Seduta completamente deserta al Consiglio comunale di
Calvizzano: all’appello non hanno risposto né il sindaco, né i consiglieri di
opposizione, né i consiglieri di maggioranza, compresi quelli considerati
finora fedelissimi al primo cittadino.
Secondo fonti interne, diversi consiglieri avrebbero
scelto di non presentarsi, consapevoli che non si sarebbe comunque raggiunto il
numero legale. Alle ore 19.04, il presidente del Consiglio comunale, Emma
Trinchillo, preso atto dell’assenza totale dei componenti dell’assise, ha
dichiarato testualmente: “constatato l’assenza dell’intero Consiglio
comunale, dichiaro chiusa la seduta”.
La stessa Trinchillo ha ribadito per due volte al
cronista di Calvizzanoweb di non voler essere né ripresa né fotografata,
volontà che è stata pienamente rispettata.
È la terza volta in poco più di cinque anni che a Calvizzano si respira aria di crisi politica. Le due precedenti erano state superate grazie alla disponibilità delle opposizioni, che avevano consentito di ricomporre la frattura istituzionale. Mai, però, si era arrivati a un’assenza totale: né maggioranza né opposizione, nemmeno i consiglieri ritenuti fino a oggi più vicini al sindaco.
Con le elezioni amministrative previste tra quattro o
cinque mesi, resta aperto l’interrogativo sul futuro dell’amministrazione: si
tratta dell’atto finale di un mandato destinato a concludersi anzitempo o
dell’ennesimo episodio di una crisi destinata a rientrare?
Abbiamo interpellato un politico di lungo corso,
profondo conoscitore delle dinamiche cittadine e già amministratore in passato,
che non ha nascosto il proprio pessimismo: secondo la sua opinione, questa
volta la crisi sarebbe reale e difficilmente sanabile. Alla domanda su cosa
avrebbe fatto se si fosse trovato al posto del sindaco, la risposta è stata
netta: “mi sarei dimesso ad horas, senza se e senza ma”.
