Calvizzano, asfalto e scavi: quella mozione bocciata che oggi appare più attuale che mai

 

Via Pio La Torre
A distanza di mesi, e alla luce di quanto sta accadendo oggi con i ripristini del manto d’asfalto, la domanda torna con forza: aveva senso la mozione presentata dal gruppo Reset sul ripristino delle infrastrutture stradali interessate da scavi?

Il 24 marzo 2025, nel corso del Consiglio comunale di Calvizzano, la maggioranza bocciò la mozione di indirizzo presentata dall’opposizione, allora rappresentata dal gruppo ex Reset. Un documento che chiedeva, in sostanza, una cosa semplice ma fondamentale: regole chiare e stringenti per chi effettua scavi sul territorio comunale, con l’obbligo di ripristinare il manto stradale “a regola d’arte”.

“Il senso della nostra mozione è chiarissimo – dichiarò all’epoca il capogruppo Francesco Ferrillo –: chi scava in città, per qualsiasi motivo, deve riparare correttamente l’asfalto. Accade spesso, invece, tranne rari casi, che dopo i lavori le strade restino piene di buche e dossi. Basta farsi un giro per il paese, soprattutto nelle periferie, per rendersene conto”.

La proposta prevedeva l’adozione di un regolamento comunale capace di disciplinare in modo efficace gli interventi di scavo, fissando criteri tecnici precisi, controlli puntuali e responsabilità chiare. Un atto di indirizzo che, secondo i proponenti, avrebbe tutelato la sicurezza stradale e la qualità della viabilità cittadina.

Eppure, la maggioranza scelse di respingere la mozione.

Diversa la sorte dello stesso documento nel vicino Comune di Marano, dove la medesima proposta fu approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Un segnale politico chiaro: al di là delle appartenenze, il tema del corretto ripristino delle strade venne ritenuto prioritario.

Oggi, mentre si riaccende il dibattito sullo stato dell’asfalto e sulla qualità degli interventi eseguiti dopo gli scavi, quella bocciatura appare, a molti, un’occasione mancata. Perché la questione non era, e non è, ideologica, ma concreta: garantire che chi interviene sulle strade pubbliche lo faccia nel rispetto di standard adeguati, evitando che i cittadini debbano convivere con rattoppi mal eseguiti, avvallamenti e pericoli per automobilisti e pedoni.

Alla luce dei fatti attuali, quella mozione non solo aveva un senso, ma rappresentava un tentativo di prevenire criticità che oggi tornano sotto gli occhi di tutti. E forse, con il senno di poi, meritava quantomeno di essere discussa nel merito, senza pregiudizi politici.

La politica, quando guarda lontano, dovrebbe saper riconoscere il valore delle proposte utili alla collettività, indipendentemente da chi le presenta.

 

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