fase di osservazione.
Pasquale Musella, di Movimento Futura.
Fonte Facebook
A seguire, le domande sono state più di una volta tendenti
a essere su condizioni specifiche vissute dai cittadini, esemplificative però
delle storture che il PUC ha causato: c’è chi infatti ha espresso
perplessità per avere un terreno agricolo con dinanzi un’area edificabile, chi
si è trovato addirittura un terreno rimasto agricolo circondato da una zona
edificabile, e soprattutto più di una persona che ha cercato risposte dal
sindaco e dall’assise tecnica su cosa fare riguardo questi terreni accatastati
B1, gente soprattutto anziana con un terreno coltivato una vita e pagato per
quel poco che valeva e che oggi se l’è visto rivalutato oltremodo (e quindi
tassato come tale).
A queste domande, non è comunque mancata la risposta del sindaco e dei
professori presenti, che hanno infatti apprezzato la partecipazione e che hanno
fatto presente che si farà quanto possibile per superare queste storture nella
zonizzazione del prossimo documento.
Nella discussione, c’è chi ha anche azzardato qualche commento forte della
propria esperienza lavorativa ed accademica, affermando che il PUC così
redatto, con queste storture ricadenti sui cittadini, gli sembrasse un “tentativo
di rimpinguamento delle casse comunali”; polemica però prontamente spenta
dal sindaco Pirozzi, che ha infatti ribadito che il periodo di redazione
del PUC è coinciso con un’amministrazione non politica e quindi non interessata
in tal senso al ritorno economico del Municipio non dovendolo governare
successivamente (né avendo la pretesa di farlo).
Un cittadino, a cui vi si è accodato anche qualcun
altro, ha invece richiesto informazioni circa la fascia cimiteriale di
secondo livello, trovandosi il suo terreno in questa zona e subendo
come gli altri l’impossibilità di usufruire del proprio terreno se non per
attività inerenti all’area cimiteriale, chiedendo se fosse possibile ridurre
questa fascia. A questa domanda, il prof. Acierno ha risposto rimandando
ancora ai limiti normativi, in questo caso quelli di un Regio Decreto ancora in
vigore degli anni 20’ del secolo scorso che appunto regolamenta le aree
cimiteriali e che permette la riduzione della fascia cimiteriale richiede una
procedura rigorosa e il parere di più enti di riferimento per ritenere
necessario questa riduzione, non potendo tra l’altro né sanare condizioni
d’abuso né essere per interessi privati.
La fascia di rispetto cimiteriale,
tratteggiata in color lavanda, Tav. 15.
Domande sono sorte anche per quanto riguarda il Centro
storico: diversi cittadini infatti hanno lamentato la presenza dei loro
fabbricati proprio nell’area definita del centro storico, pur se prima non
presenti, con palazzi anche relativamente recenti; e per questo sono costretti
al rispetto di vincoli stringenti. Anche qui, la risposta del gruppo tecnico è
stata accademicamente precisa, specificando innanzitutto come le moderne
regolamentazioni in ambito urbanistico determinino che nello stilare il PUC sia
necessario definire il centro storico tenendo presente le aerofotogrammetrie
storiche, che permettano quindi di determinare qual era l’antico insediamento
abitativo e perciò delimitarlo a prescindere quale sia la condizione odierna
dei fabbricati, quindi comprendendo anche i palazzi più recenti ricostruiti sul
sedime di vecchi palazzi; e che questo impasse da loro indicato può essere
superato con un Piano Urbanistico Attuativo (PUA), che assieme al
PUC specificatamente regolamenti il centro storico, dato che, come hanno
affermato il prof. Avolio e il prof. Acierno, sono abbastanza esperti in questi
piani di rivalutazione.
L’attuale zona del centro storico secondo
il PUC vigente, in rosa, Tav. 15
C’è stata anche attenzione sull’ambito tecnico:
l’intervento di una concittadina laureata in Ingegneria Civile, ha permesso
infatti di chiarire il processo di redazione e soprattutto entro quanto tempo
si aprirà la fase di osservazione. Secondo quanto detto dal prof. Acierno, il
preliminare del PUC sarà pronto entro sei mesi; ma già a partire da ora
è possibile in fase di ascolto indicare le prime problematiche.
L’intervento di un altro cittadino ha invece permesso di chiarire che le
osservazioni fatte finora correttamente protocollate al Comune non sarà
necessario ripresentarle, essendovi già la documentazione presente e a
disposizione del gruppo tecnico.
Per quanto concerne la viabilità, oltre al mio
intervento c’è stato quello di un cittadino che si è lamentato di via Dante
Alighieri perché usata dalle auto per correre e ha richiesto un intervento
sulla viabilità.
Infine, ci sono stati interventi anche per le aree
agricole e industriali: il primo intervento è stato di un
rappresentante di un consorzio di aziende agroalimentari, che ha chiesto se a
Calvizzano sarebbe stato possibile ottenere appunto un polo
agroalimentare; domanda a cui il sindaco ha risposto positivamente e
anzi ribadendo che la revisione del PUC ha proprio quello di dare una vocazione
economica al paese attualmente assente.
Il secondo intervento, invece, fatto da Mimmo Rosiello, ha chiesto se
fosse possibile, data la vicinanza geografica, la possibilità di istituire un’area
Piano Insediamenti Produttivi contigua a quella di Marano, in zona San
Pietro, nonostante i vincoli storici, archeologici e geologici; a cui il gruppo
tecnico ha risposto che potrebbe essere plausibile una volta osservati i
vincoli presenti e ottenuto il parere degli enti competenti.
L’area PIP di Marano, sulla sinistra, e
l’area della frazione di San Pietro, sulla destra, dopo il Vallone del Carmine.
Fonte Google Maps
In conclusione, questo è stato un incontro conoscitivo
in cui si è soprattutto presentato il gruppo tecnico e si sono presentate le
prime criticità attuali. Ci si augura che avvengano altri incontri del
genere, e che possano suscitare la proposizione anche di ulteriori
suggerimenti di tipo urbanistico. Calvizzano ha decisamente bisogno di una
vocazione economica e di uno sviluppo dei servizi e della viabilità, solo così
può auspicare a una crescita futura nel senso vero della parola.
Gianpaolo Cacciapuoti