Marano riscopre il suo figlio illustre: rivelazioni inedite su Domenico Mallardo al convegno sulla “Corrispondenza Galante–Mallardo”

 

Un convegno intenso, partecipato, capace di restituire alla città di Marano una pagina preziosa della propria storia culturale. La presentazione del volume dedicato alla “Corrispondenza Galante–Mallardo” si è rivelata molto più di un appuntamento editoriale: è stata un’occasione per far emergere aspetti poco noti, e in alcuni casi mai raccontati, della figura del reverendo Domenico Mallardo, grazie soprattutto all’intervento del prof. Dario Sessa, già direttore dell’ISSR “Donnaregina” di Napoli.

Attraverso testimonianze dirette e ricostruzioni puntuali, Sessa ha tracciato il profilo di un uomo di cultura rigorosa, di profonda umanità e di straordinaria finezza morale, restituendo alla comunità maranese l’immagine autentica di uno dei suoi figli più illustri.

Intervento 1 – Mallardo e Galante: un legame formativo decisivo

Il prof. Sessa ha ricordato come Mallardo fosse l’allievo prediletto di Aspreno Galante.

Un rapporto maestro-discepolo intenso e formativo, tra due personalità di grande spessore culturale. Pur lontani dai clamori accademici, Galante e Mallardo rappresentavano una statura intellettuale “sconvolgente” per profondità e coerenza.

Intervento 2 – La scuola di Mallardo e il primato delle lingue classiche


 Ampio spazio è stato dedicato alla qualità della formazione trasmessa da Mallardo ai suoi discepoli: Morelli, Calvino e Ciavolino.

I suoi allievi curavano con rigore quasi “particolaristico” le lingue classiche, considerate fondamentali per la ricerca archeologica. Mallardo, grecista raffinato, poneva il greco al centro del metodo scientifico e umanistico.

Intervento 3 – Il rispetto come cifra esistenziale

Un aneddoto ha colpito e commosso il pubblico: Mallardo dava del “lei” perfino alla gatta.

Un gesto apparentemente curioso, ma rivelatore di una personalità improntata al rispetto assoluto e alla delicatezza nei rapporti, cifra distintiva del suo modo di essere.

Intervento 4 – La carità silenziosa

Tra le testimonianze più toccanti, quella relativa a un suo alunno di Calvizzano, più volte bocciato e in gravi difficoltà economiche.

Mallardo pagò di tasca propria la retta del ragazzo, imponendo come unica condizione il silenzio. Un gesto che rivela una carità concreta, discreta, lontana da ogni esibizione.

Intervento 5 – Un’eredità culturale da riscoprire

Nel passaggio conclusivo, il prof. Sessa ha richiamato la grandezza culturale e morale di Mallardo e di Orlando, figure che hanno dato lustro alla storia di Marano.

Si tratta di personalità di enorme spessore culturale e rigore morale. Recuperare e ripubblicare le loro opere significherebbe offrire alla città uno stimolo civile e intellettuale fondamentale.

Il convegno ha avuto dunque un valore che va oltre la semplice presentazione di un volume: ha acceso una luce nuova su aspetti inediti del rev. Domenico Mallardo, restituendo alla memoria collettiva non solo lo studioso, ma l’uomo.

Marano riscopre così una figura che merita di essere riletta, studiata e proposta alle nuove generazioni come esempio di cultura alta, rigore morale e carità autentica.

 

 

 

 

 

 

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