Calvizzano. Consiglio comunale di maggio 2025, Reset (oggi Insieme) disse no al consuntivo 2024 e ribadì l’opposizione a Pirozzi
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| Da sinistra: Michele D'Ambra, Francesco Ferrillo, Marzia Mazzei |
Nel Consiglio comunale di maggio 2025 il
gruppo Reset votò contro il rendiconto di gestione 2024, definendo fallimentare
l’azione amministrativa del sindaco Pirozzi. Un atto politico che confermò una
opposizione netta e senza ambiguità, maturata in oltre quattro anni di
contrapposizione, e che si inserisce in una fase di profondi riassetti
politici, con defezioni, nuove alleanze e interrogativi aperti in vista delle
prossime elezioni comunali.
Il voto contrario al rendiconto di gestione 2024, espresso dal gruppo di opposizione Reset nel Consiglio comunale di maggio 2025, rappresentò un passaggio politico chiaro: una bocciatura complessiva dell’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Pirozzi e la conferma di una linea di opposizione netta, portata avanti per l’intera consiliatura.
Il documento, inviato alla stampa e firmato dai
consiglieri Francesco Ferrillo, Marzia Mazzei e Michele D’Ambra, chiarì senza
ambiguità le motivazioni del “no”, certificando una distanza politica ormai
strutturale dall’attuale maggioranza.
Sul piano politico, nel frattempo, si sono aperti
nuovi scenari all’interno del gruppo. Marzia Mazzei, professionista seria e
preparata, la più votata di sempre a Calvizzano, ha annunciato di non volersi
più candidare, dichiarandosi profondamente delusa dal modo di fare politica
dell’ex maggioranza. Al suo posto si candiderà il cognato Peppe Liccardo, anche
lui protagonista in passato di forti contrasti con il sindaco Pirozzi,
soprattutto all’inizio della consiliatura.
Michele D’Ambra, invece, ha deciso di defilarsi dal
gruppo Reset e di appoggiare il candidato sindaco Luciano Borrelli, aprendo
così una nuova fase di alleanze e contrapposizioni politiche nel panorama
locale. Resta fermamente all’opposizione Francesco Ferrillo, la cui posizione
critica nei confronti dell’amministrazione Pirozzi emerge con forza proprio dal
documento sul consuntivo 2024.
Nel merito del rendiconto, Reset definì la gestione 2024 “fallimentare” rispetto agli obiettivi annunciati, riconoscendo come unico elemento positivo l’avvio dei lavori per l’asilo nido (completato) e la scuola dell’infanzia (quasi completata) finanziati con fondi PNRR, grazie alla professionalità dell’ufficio tecnico comunale, nonostante la cronica carenza di personale.
Per il resto, il giudizio fu severo. Il centro di
raccolta risultava ancora chiuso; la raccolta differenziata nel 2024 si
attestava al 39,09%, in calo rispetto all’anno precedente e ben lontana dal 65%
previsto dalla normativa. Ancora fermo il bando per la gestione del campo
sportivo, così come irrisolta la vicenda dello spazio tennis di via Aldo Moro,
costato circa 400mila euro e oggi praticamente inutilizzabile.
Critiche anche sui ritardi nella consegna della
tendostruttura alla scuola Polo, sulle iniziative di decoro urbano giudicate
più coreografiche che risolutive e sull’assenza di un piano serio sulla
viabilità, che continua a paralizzare il traffico cittadino a ogni chiusura
stradale.
Nel mirino finirono inoltre le spese per murales e
panchine, pari a circa 80mila euro, considerate inutili rispetto alle reali
esigenze del territorio, mentre persistono carenze strutturali come l’assenza
di marciapiedi in molte strade del paese. A ciò si aggiungono IMU e addizionale
Irpef ai massimi di legge e il mancato contrasto efficace all’evasione fiscale.
Proprio l’evasione rappresenta, secondo Reset, una
delle principali cause dell’enorme fondo crediti di dubbia esigibilità, che
appesantisce il rendiconto. Anche sul fronte della riscossione dei tributi,
l’opposizione denunciò ritardi tali da far slittare i primi risultati concreti
alla prossima amministrazione.
Il documento si chiude con una dura presa di posizione
sui fondi SIEI destinati all’istruzione 0-6 anni, tra presunte incongruenze,
fondi accreditati ma non chiariti e procedure mai completate, per le quali
Reset chiese spiegazioni e scuse pubbliche.
Dopo oltre quattro anni di opposizione costante, il
“no” al consuntivo 2024 nel maggio 2025 ribadì in modo inequivocabile la
distanza politica tra Reset e l’amministrazione Pirozzi. Una posizione che
rende oggi legittima una domanda centrale nel dibattito cittadino: è davvero
pensabile un ritorno al fianco del sindaco, qualora decidesse di ricandidarsi,
dopo critiche così dure e documentate?
La risposta potrebbe arrivare molto
presto.
